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Ecco quanto ci costerà il nuovo taglio delle accise sui carburanti

Con il Brent oltre i 110 dollari al barile, benzina e diesel rischiano nuovi record. Ecco quanto ci costerà il dl carburanti in arrivo

Il tempo stringe, i serbatoi si svuotano e i conti dello Stato tremano. Oggi scade lo sconto sui carburanti e nel CdM di questa sera il governo varerà un nuovo decreto legge per il taglio delle accise fino alla prima settimana di giugno. Una boccata d’ossigeno per le tasche dei cittadini, che apre però una reazione a catena su conti pubblici, scioperi disinnescati e altri fronti caldi dell’industria italiana.

QUANTO COSTA LO SCONTO SUI CARBURANTI

Il greggio (Brent) viaggia stabilmente intorno ai 110 dollari al barile. Di conseguenza, mantenere i prezzi artificialmente più bassi alla pompa avrà un costo salato. La misura in vigore prevede uno sconto di 20 centesimi al litro sul gasolio e 5 centesimi al litro sulla benzina. Senza questo intervento, dal 23 maggio la benzina avrebbe rischiato di schizzare verso i 2 euro al litro, con il gasolio oltre la soglia psicologica dei 2,20 euro. Una boccata d’aria per i consumatori che costa alle casse pubbliche circa 1 miliardo di euro al mese. Fino ad oggi la misura ha già accumulato un costo complessivo per le finanze pubbliche che sfiora i 2 miliardi di euro per coprire il periodo iniziale di oltre due mesi di erogazione continuativa.

Per coprire questo deficit, l’esecutivo sta correndo ai ripari sfruttando in parte il “tesoretto” derivante dall’aumento dell’Iva sui carburanti stessi (provocato dall’impennata dei prezzi alla produzione). Ma il futuro resta un’incognita: Giorgetti ha già fatto sapere che la misura “si potrebbe prorogare” ulteriormente, ma tutto dipenderà dagli scenari geopolitici e, nello specifico, dai tempi di riapertura dello Stretto di Hormuz, il cui blocco (iniziato a marzo) ha originato la crisi attuale.

L’OMBRA DELLO SCIOPERO DEI CAMION

Dietro la fretta del governo non c’è solo l’attenzione al portafoglio degli italiani, ma anche il rischio di un blocco dei trasporti. I camionisti avevano già promesso battaglia, con uno sciopero nazionale proclamato da lunedì 25 a venerdì 29 maggio. Un blackout logistico che avrebbe rischiato di lasciare i supermercati vuoti e le aziende senza materie prime. Per disinnescare la bomba, il nuovo decreto non si limiterà a prorogare il taglio delle accise per tutti, ma introdurrà misure di sostegno specifiche e mirate per gli autotrasportatori e per il trasporto pubblico locale.

Per i camionisti e le imprese di logistica sono in arrivo contributi straordinari e corsie preferenziali di indennizzo per compensare i picchi di spesa subiti nei mesi di marzo, aprile e maggio. L’obiettivo è assorbire l’impatto dei costi fissi ed evitare il blocco totale dei rifornimenti nei supermercati e nelle fabbriche. Un tentativo politico (e finanziario) di gettare acqua sul fuoco della protesta.

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