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Climate Change

Per sconfiggere il climate change dobbiamo cambiare noi stessi

Cambiare la nostra percezione del tempo potrebbe aiutare a sconfiggere il climate change secondo Anthony Leiserowitz, direttore del Programma dell’Università di Yale sulla comunicazione sui Cambiamenti Climatici. Jennifer Jacquet, ricercatrice della New York University, spiega come sfruttare l’iper concentrazione sul presente

La nostra ossessione per il presente ci impedisce di affrontare il climate change con sufficiente decisione e efficacia. Un fenomeno trasversale che riguarda tutti: Istituzioni, aziende, policy maker e privati cittadini. L’abitudine a pensare e agire in un orizzonte temporale limitato rende difficile affrontare problemi che richiedono soluzioni a medio-lungo termine. È l’allarme lanciato da Anthony Leiserowitz, direttore del Programma dell’Università di Yale sulla comunicazione sui Cambiamenti Climatici, dalle pagine di NPR (National Public Radio). La roadmap della decarbonizzazione è stringente e non fa sconti. Entro il 2050 dovremo eliminare completamente le emissioni di gas a effetto serra.

COME SFRUTTARE L’ETERNO PRESENTE?

Viviamo in un eterno presente e non siamo più in grado di fare piani a lungo termine.

L’iper concentrazione sul presente potrebbe però diventare una leva per ispirare azioni utili in ottica futuro, rassicura Jennifer Jacquet, ricercatrice della New York University specializzata in studi sul climate change. Come conciliare presente e futuro? Premiando azioni e strategie che si inseriscono nel solco della sostenibilità con incentivi, agevolazioni e aiuti.

“I benefici che otteniamo oggi sono più rilevanti e li preferiamo rispetto a quelli che sono maggiori ma matureranno in futuro”, spiega Jacquet, prendendo come esempio positivo l’Inflation Reduction Act, la legge finanziaria approvata dal Consiglio USA lo scorso anno.

“Stanno cercando di accelerare i benefici. Questo è intelligente. Questo è un bene. Che gioca nel modo in cui pensiamo alle cose”, commenta la ricercatrice.

CRESCE L’ATTENZIONE PER IL CLIMATE CHANGE

Restando nel Nuovo Mondo, Anthony Leiserowitz sottolinea che l’attenzione delle popolazioni locali nei confronti del climate change sta crescendo in maniera esponenziale negli ultimi anni. Gli americani prediligono sempre più i governi che dichiarano di voler investire in efficientamento energetico, trasporto pubblico locale, mobilità sostenibile e energia rinnovabile. Questo fa sì che gli stessi politici decidano di porre il contrasto al cambiamento climatico sempre più al centro dei loro programmi, attirati dalla promessa di ottenere maggiori voti.

L’esempio arriva dalla stessa Casa Bianca. Prende forma la strategia del Presidente Biden per ridurre le emissioni di carbonio del 65% entro il 2030.

Ma il meccanismo virtuoso mostra i suoi frutti anche a livello globale. Il rapporto di mercato dell’AIE, Energy Efficiency 2022, rivela infatti che l’anno scorso la spesa in efficientamento energetico è aumentata del 16% rispetto al 2021, raggiungendo quota 560 miliardi di dollari.

PROBLEMI E SOLUZIONI AL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Anthony Leiserowitz osserva che molte aziende sono concentrate solo su guadagni e crescita. Questo favorirebbe scelte che portano una soluzione nel breve termine, ma ci allontano dagli obiettivi di decarbonizzazione e sostenibilità ambientale. La decisione della Cina di riaccendere le centrali a carbone, o la ricerca di nuovi giacimenti di petrolio in giro per il mondo sono solo alcuni esempi.
Fortunatamente esistono eccezioni che evidenziano il grande potenziale del settore privato. La First Movers Coalition (FMC) sfrutta il potere d’acquisto delle aziende per decarbonizzare 7 settori industriali “difficili da abbattere”, che da soli contribuiscono al il 30% delle emissioni globali.

Esiste un secondo disincentivo che porta la politica a prendere meno in considerazione le sorti del Pianeta: la breve durata delle cariche elettive.

“Il presidente viene eletto ogni quattro anni. I membri del Senato vengono eletti ogni sei anni. E i membri della Camera vengono eletti ogni due anni. Così tendono ad operare su un ciclo temporale molto più breve di questo problema, il cambiamento climatico, che si sta svolgendo nel corso di decenni”, conclude Leiserowitz.

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