Mentre i rendimenti finanziari crollano, le accise sull’energia volano. I nuovi dati ufficiali del Ministero dell’Economia svelano chi sta davvero riempiendo le casse pubbliche nel 2026
Le accise energetiche tengono in piedi il Bilancio italiano. Il primo trimestre del 2026 si è chiuso con un tesoretto da record per il Fisco italiano: 6.119 milioni di euro, il 2,9% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Le tasse sugli oli minerali da sole hanno portato 5.218 milioni di euro. È quanto emerge dal Rapporto sulle entrate – Marzo 2026 di Mef e Ragioneria generale dello Stato.
LE ACCISE DA RECORD
Nei primi tre mesi del 2026 le entrate tributarie e contributive sono aumentate del 2,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. I forzieri dello Stato sorridono, ma a pagare il conto sono soprattutto i consumatori di energia e carburanti. Gli ultimi dati del Mef sulle accise evidenziano che il costo dei carburanti non è un problema solo alla pompa. Infatti, il gettito derivante dall’accisa sui prodotti energetici (oli minerali), che riflette direttamente l’andamento del settore dei trasporti e dei consumi di carburante, è letteralmente decollato.
Nel periodo gennaio-marzo 2026, lo Stato ha incassato 5.218 milioni di euro solo dagli oli minerali, con un aumento di 142 milioni di euro (+2,8%) rispetto al 2025. Anche guardando agli incassi effettivi, la crescita ammonta a 133 milioni di euro (+2,7%).
IL GAS SALE, LE CASE GREEN FRENANO
A causa delle nuove regole sui versamenti degli acconti (D.Lgs. n. 43/2025) e del conguaglio dell’anno d’imposta 2025 versato a marzo 2026, il gettito dal gas naturale per combustione è risultato in aumento, confermando che l’energia è diventata il nuovo bancomat erariale.
Al tempo stesso, il 2026 si è aperto con una brusca frenata sul fronte dell’ambiente e della riqualificazione energetica. Infatti, le ritenute per le spese di ristrutturazione edilizia (legate spesso all’efficientamento ambientale degli edifici) hanno subito un vero e proprio tracollo: -499 milioni di euro (-32,9%). Un buco aggravato dal cambio di rotta della Legge di Bilancio 2025, che ha spinto molti cittadini a correre ai ripari entro la fine del 2024.
GLI ENTI TERRITORIALI SORRIDONO
Le casse degli enti locali possono sorridere grazie alle accise. Infatti, le entrate locali sono aumentate complessivamente di +1,7% (+136 milioni di euro), spinte dalla crescita dell’’addizionale regionale all’IRPEF (+90 milioni) e dell’IRAP (+47 milioni). Al contrario, l’IMU ha registrato una lieve flessione (-1 milione di euro).


