Il pieno costerà oltre tre euro in più con il gasolio autostradale a 2,42 euro al litro prima dell’accisa mobile. Urso e Pichetto chiamano a Palazzo Piacentini Eni, Saras, Unem e i raffinatori per forzare la produzione interna.
Da domani, sabato 26 settembre 2026, si riduce l’agevolazione fiscale sui carburanti, determinando un incremento immediato di oltre 3 euro per ogni rifornimento di gasolio su strade e autostrade. A quantificare l’impatto economico è il Codacons, ricordando che il taglio dell’accisa sul diesel scenderà dagli attuali 12,2 centesimi a 6,1 centesimi al litro (Iva inclusa), come previsto dalle scadenze del decreto-legge 162/2026. La misura rimarrà in vigore fino al 5 ottobre, data dopo la quale termineranno gli sconti forfettari e subentrerà il meccanismo dell’accisa mobile alimentato dal gettito Iva extra sul greggio.
L’aggravio sui costi arriva mentre l’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy registra nuovi massimi alla pompa: sulla rete ordinaria la benzina self viaggia a 2,154 euro al litro e il gasolio a 2,338 euro, toccando in autostrada rispettivamente 2,247 e 2,421 euro. Davanti all’emergenza delle forniture energetiche, i ministri Adolfo Urso e Gilberto Pichetto hanno convocato d’urgenza a Palazzo Piacentini per l’8 ottobre le principali compagnie della raffinazione e della chimica nazionale per studiare un aumento straordinario della produzione interna di prodotti raffinati.
LO SCONTO FISCALE SI DIMEZZA: IL CALCOLO DEI RINCARI DAL 26 SETTEMBRE
Lo sconto fiscale sulle accise del gasolio si dimezza a partire da domani. Questa riduzione dell’agevolazione comporterà un rincaro immediato di oltre tre euro a pieno per gli automobilisti italiani, indipendentemente dall’andamento delle quotazioni industriali alla pompa. L’associazione a tutela dei consumatori Codacons sottolinea come il beneficio fiscale perda efficacia proprio in una fase di forte tensione sui mercati energetici.
La misura dello sgravio viene rimodulata verso il basso: il taglio finora operativo, pari a 12,2 centesimi di euro al litro, passerà a partire da sabato a 6,1 centesimi al litro tenendo conto dell’effetto congiunto sull’imposta di fabbricazione e sull’aliquota Iva. Tradotto nelle spese di rifornimento quotidiano, l’associazione stima un incremento secco di 3,05 euro a pieno per gli autoveicoli alimentati a gasolio. Allargando l’orizzonte temporale all’entrata in vigore del provvedimento generale, scattato lo scorso 18 settembre, la perdita complessiva del beneficio per le famiglie raggiunge un valore calcolato in 5,45 euro per ogni singolo pieno. I
L DECRETO 162 E LA TABELLA DI MARCIA VERSO L’ACCISA MOBILE DI OTTOBRE
La modifica tariffaria trova il proprio fondamento giuridico nel decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162, recante “Disposizioni urgenti per il sostegno economico e il contenimento degli effetti derivanti dal perdurante aumento del costo dei carburanti, nonché in materia fiscale”. L’articolato ha stabilito una progressione a scaglioni dell’imposizione erariale sul gasolio impiegato come carburante per autotrazione. Il calendario dei prelievi ha fissato la tassazione a 572,90 euro per 1.000 litri nell’intervallo temporale compreso tra il 18 e il 25 settembre 2026.
Da domani, 26 settembre, scatterà il secondo gradino della manovra, che innalzerà l’accisa a 622,90 euro per 1.000 litri, livello che rimarrà bloccato fino a lunedì 5 ottobre 2026 compreso. A partire dal 6 ottobre 2026 si consumerà l’addio definitivo al regime dei tagli fissi e predeterminati. Da quella data diventerà operativo il meccanismo dell’accisa mobile: lo Stato destinerà le maggiori entrate tributarie riscosse attraverso l’Iva sui prodotti energetici – generate dai rincari internazionali del greggio – per finanziare riduzioni automatiche delle accise fisse, parametrando l’alleggerimento fiscale all’extra-gettito effettivamente incassato.
I PREZZI MEDI RILEVATI DAL MIMIT TRA RETE STRADALE E AUTOSTRADE
La frenata degli sconti statali impatta su un contesto di prezzi al consumo già stabilmente elevato lungo l’intera rete distributiva della penisola. I dati ufficiali rilevati nella data odierna di venerdì 25 settembre 2026 dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit attestano quotazioni sostenute in tutte le modalità di erogazione senza operatore. Lungo la rete stradale ordinaria nazionale, il prezzo medio registrato in modalità self service si posiziona a: – Benzina: 2,154 euro al litro; – Gasolio: 2,338 euro al litro.
Sulla rete autostradale i valori medi salgono ulteriormente, toccando i seguenti livelli: – Benzina: 2,247 euro al litro; – Gasolio: 2,421 euro al litro. Questi parametri evidenziano un costo del gasolio strutturalmente superiore a quello della benzina di quasi venti centesimi al litro su entrambi i circuiti stradali, elemento che rende l’imminente riduzione dello sconto sulle accise del diesel particolarmente oneroso per la mobilità privata e commerciale.
IL TAVOLO D’EMERGENZA: URSO E PICHETTO CONVOCANO I COLOSSI DELLA RAFFINAZIONE
L’aggravarsi del quadro distributivo ha indotto l’esecutivo ad aprire un confronto istituzionale diretto con i vertici dell’industria petrolifera e di trasformazione operante sul suolo nazionale. Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, senatore Adolfo Urso, e il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto, hanno convocato congiuntamente le aziende della raffinazione per giovedì 8 ottobre alle ore 16:30.
Il summit si svolgerà a Roma presso la sede ministeriale di Palazzo Piacentini. L’ordine del giorno prevede una disamina approfondita dello stato dell’arte industriale per verificare le condizioni operative che possano consentire alle raffinerie italiane di incrementare la capacità produttiva dei principali derivati del greggio. La lista dei convocati riflette l’intera filiera della trasformazione e della logistica petrolifera. Oltre alla rappresentanza di categoria dell’Unem (Unione Energie per la Mobilità), prenderanno parte alla riunione le società: – Eni; – Saras; – Sonatrach; – Socar-IP; – Iplom; – KPI; – Alma Petroli; – Ludoil/Isab; – Innovhub.
LA STRATEGIA NAZIONALE SULL’OFFERTA CONTRO LE CRISI INTERNAZIONALI
La mossa dei due ministeri punta a creare uno scudo produttivo interno capace di attenuare le ripercussioni delle tensioni estere sull’approvvigionamento del sistema Paese. Con la logistica e i trasporti internazionali condizionati dalle turbolenze geopolitiche, il governo intende massimizzare l’output delle strutture di lavorazione situate lungo le coste e i distretti della penisola. Il vertice dell’8 ottobre a Palazzo Piacentini rappresenterà il passaggio chiave per coordinare gli sforzi tra politica e industria privata, valutando gli assetti impiantistici e la disponibilità di stoccaggio per scongiurare vuoti di fornitura sui distillati medi e garantire la continuità dei flussi di benzina e gasolio a fronte della fine del regime straordinario delle accise.

