L’Italia guida gli stoccaggi europei con il 62,8% di riempimento, contro il 44,3% della media Ue. Pier Lorenzo Dell’Orco (Proxigas) «la riapertura dello stretto di Hormuz consentirà l’allentamento delle tensioni di prezzo ». In una analisi su Il Sole 24 Ore, l’attesa per la riapertura dello Stretto e l’impatto sui prezzi del Gnl
L’Italia è il primo Paese europeo per gas stoccato con un livello di riempimento al 62,8%, secondo i dati forniti da Snam, mentre la media dell’Unione europea si ferma al 44,3% e la Germania resta al 35%. La fotografia del Sole 24 Ore evidenzia un forte divario tra i principali Paesi europei nella corsa al riempimento degli stoccaggi in vista della stagione invernale.
MERCATI, PREZZI IN CALO DOPO L’ANNUNCIO USA-IRAN
I mercati energetici hanno reagito all’ipotesi di un accordo tra Stati Uniti e Iran con un calo del gas alla Borsa di Amsterdam (TTF) di quasi il 10%, poco sopra i 42,3 euro per megawattora. Il movimento è legato alle attese sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo strategico da cui passa una quota rilevante delle forniture globali di Gnl.
Secondo Pier Lorenzo Dell’Orco, presidente di Proxigas, «la riapertura dello stretto di Hormuz consentirà il ripristino delle rotte di importazione di Gnl provenienti dai Paesi del Golfo con l’allentamento delle tensioni di prezzo sui mercati internazionali».
FLUSSI DI GNL E NODI INFRASTRUTTURALI
Il ripristino delle forniture resta però legato anche alle condizioni degli impianti rispetto ai danni subiti, in particolare a quello di Ras Laffan in Qatar gestito da QatarEnergy, da cui arriva parte del Gnl destinato all’Italia. L’azienda ha prorogato fino a metà agosto lo stato di forza maggiore.
In questo scenario, l’Italia ha compensato la riduzione dei flussi dal Golfo aumentando le forniture via nave dagli Stati Uniti e rafforzando i rapporti con fornitori storici come l’Algeria. Nei primi cinque mesi dell’anno sono arrivati 94 carichi, di cui 57 dagli Stati Uniti, mentre il rigassificatore di Rovigo ha ricevuto solo 13 navi dall’area del Golfo.
Secondo i dati riportati, il sistema italiano ha beneficiato della diversificazione infrastrutturale, con il ruolo dei terminal e dei contratti di lungo periodo, tra cui quelli gestiti da Edison: L’Italia è in grado di raggiungere il target del 90% grazie alla capacità di stoccaggio già assegnata, mentre l’Europa nel suo complesso rischia di fermarsi sotto il 70%, aumentando la vulnerabilità agli effetti di un inverno lungo o particolarmente rigido.
INFRASTRUTTURE E SICUREZZA ENERGETICA
Sul piano regolatorio, interventi di sistema sono stati sostenuti anche da ARERA, mentre il quadro infrastrutturale resta centrale per garantire continuità degli approvvigionamenti.
La ripresa dei flussi dal Golfo potrebbe rafforzare la diversificazione delle rotte europee e contribuire a una maggiore stabilità dei prezzi, in un contesto in cui il gas resta determinante anche per la formazione dei prezzi elettrici in Italia.
La fase estiva di riempimento degli stoccaggi prosegue con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza energetica nazionale attraverso la capacità di risposta del sistema gas e la gestione delle infrastrutture strategiche.


