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COP29

Le rinnovabili potrebbero diventare nemiche dell’ambiente. Ecco perché

Le rinnovabili potrebbero danneggiare l’ambiente e l’uomo in un futuro non troppo lontano. Ecco perché

I vecchi impianti rinnovabili potrebbero minacciare l’ambiente e l’uomo. L’aumento della capacità globale di energia green aiuta a contrastare il il cambiamento climatico, ma non è tutto oro quel che luccica.

RINNOVABILI DANNOSE PER L’AMBIENTE?

Una montagna di rifiuti rischia di vanificare gli sforzi per la decarbonizzazione. Il numero di impianti rinnovabili sta aumentando in maniera esponenziale. Nel 2023 sono stati installati complessivamente cento milioni di pannelli solari nel mondo, decine di milioni solo negli Usa.

Tuttavia, la crescita di infrastrutture che generano energia solare e eolica, in particolare sta coincidendo con un aumento dei rifiuti da apparecchiature fuori uso. La direttiva Waste Electrical and Electronic Equipment dell’Unione Europa ha fissato linee guida standard per la raccolta, la movimentazione, il riciclaggio e il recupero dei rifiuti da componenti elettronici. Lo stesso ha fatto anche la U.S. Resource Conservation and Recovery Act (RCRA) affronta anche il corretto smaltimento dei pannelli solari. Nonostante questo, la maggior parte finisce in discarica.

PERCHÉ I RIFIUTI FINISCONO IN DISCARICA

Perché i rifiuti delle rinnovabili finiscono in discarica? La prima ragione è che c’è carenza di impianti di trattamento e smaltimento dei pezzi che non possono essere riutilizzati o riciclati. Per questa ragione, gran parte dei componenti di pannelli solari e turbine eoliche, in particolare, finisce in discarica.

Una pratica dannosa per l’ambiente e per la salute che ha preso sempre più piede anche a causa della mancanza, in diversi Paesi, di norme chiare riguardo lo smaltimento di queste apparecchiature.

I PROBLEMI DELLE RINNOVABILI: IL RICICLO

Gli impianti di riciclaggio sono il grande assente. Il riciclo di componenti di impianti fotovoltaici potrebbe portare 4 miliardi di dollari entro il 2040 e 8,8 miliardi entro il 2050, secondo uno studio dell’International Renewable Energy Agency (IRENA) e dell’U.S. Department of Energy’s National Renewable Energy Laboratory (NREL)

Tuttavia, gli impianti specifici sono ancora troppo pochi. La Francia è uno dei Paesi più avanti, con alcune infrastrutture che raggiungono il 90% di efficienza di riciclaggio.

“Entro il 2050, ci saranno più di 210 milioni di tonnellate di rifiuti solari fotovoltaici cumulativi a livello globale e più di tre quarti di tali rifiuti saranno generati dopo il 2040 e il 40% negli ultimi cinque anni tra il 2045 e il 2050. La produzione annuale di rifiuti fotovoltaici toccherà 10 milioni di tonnellate entro il 2040 e aumenterà a 20 milioni di tonnellate entro il 2050”, ha affermato Jinlei Feng, responsabile del programma presso IRENA, secondo quanto riporta Oil Price.

IL CASO INDIANO

L’India è uno dei Paesi più a rischio. Infatti, l’obiettivo del Governo è costruire altri 39 grandi impianti solari entro il 2026 e raggiungere una capacità di produzione solare di 280GW entro il 2030.

Impianti che produrranno oltre 600.000 tonnellate di rifiuti solari entro la fine del decennio, che potrebbe superare i 19 milioni di tonnellate entro il 2050.

Oggi sul suolo nazionale sorge la terza centrale solare più grande al mondo, con 25 milioni di pannelli su 50 km2 e una capacità di 2.050 W. Impianto a cui si vanno a sommare altri 11 già operativi, con capacità di 70,1 GW.

Il problema è che molti operatori vendono le loro attrezzature di scarto ad acquirenti non tracciati, rendendo impossibile il riciclo e riutilizzo dei materiali, che vengono invece smaltiti in maniera dannosa per l’ambiente e la salute.

RINNOVABILI, SALUTE E AMBIENTE A RISCHIO

Conferire rifiuti di impianti rinnovabili in discarica è dannoso per l’ambiente e la salute. Infatti, queste infrastrutture contengono componenti quali piombo e cadmio che, se smaltiti in modo errato, possono essere dannosi per l’uomo.

Per non parlare poi dei materiali che impattano negativamente sull’ambiente, quali vetro, alluminio e silicio.

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