Il rapporto IEA racconta cinque anni di decreti, sconti e aiuti pubblici che hanno tenuto a freno il caro energia. Ma fino a quando sarà possibile?
L’Italia è nel bel mezzo della stagione dei bonus e dei decreti. Dal 2021 ad oggi le bollette e i prezzi dei carburanti alla pompa sono scesi principalmente grazie ai sussidi statali. È quanto emerge dai dati del rapporto di giugno 2026 dell’IEA, un’analisi che tra le righe pone una domanda: quanto può reggere un sistema che si affida a sconti sugli oneri di sistema (la famosa componente negativa UG2) per abbassare i prezzi energetici?
LA STAGIONE DEI BONUS E DEI DECRETI
L’analisi dell’IEA certifica che da anni viviamo nella stagione dei “bonus e dei decreti”, un periodo in cui il Governo e ARERA hanno operato in regime di emergenza. Infatti, l’Agenzia sottolinea che dal 2021 al 2025 si sono susseguite misure straordinarie per contenere i rincari. Ad esempio, l’IVA sul gas ha oscillato tra il 5% e il 22%, con una riduzione straordinaria che è durata fino al dicembre 2023, per poi risalire nuovamente. Al contrario, i componenti fiscali regionali sul consumo di gas naturale sono ancora in vigore.
Il decreto-legge n. 19 del 2025 è stato uno degli ultimi tentativi di ridurre il peso delle bollette elettriche con un bonus di 200 euro “una tantum” per le famiglie povere e un temporaneo addio alla componente ASOS per le piccole imprese (aprile-settembre 2025). L’analisi dell’IEA fa emergere anche un fossile burocratico del passato: chi vive nei territori dell’ex Cassa del Mezzogiorno paga meno accise sul gas, secondo quanto previsto dal Decreto presidenziale n. 218 del 6 marzo 1978. Complessivamente, però, “il quadro giuridico in vigore in Italia è coerente con l’EU Energy del 2003 Direttiva fiscale”, osserva l’Agenzia.
QUANTO PESANO LE ACCISE?
Secondo le rilevazioni dell’IEA, ad oggi le accise ammontano a: 0.147 euro al litro per il GPL, 4,6 euro alla tonnellata per il carbone, 22,7 euro per MWh per l’elettricità per il residenziale e 12.5 euro MWh per l’industria. Il carbone utilizzato per la produzione di elettricità è tassato con un’aliquota di 2,60 EUR/tonnellata. Per l’elettricità destinata ai residenti, il consumo inferiore a 150 kWh quando la capacità è inferiore a 3 kW è esente da accise. Per l’elettricità nell’industria, i primi 200 MWh di consumo mensile di elettricità sono tassati proporzionalmente al consumo. Per gli utenti con un consumo mensile inferiore a 1 200 MWh, i consumi superiori a 200 MWh sono tassati con un’aliquota inferiore per MWh.
Per quanto riguarda i prezzi alla pompa, invece, le accise ammontano a: 0.617 euro al litro per il diesel, 0.728 €/l per la benzina, 0.147 euro al litro per il GPL, 31.39 euro per tonnellata per il petrolio pesante e 403.21 per quello leggero.
IEA, IL MITO DEL PETROLIO ITALIANO
L’IEA sfata il mito che l’Italia non estrarrebbe petrolio dal suo sottosuolo. Il problema è che questa materia prima non ci garantisce carburanti più economici poiché il greggio estratto dai giacimenti nazionali è per maggior parte di tipo pesante (Prezioso e Vega) o sulfureo (Tempa Ross e Rospo Mare). Tipologie che richiedono un trattamento in raffinerie complesse, con un aggravio di costi che finisce dritto nei calcoli dei costi di importazione che pesano sulla nostra bilancia commerciale. Intanto, Augusta si conferma il termometro per il greggio Urals, malgrado i venti di guerra e le sanzioni abbiano rimescolato le carte della logistica mediterranea.

