Il Servizio del Bilancio contesta la mancanza di basi statistiche per il taglio delle accise e boccia i tagli lineari ai Ministeri: necessari chiarimenti sulle autorizzazioni di spesa.
L’offensiva del Governo contro il caro-carburanti – che scade il 7 aprile ma potrebbe essere prorogata già nel prossimo Consiglio dei ministri di venerdì – si scontra contro il muro dei tecnici del Senato. Il Servizio del Bilancio di Palazzo Madama ha infatti rilevato la mancanza dei dati di base necessari a quantificare il taglio delle accise e “bocciato”, per violazione delle norme di contabilità, la genericità delle coperture individuate attraverso i tagli lineari ai Ministeri. Secondo quanto emerge dall’analisi tecnica, l’Esecutivo avrebbe quindi varato una manovra d’emergenza senza fornire le statistiche reali sui consumi di benzina e gasolio né indicare quali specifiche autorizzazioni di spesa verranno sacrificate per finanziare l’intervento, lasciando di fatto un’incognita sulla reale tenuta dei saldi di finanza pubblica.
UN’ARCHITETTURA FINANZIARIA SENZA DATI DI BASE
Il cuore delle contestazioni mosse dai tecnici del Senato riguarda l’Articolo 2 del provvedimento, che ridetermina temporaneamente le aliquote di accisa su benzina, gasolio e GPL. Sebbene la Relazione Tecnica (RT) del Governo illustri la metodologia seguita per stimare un onere di circa 417,4 milioni di euro per il 2026, gli esperti parlamentari sottolineano che mancano all’appello gli specifici dati di consumo assunti come base.
“La quantificazione non è supportata né dagli specifici dati da assumere alla base della stima, quali i volumi di consumo per ciascun prodotto, né dalle aliquote medie applicate ai fini IRES ed IRAP”, osservano i tecnici. Senza queste informazioni, risulta impossibile verificare se le stime siano state effettuate con il dovuto rigore e prudenzialità, rendendo necessaria la fornitura di un supplemento informativo da parte dell’Esecutivo.
LE OMBRE SULLE COPERTURE E L’INCOGNITA DEI TAGLI MINISTERIALI
Un ulteriore punto di frizione riguarda l’Articolo 5, relativo alle modalità di copertura finanziaria. Il Governo ha previsto di reperire oltre 527 milioni di euro per l’anno 2026 attraverso una riduzione degli stanziamenti di diversi Ministeri. Tuttavia, il Senato rileva che l’indicazione di un importo complessivo per ogni dicastero, senza specificare quali siano le singole autorizzazioni di spesa o i capitoli di bilancio interessati, non rispetti la legge di contabilità nazionale.
Secondo i rilievi, non è sufficiente operare tagli lineari generici; è invece indispensabile indicare con precisione quali leggi di spesa vengano decurtate. Inoltre, l’Autorità legislativa richiede rassicurazioni sul fatto che tali tagli non pregiudichino interventi già programmati e ritenuti essenziali per il funzionamento dei servizi pubblici.
STRETTA SULLA SPECULAZIONE E OBBLIGHI PER LE COMPAGNIE
Oltre ai profili finanziari, il provvedimento introduce misure procedurali per arginare le distorsioni del mercato. Le società petrolifere saranno obbligate a comunicare giornalmente i prezzi consigliati di vendita, con l’obbligo di pubblicazione sui propri siti internet e trasmissione al Garante per la sorveglianza dei prezzi.
Il mancato rispetto di questa norma comporterà sanzioni pari allo 0,1% del fatturato giornaliero. Al contempo, agli esercenti sarà vietato aumentare i prezzi comunicati nell’arco della stessa giornata. “Il Ministero delle imprese e del made in Italy istituirà uno speciale regime di controllo”, si legge nel testo, finalizzato a individuare anomalie tra le quotazioni internazionali delle materie prime e il prezzo finale pagato dai cittadini. In presenza di balzi improvvisi, scatteranno segnalazioni dirette alla Guardia di Finanza per verifiche contabili lungo tutta la filiera.
MISURE STRAORDINARIE PER TRASPORTO E PESCA
Per mitigare l’impatto della crisi energetica, il decreto stanzia anche fondi specifici per i comparti produttivi più colpiti. All’autotrasporto è destinato un contributo straordinario sotto forma di credito d’imposta per un valore di 100 milioni di euro per il 2026, volto a compensare la maggiore spesa sostenuta per il gasolio nei mesi di marzo, aprile e maggio.
Parallelamente, le imprese ittiche potranno beneficiare di un credito d’imposta fino al 20% della spesa per benzina e gasolio, entro un limite complessivo di 10 milioni di euro. Su questi punti, i tecnici del Senato non hanno sollevato particolari critiche, ritenendo i tetti di spesa definiti e le modalità di controllo, affidate a successivi decreti ministeriali, idonee a garantire il rispetto dei bilanci pubblici.


