Efficienza energetica e innovazione

Auto elettrica, sfatiamo qualche mito su batterie e litio

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L’articolo di Gianni Silvestrini, Direttore scientifico del Kyoto Club, sull’auto elettrica e il futuro del settore, pubblicato su Mf-Milano Finanza

La direzione che sta prendendo il mondo dei trasporti è segnata. I piani industriali delle case automobilistiche di tutto il mondo, infatti, sono incentrati in maniera determinante sullo sviluppo delle trazioni elettriche, con investimenti nell’ordine di decine di miliardi di euro. È di tutta evidenza, peraltro, il ruolo positivo della diffusione di veicoli elettrici nella riduzione delle emissioni climalteranti e nel combattere il grave inquinamento dei nostri centri urbani.

Se però è chiaro che il futuro prossimo del settore dei trasporti non può prescindere da questa tecnologia, non altrettanto chiari – stando almeno a quello che si legge su alcuni organi di informazione – sono alcuni aspetti essenziali di questa rivoluzione in atto, quali le materie prime delle batterie e il loro riciclo, l’autonomia delle stesse, la capacità di reazione della rete elettrica.

Partiamo dal mercato delle batterie agli ioni di litio: Bloomberg stima una crescita del 280% al 2025 e su alcuni supposti “limiti” delle batterie come la pesantezza, la durata o il riciclo è in atto una rapidissima evoluzione. Anche sul fronte dei costi bisogna segnalare un fatto di rilievo, che avrà impatti positivi sugli stessi prezzi delle auto elettriche: tra il 2010 e il 2018 sono calati dell’85%.

La densità energetica delle batterie continua ad aumentare, garantendo percorrenze più elevate e maggiore velocità di ricarica. Tesla raggiunge già 250 Wh/kg, ma punta a 330 Wh/kg e il Dipartimento dell’Energia Usa ha finanziato ricerche per arrivare a 500 Wh/kg.

Sul versante del riciclo, poi, si stanno investendo notevoli risorse per migliorare i processi: nel solo 2018 si sono trattate 97.000 tonnellate di batterie, la metà degli accumuli giunti a fine vita. In qualche caso si riesce ormai a recuperare l’80% dei vari componenti.

Da più parti si legge del presunto rischio di una dipendenza, per quanto riguarda lo sviluppo del mercato della mobilità a trazione elettrica, dalla Cina, che avrebbe le maggiori riserve di litio. In realtà le riserve di litio vedono la Cina al quarto posto dopo Cile, Australia e Argentina. Vera invece la forza di Pechino nella capacità produttiva di batterie pari al 73% del totale globale. L’Europa, partita molto in ritardo, conta di decuplicare entro il 2023 la sua capacità produttiva, portandola a 198 GWh/a e sorpassando così gli Usa.

Un cenno meritano le possibili criticità per le reti elettriche. Anche qui alcuni spesso sostengono che ci sarebbe il rischio di “restare al buio” la sera quando le auto si ricaricano. In realtà, proprio la responsabile delle strategie della rete elettrica inglese, Kayte O’Neill, afferma che la presenza di un ampio parco di auto elettriche potrà consentire di rendere più flessibile il sistema energetico riducendo i costi per i consumatori. La diffusione su larga scala delle vetture elettriche è considerata infatti fondamentale per la gestione di forti produzioni solari ed eoliche, fungendo da accumulo distribuito in grado di interagire in modo “intelligente” con le reti.