Skip to content
Taglio accise carburanti maggio

Carburanti, shock per gli automobilisti: stop agli sconti fiscali, da questa mattina accise sul gasolio su di 6,1 centesimi

A mitigare i rincari intervengono i tetti ai prezzi introdotti dalle compagnie su spinta del governo, mentre l’assenza del decreto in Gazzetta Ufficiale azzera del tutto i tagli attivi dallo scorso marzo.

A partire da oggi si è esaurita l’efficacia dell’ultimo sconto fiscale sui carburanti, stabilito dal governo Meloni lo scorso 16 settembre. Da questa mattina le accise sul gasolio sono aumentate di 6,1 centesimi al litro su tutta la rete nazionale a causa della mancata pubblicazione, all’interno della Gazzetta Ufficiale, del decreto interministeriale congiunto tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza
Energetica (Mase) e il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), passaggio burocratico indispensabile per rinnovare le misure di agevolazione del cosiddetto meccanismo delle accise mobili.

IL MANCATO INTERVENTO SULL’EXTRAGETTITO IVA BLOCCA LE ACCISE MOBILI

Senza il provvedimento attuativo dei due ministeri, il meccanismo delle accise mobili resta del tutto inoperoso. La norma avrebbe consentito di impiegare l’extragettito Iva, generato dai prezzi alla pompa, per compensare e sterilizzare la fine dell’agevolazione fiscale.

L’assenza dell’atto formale impedisce questa compensazione, ripristinando integralmente l’aliquota ordinaria sul gasolio e scaricando l’intero importo dell’imposta sui rifornimenti dei consumatori e delle imprese di trasporto.

FINE DEI TAGLI AI CARBURANTI PER LA PRIMA VOLTA DALL’INIZIO DELLA CRISI

Il ritorno all’imposizione piena segna una svolta rispetto ai mesi precedenti: è infatti la prima volta da marzo che i tagli fiscali sui carburanti scompaiono completamente dall’ordinamento.

Le misure di alleggerimento erano state introdotte con un primo decreto legge varato per contrastare le pesanti ripercussioni sui mercati energetici causate dal conflitto bellico tra Stati
Uniti e Iran. Da quel momento il sostegno statale era rimasto costantemente in vigore, fino alla scadenza odierna.

LA MORAL SUASION DELL’ESECUTIVO SPINGE I RIBASSI ALLA POMPA

L’incremento fiscale interviene in un momento in cui le quotazioni alla pompa mostrano una parabola discendente. Nelle ultime settimane i listini al distributore hanno registrato un progressivo calo, favorito anche dalla linea di “moral suasion” adottata dall’esecutivo.

Il governo aveva infatti sollecitato direttamente le compagnie petrolifere a intervenire per limitare le ricadute del caro-energia sui bilanci familiari, ottenendo una risposta collaborativa da parte dei principali operatori della filiera.

IL PRICE CAP DEI MARCHI PETROLIFERI FRENAL’IMPATTO SUI RIFORNIMENTI

A guidare la discesa dei prezzi sono state le iniziative autonome dei colossi del settore. Eni ha introdotto sulla propria rete un “price cap”, fissando un tetto massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro per il gasolio, con una validità iniziale di 30 giorni e la facoltà di concedere proroghe. All’iniziativa del gruppo si sono poi allineate Ip, Q8 e Tamoil, che hanno esteso progressivamente i calmieri e gli sconti ai propri impianti, creando un cuscinetto privato che attenuerà l’impatto del ritorno delle accise
piene sul gasolio.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Rispettiamo la tua privacy, non ti invieremo SPAM e non passiamo la tua email a Terzi

Torna su