Scenari

Il piano del governo per il rilancio? Transizione energetica e mobilità ‘green’

Rilancio

A Villa Doria Pamphilj, dove l’esecutivo sta svolgendo gli incontri con gli stakeholder del settore, l’esecutivo ha presentato un ‘masterplan’ diviso in nove capitoli dal titolo “Progettiamo il rilancio” che dà molto spazio ad ambiente ed energia

Un Paese digitale con un ”tessuto economico più competitivo e resiliente” per imprese e lavoro. Ma soprattutto con uno sguardo attento ad Ambiente, infrastrutture, ricerca: sono i piani del governo messi a punto dalla Presidenza del Consiglio con le proposte presentate agli Stati Generali alle forze sociali. Un ‘masterplan’ diviso in nove capitoli dal titolo “Progettiamo il rilancio” che dà molto spazio ad ambiente ed energia.

LA TRANSIZIONE ENERGETICA

Per quanto riguarda la transizione energetica, il governo pensa sia necessario investire attraverso l’implementazione dei progetti per le energie rinnovabili, accelerando la decarbonizzazione, attuando il Piano integrato Energia e clima e velocizzando le procedure di autorizzazione, nonché creando “Parco solare Italia” con incentivi all’installazione di pannelli fotovoltaici sugli edifici produttivi agricoli.

INDICATORI DI FINANZA SOSTENIBILE

Questo, secondo il piano, potrà avvenire prima di tutto con il Progetto “Indicatori per la finanza sostenibile“, per il quale proseguono i lavori come ha ricordato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Gli incontri del gruppo di lavoro sulla finanza sostenibile, presieduti dal capo di Gabinetto del Ministero dell’Ambiente, Pier luigi Petrillo, e composto dai consiglieri economici Leonardo Becchetti e Pierluigi Morone, dai rappresentanti di Consob, Banca d’Italia, Banca Nazionale del Lavoro, Intesa San Paolo, Ente Nazionale per il Microcredito, ICCREA e Cassa depositi e prestiti, hanno definito proprio nelle ultime ore gli indicatori ambientali necessari per selezionare gli investimenti green da finanziare in via prioritaria, costruendo un vero e proprio sistema di ‘ranking ambientale’ valido per le imprese che chiedono finanziamenti alle banche e per i progetti da finanziare. Nei prossimi giorni, il gruppo di lavoro definirà poi il percorso di sperimentazione degli indicatori ambientali che, a regime, serviranno a fornire graduatorie di sostenibilità al mondo delle imprese e degli investimenti.

LA BIOECONOMIA

Non è poi da dimenticare il Progetto “Bioeconomia”, un settore che sta crescendo molto: in Italia ha raggiunto i 345 miliardi di valore della produzione nel 2018 e oltre 2 milioni di occupati, posizionandosi al terzo posto in Europa dopo Germania (414 miliardi) e Francia (359 miliardi. La crescita stimata è di oltre 7 miliardi rispetto al 2017 (+2,2,%), grazie in particolare al contributo della filiera agroalimentare secondo quanto emerso dal rapporto “La Bioeconomia in Europa”, redatto dalla direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.

IL MARCHIO ITALIA SOSTENIBILE E L’ECONOMIA CIRCOLARE

E ancora: secondo il governo serve la creazione del marchio Italia Sostenibile (Made Green in Italy), l’attuazione delle direttive europee sull’economia circolare, l’attuazione della strategia europea “Farm to fork” in campo agroalimentare, il Progetto “End of Waste” e “Zero Waste” (zero rifiuti in discarica e possibilità di dare nuova vita ai rifiuti tradizionali usandoli come materia prima per altre produzioni), la green public procurement e lotta agli sprechi alimentari e aumento del recupero delle eccedenze come strumento di inclusione sociale.

IL RISANAMENTO AMBIENTALE

Un’attenzione particolare è stato inoltre riservata al risanamento ambientale, con bonifiche, risanamento siti di interessi nazionale (Sin), il progetto “Aria pulita” (attuazione del Clean Air Dialogue) e il progetto acque interne e mari puliti.

LE INFRASTRUTTURE

Nel contesto delle infrastrutture, le proposte di questo capitolo risultano divise a loro volta in 5 mini-piani. E’ previsto il completamento della rete ferroviaria e stradale (dall’alta velocità al potenziamento del trasporto regionale), la creazione di smart districts sugli snodi come porti e aeroporti; la modernizzazione della rete idrica con un piano dighe; il rilancio dell’edilizia urbana e rurale, con “rafforzamento del bonus per il verde urbano privato” e anche il potenziamento dell’edilizia penitenziario; il rilancio dell’impiantistica sportiva.

In questo ambito le intenzioni dell’esecutivo puntano tutte a un Trasporto pubblico locale più sostenibile (bus elettrici e a metano), un aumento della possibilità di ricarica in tutto il Paese – attualmente in Italia sono 14.302 e la misura dovrebbe trovare posto nel Dl semplificazioni -, una rete metropolitana e nuovi sistemi urbani e un incremento delle ciclovie e delle piste ciclabili.

Nel contesto della mobilità rientra anche il piano della “mobilita’ dolce”, con il progetto “Italia in Bici” e il sentiero dei Parchi.

SOSTEGNO ALLE ZEE

Infine il governo prevede un sostegno alle zone economiche ambientali (parchi e aree marine protette), un’azione di contrasto al consumo del suolo, un intervento sul rischio idrogeologico, anche semplificando i relativi procedimenti amministrativi e un piano straordinario di manutenzione del territorio forestale e montano.