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Manovra, il governo tra caro energia, difesa e vincoli europei: il rebus delle risorse

La prossima manovra dovrà affrontare contemporaneamente il caro energia, l’aumento delle spese per la difesa e la richiesta di nuove risorse da parte dei partiti. Il quadro arriva all’ultimo giro di boa della legislatura, con il governo chiamato a gestire gli effetti della crisi internazionale senza compromettere gli obiettivi di bilancio. Secondo quanto riportato da la Repubblica, gli interventi contro il caro carburanti hanno già richiesto 2,1 miliardi di euro attraverso otto decreti da metà marzo

L’aumento dei prezzi energetici rappresenta una delle principali incognite per la prossima legge di bilancio. Il governo dovrà valutare se destinare nuove risorse al sostegno contro i rincari oppure concentrare gli interventi sugli investimenti strutturali.

La flessibilità europea prevista per l’Italia, secondo il quadro richiamato dal quotidiano romano, avrebbe un margine dello 0,6% del Pil in due anni, pari a circa 13,6 miliardi di euro, ma con un vincolo preciso: le risorse dovrebbero essere indirizzate agli investimenti green e non alla semplice riduzione dei prezzi di carburanti e bollette. Le indicazioni europee sulla flessibilità di bilancio e sulla clausola di salvaguardia nazionale sono state pubblicate dalla Commissione europea.

La questione riguarda anche le imprese. Il Centro studi di Confindustria ha evidenziato, come riportato dalla fonte principale, che «La maggiore domanda di credito è destinata prevalentemente a coprire il fabbisogno di liquidità legato ai costi energetici e molto meno al finanziamento di nuovi investimenti: un segnale che conferma come il caro energia continui a sottrarre risorse alla crescita delle imprese».

LA SPESA PER LA DIFESA

Un altro capitolo della manovra riguarda la spesa militare. La flessibilità collegata all’energia viene descritta nel testo di partenza come collegata alla clausola di salvaguardia nazionale per la difesa, che il governo punta ad attivare attraverso il confronto con le istituzioni europee.

L’Unione europea ha previsto strumenti di flessibilità per consentire agli Stati membri di aumentare temporaneamente la spesa per la difesa mantenendo l’attenzione sulla sostenibilità dei conti pubblici. Le decisioni europee sulla clausola di salvaguardia nazionale sono state illustrate dal Consiglio dell’Unione europea.

Per il governo guidato da Giorgia Meloni la questione presenta anche un aspetto politico interno, legato al confronto nella maggioranza sull’aumento delle spese militari e sulle priorità della prossima legge di bilancio.

GIORGETTI E IL RISCHIO DELLE MISURE ELETTORALI

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti dovrà gestire le richieste di nuove misure e il rischio di una manovra condizionata dalla scadenza elettorale. Tra le ipotesi citate dalla fonte principale c’è l’estensione del taglio Irpef al 33% per i redditi fino a 60mila euro.

Giorgetti ha definito gli spazi aperti dallo scostamento di bilancio come «spazi significativi di bilancio», aggiungendo che dovranno essere utilizzati «in modo molto intelligente e mirato».

La manovra dovrà inoltre tenere conto del percorso dell’Italia sulla procedura per deficit eccessivo. Il nodo centrale sarà individuare un equilibrio tra interventi immediati per energia e difesa e investimenti destinati alla crescita.

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