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Cosa succederà nei prossimi mesi al mercato del petrolio. Report Opec

Domanda E Offerta Globali Opec Market Report

L’Opec ha reso noti i dati del suo Market Report mensile sul petrolio. Il mese di riferimento è quello di novembre e fa registrare leggeri ribassi per domanda e offerta globali

Domanda e offerta in leggero calo ma con prospettive positive soprattutto in alcune regioni del mondo. L’Opec ha pubblicato il suo Market Report mensile sugli scenari di mercato del greggio.

LA DOMANDA DI PETROLIO IN CALO DI 0,1 MB/D

Secondo il rapporto, “la previsione di crescita della domanda mondiale di petrolio per il 2022 è stata rivista al ribasso di 0,1 mb/d, attestandosi ora a 2,5 mb/d” annui. “Si stima che la domanda di petrolio nell’OCSE aumenterà di circa 1,3 mb/d” a 46,1 mb/d su base annua e analogo è l’aumento nei paesi non OCSE, a 53,5 mb/d. Quella totale, dunque, “dovrebbe attestarsi su una media di 99,6 mb/d nel 2022”. Nel secondo trimestre si registra un leggero rialzo “grazie a una domanda di petrolio migliore del previsto nei principali paesi consumatori dell’OCSE”. Eppure, negli ultimi due trimestri dell’anno che sta volgendo al termine, pesano ancora le restrizioni cinesi legate alla pandemia. Nonché dal contesto geopolitico instabile e la contingenza economica fragile.

E nel 2023? Secondo il Market Report, “le previsioni di crescita della domanda petrolifera globale sono state riviste al ribasso di 0,1 mb/d rispetto alla precedente valutazione, attestandosi a 2,2 mb/d per una media di 101,8 mb/d. Si prevede che l’OCSE cresca di 0,3 mb/d a 46,5 mb/d e la non OCSE di 1,9 mb/d”, a 55,4 mb/d. Domineranno, in questo, Cina e India ma anche altri paesi di Asia, America Latina e Medio Oriente.

Il contesto difficilmente, inoltre, potrà migliorare considerevolmente. Tra logoramento della guerra russa in Ucraina, ripresa economica in salita e relazioni internazionali tra potenze vecchie e nuove. Sebbene  siano “previsti” alcuni miglioramenti. Negli Usa, ad esempio, “la domanda di petrolio dovrebbe superare i livelli del 2019 grazie soprattutto alla ripresa dei carburanti per autotrazione e della domanda di distillati leggeri”. Mentre “l’Europa OCSE e l’Asia Pacifico non dovrebbero superare i livelli di consumo” di tre anni fa.

LE PROSPETTIVE SULL’OFFERTA SECONDO IL MARKET REPORT DELL’OPEC

Passando all’offerta, invece, quella “non OPEC è prevista in crescita di 1,9 mb/d nel 2022, dopo una leggera revisione al ribasso di 30 tb/d rispetto alla precedente”. Attestandosi a una media di 65,6 mb/d: un dato “leggermente rivisto al ribasso di 30 tb/d rispetto alla valutazione precedente”.

Motivo? “Una revisione al rialzo della produzione di liquidi di America Latina e Russia è stata più che compensata dalle revisioni al ribasso di Altra Eurasia, Europa OCSE e Altre d’Asia”, spiega la relazione. Che individua in “problemi della catena di approvvigionamento e l’aumento dei costi legati all’inflazione” come sfide ancora attualissime per la domanda.

Di più: “Stati Uniti (con una previsione di crescita dell’offerta di liquidi stabile a 1,1 mb/d), Canada, Guyana, Cina e Brasile, mentre la Norvegia e la Tailandia dovrebbero contribuire ai maggiori cali”. Anche se, in generale, “si prevede che la produzione statunitense di liquidi aumenterà a un ritmo lento e costante nei prossimi mesi”.

Nel 2023, invece, la crescita è prevista in valori stabili sul valore di 1,5 mb/d, a una media di 67,1 mb/d. “Si prevede che l’offerta di liquidi nei Paesi OCSE aumenterà di 1,7 mb/d, mentre la regione non OCSE dovrebbe registrare un calo di 0,2 mb/d”. In positivo grazie a Stati Uniti, Norvegia, Brasile, Canada, Kazakistan e Guyana. “Mentre la produzione di petrolio dovrebbe diminuire soprattutto in Russia e in Messico”. Le incertezze rimangono. Anche, se non soprattutto, “sul potenziale di produzione di scisto degli Stati Uniti e sull’evoluzione della situazione geopolitica nell’Europa orientale, in particolare sulle incombenti sanzioni dell’UE alle importazioni di petrolio russo”.

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