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Gas, la Lega a Patuanelli: A quando le gare per la distribuzione?

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Sulla gare gas i senatori Paolo Arrigoni e Paolo Ripamonti hanno anche proposto una cabina di regia di Ministero dello sviluppo economico, ANCI e ARERA, Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM), allargata alle associazioni degli operatori che miri alla realizzazione di tale riforma

Cosa intende fare il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli sulle gare per il settore gas? È quanto chiedono in un’interrogazione a risposta scritta i senatori della Lega Paolo Arrigoni e Paolo Ripamonti ricordando come sia stato il Decreto Letta del 2000 a individuare la gara pubblica come unica forma di assegnazione del servizio di distribuzione.

A DISTANZA DI DUE DECENNI LE GARE STENTANO A PARTIRE

“La riforma nasceva con l’obiettivo di assicurare nuovi investimenti nelle reti di distribuzione, nonché completare la metanizzazione del territorio, in particolare nel Mezzogiorno, grazie ad un processo competitivo di aggiudicazione del servizio – spiegano i due esponenti del Carroccio nell’interrogazione -. A distanza di quasi due decenni, la riforma del sistema delle concessioni di distribuzione di gas naturale, nonostante la produzione di circa quaranta provvedimenti di normativa primaria e circa novanta atti dell’Autorità di regolazione settoriale, stenta a partire”.

LA SITUAZIONE DI STALLO È FONTE DI INCERTEZZA E PREOCCUPAZIONE PER OPERATORI E COMUNI

“Ad oggi – proseguono dal Carroccio – solo due gare sono state assegnate, di cui una sospesa con contenzioso al TAR, su un totale di 177 ambiti territoriali minimi, ossia aggregazioni sovracomunali di dimensioni ottimali. Nel mentre il contesto di riferimento è sensibilmente cambiato e le reti di distribuzione del gas sono chiamate a nuove sfide con la transizione energetica, la crescita dei gas rinnovabili e il sector coupling con il mondo elettrico”. E la situazione di stallo “sta determinando da troppo tempo incertezza tra gli operatori, preoccupazione nei Comuni per il rischio di una ridotta valorizzazione delle reti di proprietà, e limita gli investimenti”.

UNA CABINA DI REGIA AL MISE PER SUPERARE LE CRITICITA’

Da qui la richiesta e una proposta al ministro: se cioè “non ritenga opportuno intraprendere un’iniziativa urgente, avvalendosi anche del contributo che potrebbe fornire la cabina di regia di Ministero dello sviluppo economico, ANCI e ARERA, Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM), allargata alle associazioni degli operatori che miri alla realizzazione di tale riforma necessaria per consentire la dovuta e corretta valorizzazione delle reti di proprietà degli enti locali; sostenere adeguatamente le stazioni appaltanti a gestire complessità ed onerosità delle procedure di gara; superare le criticità, spesso dovute a discrezionalità interpretative del quadro normativo e regolatorio, presenti su diversi aspetti quali la valorizzazione delle reti dei gestori in sede di gara”, conclude l’interrogazione.