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Goldman Sachs: finché USA e Iran non troveranno un accordo, il Brent resterà tra 80 e 90 dollari

Oggi il Brent si è attestato intorno agli 85 dollari al barile, poiché i segnali contrastanti provenienti da Stati Uniti e Iran sullo stato dei colloqui per porre fine alla guerra hanno alimentato l’incertezza

Goldman Sachs ha prevede che il greggio Brent si manterrà in un intervallo compreso tra 80 e 90 dollari al barile fino a quando non ci sarà la conferma di un nuovo accordo nucleare tra Stati Uniti e Iran o una significativa escalation del conflitto.

Come riferisce l’agenzia Reuters, la banca stima che il valore equo del Brent si aggiri intorno agli 80 dollari al barile, suggerendo che i mercati stiano prezzando solo un modesto premio di rischio, nonostante la persistente incertezza sulle forniture in Medio Oriente. Oggi il Brent si è attestato intorno agli 85 dollari al barile, poiché i segnali contrastanti provenienti da Stati Uniti e Iran sullo stato dei colloqui per porre fine alla guerra hanno alimentato l’incertezza.

LE SCORTE GLOBALI DI PETROLIO VISIBILI SONO DIMINUITE DI 6,3 MILIONI B/G

Sebbene il Brent sia sceso nella fascia tra gli 80 e gli 85 dollari, dopo che gli Stati Uniti hanno rinviato gli attacchi previsti contro l’Iran e in seguito a notizie di progressi nei colloqui sulla gestione del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, Goldman Sachs ha detto che i mercati fisici del petrolio continuano a contrarsi.

Secondo le stime, le scorte globali di petrolio visibili sono diminuite di 6,3 milioni di barili al giorno nelle ultime due settimane, a causa della riduzione dei flussi provenienti dal Golfo Persico e dal Mar Rosso, del calo delle esportazioni russe e dell’aumento delle importazioni asiatiche.

LE ESPORTAZIONI DI PETROLIO DAL MEDIORIENTE

La banca stima che le esportazioni di petrolio dal Golfo Persico siano scese a circa il 36% dei livelli prebellici, calcolati su una media mobile di sette giorni, rispetto a quasi l’80% di inizio luglio. Goldman Sachs ha detto inoltre che la capacità di carico delle petroliere nel Mar Rosso è diminuita del 22% da quando gli Houthi, alleati dell’Iran, hanno annunciato il blocco.

Secondo Goldman Sachs, le esportazioni di petrolio saudite sono diminuite di 2,4 milioni di barili al giorno rispetto all’anno precedente, sebbene le spedizioni siano state in parte reindirizzate attraverso l’oleodotto egiziano SUMED, compensando parzialmente le interruzioni delle rotte marittime del Mar Rosso.

IL GREGGIO RUSSO È IN CALO

Goldman Sachs ha evidenziato anche un recente calo delle forniture di greggio russo. Nelle ultime due settimane le esportazioni di greggio e condensato russi sono diminuite di 1,3 milioni di barili al giorno, mentre le ricorrenti interruzioni dei carichi presso il terminal CPC nel Mar Nero hanno mantenuto le spedizioni ben al di sotto dei livelli normali.

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