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Acqua

Il cambiamento climatico avvelena anche l’acqua. Ecco perché

L’acqua potabile è minacciata dal cambiamento climatico. È quanto emerge da uno studio pubblicato su PLOS ONE. Ecco perché e quali sono i Paesi più a rischio

Il cambiamento climatico avvelena le acque e potremmo anche non accorgercene. Infatti, l’innalzamento del livello dei mari aumenta il rischio di arsenico nelle acque, elemento chimico che ha effetti molto negativi sulla salute. A peggiorare ancora di più la situazione, provoca danni alla salute anche quando l’acqua non è così salata da essere imbevibile. È quanto emerge da uno studio pubblicato su PLOS ONE. Quali Paesi sono più a rischio?

L’ACQUA POTABILE È SOTTO MINACCIA

L’innalzamento del livello dei mari minaccia l’acqua potabile. I ricercatori di diverse università hanno scoperto che l’acqua del Bangladesh spicca in negativo per la presenza di concentrazioni molto alte di arsenico. Quantità superiori al limite fissato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo lo studio. Quando la concentrazione di questo elemento raggiunge simili livelli può rendere l’acqua non potabile e avere influenze negative sulla salute di chi la beve.

Ad esempio, bambini e adolescenti possono avere disturbi cognitivi, difficoltà di messa a fuoco e problemi di memoria, problematiche di comprensione verbale e ragionamento. Negli adulti, invece, l’esposizione a lungo termine provoca malattie cardiovascolari, diabete e cancro. La ricerca di Frisbie suggerisce che questi rischi per la salute rimangono anche se l’acqua non è così salato da essere imbevibile.

Un fenomeno preoccupante perché le acque sotterranee sono la principale fonte idrica potabile nazionale e lo Stato è spesso colpito da inondazioni durante la stagione dei monsoni. Ma il Bangladesh non è l’unico Paese a rischio.

L’ARSENICO AVVELENA L’ACQUA, CHI RISCHIA DI PIÙ?

Argentina, Cina e Stati Uniti dovrebbero iniziare a preoccuparsi seriamente del problema dell’innalzamento dei mari. Infatti, secondo lo studio l’arsenico è presente in quantità elevate anche nelle acque sotterranee di questi Stati.

“Questo non accadrebbe solo in Bangladesh”, ha detto Seth Frisbie, professore emerito di chimica e biochimica all’Università di Norwich e responsabile dello studio, secondo quanto riporta Bloomberg.

COSA POTREBBE SUCCEDERE NEI PROSSIMI ANNI

Nei prossimi anni il problema dell’aumento del livello del mare sarà sempre più rilevante. Infatti, il Global Risk Report 2019 dello WEF stima che circa il 90% di tutte le aree costiere saranno colpite da questo fenomeno in misura variabile. Addirittura, alcune città avranno aumenti del livello del mare fino al 30% in più della media globale. Una problematica che costerà complessivamente 724 miliardi di dollari di PIL da qui al 2030, secondo Greenpeace.

Basti pensare che tra il 2005 e il 2015 il livello delle acque marine si è innalzato a un ritmo annuale di 3,6 mm, secondo l’IPCC, un incremento senza precedenti nell’ultimo secolo. Un fenomeno che non si arresterà nei prossimi anni, anzi accelererà sempre più, secondo i ricercatori. Le cause sono l’espansione termica dell’oceano e dello scioglimento della calotta polare dell’Antartide e dei ghiacci della Groenlandia. Infatti, i ghiacciai attualmente assorbono più del 90% dell’incremento del calore atmosferico legato alle emissioni umane.

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