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Gas, quanto porterà nelle casse di Cipro lo sfruttamento di Afrodite

Afrodite

Tutti i dettagli sul contratto che il governo di Nicosia ha siglato per lo sfruttamento del giacimento Afrodite, scoperto nel 2011

Il gas di Cipro si avvicina sempre più ai mercati. La scorsa settimana, il governo di Nicosia ha infatti siglato un contratto per lo sfruttamento del giacimento Afrodite, scoperto nel 2011, con un consorzio formato dall’americana Noble, dalla anglo-olandese Shell, dall’israeliana Delek. Le quote sono rispettivamente del 35%, del 35%, del 30%; il gas sarà acquistato dalla Shell.

Il ministro dell’energia cipriota, George Lakkotrypis, ha parlato con comprensibile entusiasmo di “un’evoluzione particolarmente significativa”: perché, dopo anni di ipotesi su come trasformare il combustibile fossile ancora in fondo al mare in ricchezza per le finanze pubbliche, questa è la prima licenza che ne prevede espressamente la commercializzazione. E’ il più grande progetto di sviluppo economico previsto per l’isola.

I DETTAGLI DEL CONTRATTO

L’accordo ha una durata di 25 anni, secondo i piani il gas sarà in commercio a partire dal 2025 per quindi 18 anni di sfruttamento: il governo cipriota prevede di incassare, al termine del periodo in cui Afrodite sarà attivo, un totale di poco inferiore a 9 miliardi di euro. Gli obblighi contrattuali – sulle date, sulle quantità estratte, sui prezzi dovuti – sono molto chiari, frutto di un anno di negoziati.

UN GASDOTTO VERSO L’EGITTO

Già nel 2018 è stata anche individuata la modalità più semplice per inviarlo sui mercati, presumibilmente europei: un gasdotto sottomarino fino agli impianti di Idku in Egitto (sulla costa mediterranea, nei pressi di Alessandria), per poi essere liquefatto e trasportato via metaniere.

Quello che è stato firmato, però, è solo un “piano di sviluppo”: segna sì il passaggio dall’esplorazione allo sfruttamento, ma – come del resto ha sottolineato lo stesso Lakkotrypis – è “un primo passo” e non quello definitivo.

TUTTI GLI OSTACOLI

Cosa manca, allora? Mancano dati approfonditi sui benefici e sui costi. In primo luogo, anche se Afrodite è stimato contenere circa 200 miliardi di metri cubi di gas, solo ulteriori trivellazioni offriranno numeri più precisi sui quantitativi recuperabili. In più, i costi necessari a realizzare il gasdotto verso l’Egitto – si parla di circa 7 miliardi di euro – faranno salire il prezzo alla vendita del gas naturale liquefatto di Cipro, in un mercato per giunta già saturo in cui i margini sono limitati.

Solo dopo aver valutato questi dati il consorzio sarà in grado di arrivare a una “decisione definitiva di investimento”, per poi negoziare i necessari finanziamenti col sistema bancario. Una decisione che non è affatto scontata.