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Bonus caldaia 2026: come fare domanda e tutto quello che c’è da sapere

Per ottenere il trattamento fiscale più favorevole non basta commissionare i lavori entro dicembre o versare un acconto entro la fine dell’anno, ma bisogna verificare le regole applicabili al singolo caso, incluse quelle relative alla data della spesa e alle modalità di pagamento

Chi intendesse rinnovare il sistema di riscaldamento entro la fine del 2026, dovrà valutare attentamente sia la tecnologia da installare, sia le agevolazioni utilizzabili. Non vi è infatti un solo contributo legato alle caldaie, ma diverse misure che consentono di ridurre il costo di alcuni interventi, a patto che siano rispettati i requisiti previsti.

BONUS CALDAIE: GLI IMPIANTI AMMESSI

A partire dal 2025 le detrazioni fiscali sono escluse per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili. Possono invece usufruire delle agevolazioni alcuni sistemi più efficienti, come le pompe di calore, i sistemi ibridi e alcuni generatori a biomassa.

Prima di acquistare un nuovo apparecchio, quindi, è necessario verificare la compatibilità con l’edificio e individuare la misura più adatta.

ECOBONUS E BONUS RISTRUTTURAZIONI: QUANTO SI RECUPERA

Per i lavori che rispettano le condizioni richieste, le principali opportunità sono l’Ecobonus e il bonus ristrutturazioni.

Quest’anno la detrazione ordinaria è del 36%, ma può raggiungere il 50% per gli interventi sull’abitazione principale sostenuti dal proprietario o dal titolare di un diritto reale di godimento, nel rispetto dei requisiti previsti.

Per il bonus ristrutturazioni è previsto inoltre un tetto di spesa ordinario, fissato a 96mila euro per unità immobiliare. Il beneficio viene recuperato attraverso 10 quote annuali di pari importo, anziché mediante uno sconto immediato sul costo dei lavori. Bisognerà quindi valutare anche la propria capacità fiscale, poiché la detrazione deve poter essere utilizzata nel tempo.

CALDAIE: COSA SUCCEDE DAL 2027

Dal 2027 le aliquote scenderanno al 30% per gli interventi ordinari e al 36% per quelli realizzati sull’abitazione principale. Tuttavia, per ottenere il trattamento fiscale più favorevole non basta commissionare i lavori entro dicembre o versare un acconto entro la fine dell’anno, ma è necessario verificare le regole applicabili al singolo caso, incluse quelle relative alla data della spesa e alle modalità di pagamento.

IL CONTO TERMICO 3.0

Per quanto riguarda il Conto Termico 3.0, esso incentiva interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili con una dotazione finanziaria di 900 milioni di euro annui, erogati con un sostegno in conto capitale fino a un massimo del 65% delle spese ammissibili. A differenza dell’Ecobonus o del Bonus casa, il contributo viene erogato dal GSE dopo la presentazione e l’approvazione della domanda, e non richiede necessariamente una capienza fiscale sufficiente per recuperare l’importo. Per gli incentivi fino a 15mila euro è possibile ricevere il pagamento in un’unica soluzione.

Il portale dedicato al Conto Termico 3.0 ha già registrato una sospensione temporanea delle domande nel corso di quest’anno, seguita dalla riapertura, il 13 aprile scorso. Il contributo massimo, inoltre, non equivale ad un rimborso garantito su qualsiasi spesa, poiché vengono riconosciuti soltanto i costi ammissibili, entro i limiti stabiliti. Infine, andranno verificate le eventuali incompatibilità con altre agevolazioni sulle stesse spese.

POMPE DI CALORE E SISTEMI IBRIDI

Tra le alternative alle caldaie tradizionali vi sono anche le pompe di calore ad alta efficienza, che utilizzano l’elettricità per trasferire calore dall’esterno all’interno dell’abitazione. La loro convenienza dipende da diversi fattori, tra cui l’isolamento dell’edificio, il clima, la temperatura necessaria per riscaldare gli ambienti e la compatibilità con i radiatori già installati.

I sistemi ibridi combinano invece una pompa di calore con una caldaia a condensazione, coordinando il funzionamento dei due generatori in base alle condizioni operative. Anche in questo caso, l’accesso agli incentivi dipende dalla configurazione dell’impianto e dal rispetto dei requisiti tecnici.

I GENERATORI A BIOMASSA

Vi sono poi i generatori a biomassa, come quelli alimentati a legna o a pellet, che devono soddisfare specifici criteri di rendimento ed emissioni. La scelta non dovrebbe basarsi esclusivamente sulla percentuale dell’incentivo: è importante confrontare i costi di acquisto e installazione, i consumi previsti, le eventuali opere di adeguamento e le spese di manutenzione.

DOCUMENTI E ADEMPIMENTI DA RISPETTARE

Per beneficiare delle detrazioni fiscali bisognerà conservare le fatture, le ricevute di pagamento e la documentazione tecnica. Per le persone fisiche è richiesto il bonifico parlante, con le informazioni necessarie a identificare chi sostiene la spesa e il destinatario del pagamento.

Quando richiesto per gli interventi di riqualificazione energetica, occorre inoltre trasmettere all’ENEA i dati relativi ai lavori entro 90 giorni dalla loro conclusione.

Il Conto Termico 3.0 prevede invece una procedura specifica presso il GSE, con modalità e termini che variano in base all’intervento. Prima di avviare i lavori è quindi opportuno accertare l’ammissibilità dell’impianto, preparare la documentazione necessaria e verificare se sia possibile presentare la richiesta.

Le aliquote previste per il 2026 sono più favorevoli rispetto a quelle ordinarie attese dal 2027, ma il vantaggio si concretizza soltanto quando l’intervento rientra tra quelli ammessi. Prima di procedere con l’acquisto, quindi, è consigliabile chiedere ad un tecnico una valutazione dell’impianto e verificare quale agevolazione sia effettivamente utilizzabile.

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