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parcheggi solari

I parcheggi solari in Europa potrebbero ridurre le bollette elettriche di 32.000 euro l’anno

I parcheggi solari potrebbero rappresentare un altro tassello con cui le città si adattano al boom delle rinnovabili, e sono già entrati nelle strategie di lungo periodo di diversi Paesi europei

I parcheggi europei potrebbero diventare delle mini centrali solari, riducendo le bollette elettriche e contribuendo agli obiettivi di decarbonizzazione. Grazie al crollo dei costi e alla rapidità di installazione, il fotovoltaico è diventato la fonte di elettricità più competitiva in molte aree dell’Unione Europea.

Secondo IRENA, nel 2024 i pannelli solari erano in media il 41% più economici rispetto alle alternative fossili a minor costo. Questo boom ha spinto una serie di innovazioni oltre i tradizionali parchi solari a terra e gli impianti sui tetti. Inoltre, presto in Italia potrebbero arrivare le ferrovie solari, dopo una sperimentazione di successo in Svizzera.

I VANTAGGI DEI PARCHEGGI SOLARI

I parcheggi solari potrebbero diventare un altro tassello con cui le città si adattano al boom delle rinnovabili e sono già entrati nelle strategie di lungo periodo di diversi Paesi europei. “I parcheggi possono produrre elettricità senza consumare ulteriore suolo; un fattore importante, se si considerano le difficoltà autorizzative che spesso incontrano gli impianti a terra”, spiega Rob Stait di Alight, uno dei principali sviluppatori di energia solare in Europa.

Secondo uno studio realizzato nel Regno Unito, un parcheggio da 80 posti potrebbe far risparmiare circa 28.000 sterline l’anno (circa 32.000 euro) sulle bollette elettriche, installando pensiline solari e utilizzando tutta l’elettricità prodotta.

“Queste infrastrutture – aggiunge Stait – si integrano con la ricarica delle auto elettriche, rendendo più semplice ed economica l’installazione di colonnine dove servono. In questo modo sostengono gli obiettivi di decarbonizzazione e creano un ulteriore vantaggio per gli utenti dei parcheggi e per la collettività”.

Secondo Stait, le pensiline solari nei parcheggi offrono anche posti auto coperti, contribuendo a ridurre la temperatura all’interno dei veicoli in estate, un aspetto “sempre più importante” alla luce delle estati europee sempre più calde.

LE FERROVIE SOLARI

Un altro ambito di applicazione dell’energia fotovoltaica è rappresentato dalle ferrovie. Come ricorda Euro News, infatti, lo scorso anno la startup svizzera Sun-Ways ha presentato la prima ferrovia solare al mondo, dopo aver posato 100 metri di pannelli fotovoltaici tra i binari in esercizio a Buttes, un villaggio nel distretto di Val-de-Travers.

La linea – che al momento è in fase di sperimentazione – è stata equipaggiata con 48 pannelli solari appositamente progettati, per una potenza complessiva di 18 kWp. I risultati positivi ottenuti già nel primo anno di prova potrebbero portare all’installazione di un sistema permanente lungo il tracciato ferroviario.

In linea teorica, i pannelli solari potrebbero essere installati sull’intera rete ferroviaria svizzera, lunga 5.317 chilometri, oltre 50.000 volte l’area coperta dal progetto pilota. Secondo Sun-Ways, questo sistema avrebbe il potenziale per produrre circa un terawattora di elettricità all’anno, pari a circa il 2% del consumo energetico totale del Paese.

Dopo il successo del test in Svizzera, Sun-Ways ha appena firmato un contratto di collaborazione con un partner commerciale italiano che è in contatto con Rete Ferroviaria Italiana. I piani per lanciare un progetto pilota nei prossimi mesi dovrebbero essere annunciati a breve.

LA FRANCIA CAPOFILA DEI PARCHEGGI SOLARI

Tornando ai parcheggi, nel 2022 la Francia ha approvato una legge che impone di coprire con pannelli solari tutti i parcheggi esistenti e nuovi con almeno 80 posti auto. I proprietari dei parcheggi tra 80 e 400 posti avranno 5 anni di tempo, fino al 2027, per adeguarsi, mentre gli operatori delle strutture con oltre 400 posti ne hanno avuti solo tre, fino al 2025. Almeno la metà della superficie dei siti più grandi dovrà essere coperta da pannelli solari. Secondo il governo francese, grazie a queste misure si potrebbero aggiungere 11 GW di potenza alla rete, sufficienti ad alimentare circa 12 milioni di case.

Lo scorso anno la Francia ha ammorbidito l’obbligo, consentendo ai parcheggi all’aperto superiori a 1.500 metri quadrati di coprire almeno metà della superficie con pannelli solari, alberi ombreggianti o una combinazione dei due.

In Germania, invece, i nuovi parcheggi di varie regioni – tra cui Baden-Württemberg, Renania Settentrionale-Vestfalia, Schleswig-Holstein, Renania-Palatinato e Bassa Sassonia – sono soggetti a obblighi sul solare che variano in base al numero di posti auto.

SFRUTTARE LE INFRASTRUTTURE ESISTENTI

Secondo Stait, fare affidamento solo sulle forze di mercato difficilmente funziona, senza un adeguato sostegno politico: “i dibattiti che di solito rallentano lo sviluppo del solare – impatto visivo, biodiversità, utilizzo del suolo – in genere scompaiono quando si costruisce su infrastrutture già esistenti, come i parcheggi”. L’obbligo introdotto in Francia “dimostra che il modello è sostenibile su larga scala e rappresenta un forte argomento affinché il resto d’Europa segua lo stesso percorso”.

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