Scenari

Il picco della domanda di petrolio? Nel 2040 o “molto prima” secondo Fmi

Fmi

“La crescita della domanda globale di petrolio rallenterà in modo significativo e il suo livello potrebbe raggiungere il picco nei prossimi due decenni”, ha affermato il FMI nel suo rapporto

La domanda globale di petrolio raggiungerà il picco intorno al 2040 – o “molto prima” – ha affermato il Fondo monetario internazionale (FMI) in un nuovo rapporto sul futuro del petrolio intitolato “Il futuro del petrolio e della sostenibilità fiscale nella regione del CCG” (Gulf Cooperation Council, ndr).
Il Fmi ha affermato che ciò potrebbe avere un impatto “significativo” sui paesi esportatori di petrolio, in particolare quelli del Medio Oriente la cui ricchezza finanziaria esistente potrebbe essere esaurita nei prossimi 15 anni se non verranno intraprese importanti riforme.

IL PICCO ENTRO I PROSSIMI DUE DECENNI

“La crescita della domanda mondiale di petrolio rallenterà in modo significativo e il suo livello potrebbe raggiungere il picco nei prossimi due decenni”, ha dichiarato il Fondo Monetario Internazionale sottolineando che l’analisi degli sviluppi passati del mercato petrolifero ha rivelato “un forte e sostenuto calo di tendenza nella domanda mondiale di petrolio, tenendo conto del reddito e della crescita della popolazione”.

Ciò riflette una serie di fattori, secondo l’FMI, come il miglioramento a lungo termine dell’efficienza energetica e la sostituzione dal petrolio con altre fonti, tendenze che finora era stata tenuta sottotraccia “dagli effetti dell’espansione economica e della popolazione”.

“Ma è in procinto di diventare più visibile nei prossimi anni, determinando un percorso di rallentamento graduale e infine di declino della domanda globale di petrolio. Quest’ultima raggiungerà il picco intorno al 2040 nella nostra proiezione di riferimento o molto prima in scenari di maggiore spinta normativa per la protezione ambientale e miglioramenti più rapidi nell’efficienza energetica”.

CHE NE SARA’ DELLA RICCHEZZA DEI PAESI DEL GOLFO?

Anticipare e prepararsi a ciò che verrà dopo sarà fondamentale per le regioni esportatrici di petrolio, compresi i paesi del Gulf Cooperation Council (GCC) che producono insieme oltre un quinto del petrolio mondiale. Malgrado alcuni paesi stiano cercando di diversificare le loro economie, come l’Arabia Saudita, il passaggio rimane critico, ha notato l’Fmi: “Sebbene l’importanza dei settori non petroliferi sia aumentata negli ultimi decenni, molti di essi si basano sulla domanda basata del petrolio o sotto forma di spesa pubblica per le entrate petrolifere o spesa privata per la ricchezza derivata dal petrolio”.

Per questo, ha affermato l’Fmi, il rallentamento della domanda globale di petrolio rappresenta una “significativa sfida di sostenibilità fiscale per la regione del CCG”. “La gestione della transizione fiscale a lungo termine richiederà ampie riforme e una difficile scelta intergenerazionale. La diversificazione economica continua sarà importante ma non basterà da sola. I paesi dovranno intensificare gli sforzi per aumentare le entrate fiscali non petrolifere, ridurre la spesa pubblica e dare priorità al risparmio finanziario”.