Energie del futuro

La Strategia energetica nazionale in numeri. Infografica

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Rinnovabili al 28%, decarbonizzazione entro il 2025, più investimenti in ricerca e sviluppo: ecco la Strategia energetica nazionale spiegata in numeri

Più rinnovabili e più efficienza. Ma, al 2030, anche più gas e meno (molto meno) carbone. E’ questo, in breve, quello che prevede la Strategia Energetica Nazionale, il piano decennale del Governo italiano, approvato e presentato dal Governo Gentiloni a novembre 2017, che dovrebbe rendere il nostro sistema più sostenibile e competitivo.

Cos’è la SEN

E’ il piano decennale del Governo italiano per anticipare e gestire il cambiamento del sistema energetico: un documento che guarda oltre il 2030 e, almeno nella teoria, dovrebbe porre le basi per costruire un modello avanzato e innovativo di sviluppo. Previsti 175 miliardi di investimenti totali.

Alla definizione della Sen hanno contribuito il Parlamento, le Regioni e oltre 250 tra associazioni, imprese, organismi pubblici, cittadini ed esponenti del mondo universitario. Numerosi i contributi arrivati nel corso della consultazione pubblica.

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Il punto di partenza

“Nel 2016 l’Italia ha proseguito il suo percorso di rafforzamento della sostenibilità ambientale, della riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra, dell’efficienza e della sicurezza del proprio sistema energetico”, recita la Strategia.

Le fonti rinnovabili hanno coperto il 17,5% dei consumi finali lordi di energia, mentre prosegue il miglioramento dell’efficienza energetica: l’intensità energetica del PIL è scesa del 4,3% rispetto al 2012. Continua la riduzione della dipendenza del nostro Paese dalle fonti di approvvigionamento estere (meno 7 punti percentuali dell’import energetico rispetto al 2010), ma rimane un divario in termini di costi energetici con l’UE che svantaggia il nostro Paese.

Rinnovabili

L’Italia ha un buon rapporto con le rinnovabili: ha già raggiunto gli obiettivi rinnovabili 2020, con una penetrazione di 17,5% sui consumi complessivi al 2015 rispetto ad un target al 2020 di 17%.

Ma non possiamo e non dobbiamo fermarci. L’obiettivo da raggiungere entro il 2030 è del 28% di rinnovabili sui consumi complessivi. Le rinnovabili elettriche dovranno attestarsi al 55% al 2030 rispetto al 33,5% del 2015, le rinnovabili termiche al 30% al 2030 rispetto al 19,2% del 2015 e le rinnovabili trasporti al 21% al 2030 rispetto al 6,4% del 2015.

Per sostenere in particolare le rinnovabili elettriche, asset a cui si richiede una percentuale alta, la Strategia prevede la promozione di nuovi investimenti tramite incentivi sulla produzione, estendendo lo strumento delle aste competitive, adottando un approccio di neutralità tra tecnologie con strutture e livelli di costi affini per stimolare la concorrenza, facendo ricorso a regimi di aiuto differenziati per i piccoli impianti e per le tecnologie innovative.

Dal 2020, poi, “i meccanismi di supporto alle rinnovabili evolveranno verso la market parity, ossia da incentivi diretti sulla produzione a politiche abilitanti e semplificazione regolatoria”, si legge nella strategia.

Efficienza energetica

La Sen prevede, ovviamente, anche più efficienza energetica. “L’obiettivo della SEN è di favorire le iniziative per la riduzione dei consumi col miglior rapporto costi/benefici per raggiungere nel 2030 il 30% di risparmio rispetto al tendenziale fissato nel 2030, nonché di dare impulso alle filiere italiane che operano nel contesto dell’efficienza energetica come edilizia e produzione ed installazione di impianti.”

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Decarbonizzazione

Passiamo alle fonti fossili. Il piano fissa l’addio al carbone entro il 2025. “Abbiamo deciso di accettare la sfida, ma per farlo occorre la costruzione e la realizzazione di nuove infrastrutture il cui elenco condivideremo con la conferenza unificata e lo recepiremo in un dpcm. Non ci possiamo permettere di cominciare a lavorare su un processo accelerato e avere regioni e comuni che bloccano ogni infrastruttura in Italia”, aveva commentato il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, in occasione della presentazione. Possiamo dire addio al carbone entro il 2025 “se c’e’ il convincimento degli enti locali a chiudere il piano infrastrutturale” ha continuato Calenda. “Quando un comune fa ricorso contro un elettrodotto o una regione a casa fa ricorso contro un gasdotto, si mette a rischio non solo l’opera ma l’obiettivo di decarbonizzare la produzione elettrica entro 2025”.

Gas

Importante sarà il gas, “continuerà ad avere un ruolo chiave nella transizione energetica, con la crescita delle rinnovabili, poiché rappresenterà la risorsa di backup del sistema elettrico ma deve fronteggiare anche un mercato più incerto e volatile”, si legge nella Strategia Energetica Nazionale.
E’ per questo che il Governo intende promuovere la realizzazione di nuovi gasdotti di importazione, che diversifichino fonti e rotte di approvvigionamento; attribuire dei servizi di rigassificazione di GNL mediante asta, invece che con tariffa, per rendere più attrattivo l’uso dei terminali operanti in Italia; convertire a metano le reti di distribuzione esistenti in Sardegna e svilupparle tramite collegamento a depositi Small Scale GNL per avviare la fornitura di gas in modo modulare, utilizzando il GNL anche per avviare il primo pilota di Sulphur Emission Controlled Area (SECA) per il traffico marittimo in Sardegna.

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Ricerca e sviluppo

La SEN intende raddoppiare gli investimenti in ricerca e sviluppo clean energy: da 222 Milioni nel 2013 a 444 Milioni nel 2021.

E non solo. La Sen prevede più competitività e meno dipendenza dall’estero.

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Giusy Caretto