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Perché nasce una nuova ‘alleanza anseatica’ sul gas

Il Nord Europa schiera una nuova ‘alleanza anseatica’ con forniture dalla Norvegia. I paesi nel bacino del Mediterraneo, invece, risentono della mancanza di infrastrutture, collegamenti spesso inefficienti e delle rivalità di leadership con i Paesi del Nord Africa

“Il Nord Europa si sta riempiendo di infrastrutture e terminali alla velocità del suono. In particolare, Germania, Olanda, Danimarca e Norvegia si stanno organizzando per creare un solido network del gas, fatto di rigassificatori, riapertura di campi di estrazione, meglio di qualunque “studio congiunto” sul Mediterraneo che conta l’inadeguatezza elle infrastrutture per far arrivare l’oro blu dalla Norvegia”. Questo quanto scrive Gianni Bessi, esperto di energia, sul quotidiano Il Messaggero.

NASCE UNA NUOVA ‘ALLEANZA ANSEATICA’

La soluzione alla crisi energetica in Europa, secondo l’esperto di energia, Gianni Bessi, risiede nell’affrontare le difficoltà economiche attraverso la cooperazione Difatti “in un’altra parte dell’Europa” si sta procedendo proprio su questa linea poiché “esiste una strategia comune tra i Paesi della storia lega medievale – ovvero Germania, Olanda, Danimarca, Norvegia, Paesi Baltici cui oggi si è aggiunto il Regno Unito – per congiungere le forze e sfruttare ogni possibilità di superare l’impasse energetico, vale a dire la dipendenza energetica dalla Russia”. L’obiettivo, in questo caso, è quello di creare un solido network del gas.

Per dare un’idea, Bessi riporta alcuni dati relativi alla Germania che “importa dal paese scandinavo 1,224 Gigawattora di gas al giorno, mentre quello russo è sceso a zero il 29 agosto 2022”. I tedeschi, per riempire i loro stoccaggi, hanno ammesso di non aver badato a spese.

IL RITARDO NEL BACINO DEL MEDITERRANEO

Su Il Messaggero, Bessi analizza anche il ritardo del bacino del Mediterraneo poiché “i Paesi che vi si affacciano scontano, oltre a una minore propensione all’accordo economico, anche l’insufficienza delle infrastrutture, di collegamenti non sempre efficienti e, a volte, delle rivalità di leadership con i Paesi del Nord Africa”.

L’Italia punta a diventare hub del gas per l’Europa nel Mediterraneo ed è proprio la premier Giorgia Meloni ad aver avanzato l’ambizioso “Piano Mattei” per l’Africa che – come sottolinea l’esperto di energia – “riprende un’idea ala base della nascita di Eni“. Visti, però, i ritardi e le mancanze “l’auspicio è che l’invito della premier Meloni venga quanto prima raccolto da qualche Paese lungimirante che ci è contiguo (…)”, conclude Bessi.

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