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ARERA approva il piano anti-spread sul gas

ARERA approva il “Gas Liquidity Service”. L’obiettivo è tagliare il differenziale tra il mercato di casa nostra (PSV) e il colosso di Amsterdam (TTF). Tra tesoretti ereditati dal 2022, aste calde e i fari accesi da Bruxelles, ecco tutte le novità per le bollette

ARERA ha approvato il servizio di liquidità del gas, il tanto atteso sistema pensato per ridurre lo spread tra PSV e TTF. In Italia il gas naturale costa quasi sempre più che nel resto d’Europa. Uno squilibrio che risiede nella forbice di prezzo che separa il Punto di Scambio Virtuale (l’hub all’ingrosso italiano) dal Title Transfer Facility olandese, il vero termometro energetico del continente. Per ridurre lo squilibrio, ARERA (l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha deciso di calare l’asso, secondo quanto ricostruito da ICIS e confermato dall’Autorità. Il testo deve ancora essere definito, ma le parole del presidente dell’Autorità Nicola Dell’Acqua a margine del NetZero conference di Milano anticipano diversi indizi sull’intervento regolatorio chiave, previsto dall’articolo 10 del DL Bollette (dl n. 21/2026), pensato per iniettare liquidità nel mercato e abbassare il differenziale con Amsterdam.

COME SI FINANZIA LA MISURA?

L’aspetto finanziariamente più intrigante dell’operazione sta nelle sue fondamenta. Il meccanismo non grava come nuova tassa in bolletta, ma viene alimentato dal tesoretto accumulato dallo scoppio della guerra in Ucraina. Nel 2022, nel pieno del caos energetico post-invasione russa, l’Italia acquistò ingenti volumi di gas strategico per mettere in sicurezza il Paese. La rivendita sul mercato di questo stoccaggio, effettuata tramite le aste estive gestite tra giugno e agosto 2026, si è rivelata una miniera d’oro: 1,9 miliardi di metri cubi di gas venduti (circa l’86% dell’offerto); 650 milioni di euro di incassi totali, una cifra ben superiore alle aspettative della vigilia.

Di questa dote, 200 milioni di euro sono stati destinati direttamente al servizio di liquidità coordinato da ARERA per calmierare lo spread, mentre la fetta più grossa (circa 450 milioni) servirà ad alleviare la bolletta delle industrie.

TRA CONSULTAZIONI E NODI OPERATIVI

Il presidente Dell’Acqua ha anticipato sono state apportate diverse modifiche alla proposta originale di ARERA in seguito al feedback fornito dai partecipanti al mercato durante la consultazione estiva. Per conoscere i dettagli dovremo attendere il testo finale. Quel che è certo la strada verso l’atto finale è stata tutt’altro che una passeggiata lineare. Dal primo fischio d’inizio del 3 giugno con la delibera n. 197/2026/R/gas, ARERA ha aperto un fitto tavolo di consultazione tecnica (198/2026/R/gas), incassando le osservazioni dei principali attori di mercato e di sigle come Confindustria. Gli industriali hanno chiesto un meccanismo che trasferisca benefici tangibili ai costi di produzione. Il cuore del dibattito, nelle ultime settimane, si è spostato sulla finestra temporale delle aste.

Un elemento che il momento esatto in cui gli operatori possono programmare gli acquisti, influenzando le strategie di approvvigionamento e, di conseguenza, la dinamica dei prezzi. Restano tuttavia ancora da verificare sul testo definitivo le eventuali modifiche accolte e il reale calendario operativo del servizio. Il bivio europeo e la data d’inizio. Se da una parte l’Italia prova a fare da sola per proteggere le proprie imprese, dall’altra l’ombra della regolamentazione dell’Unione Europea proietta più di una cautela. Organizzazioni internazionali del calibro di Eurogas ed Energy Traders Europe avevano già sollevato perplessità sulla compatibilità di interventi unilaterali rispetto alle rigide norme UE su concorrenza, integrità dei mercati e aiuti di Stato.

Sebbene il governo italiano mantenga aperti i canali di dialogo con Bruxelles, non c’è ancora un semaforo verde ufficiale dell’UE sul Gas Liquidity Service ed è bene scindere questa misura da altri tavoli negoziali (come quelli sui costi della generazione elettrica).

LA ROADMAP DEL SERVIZIO DI LIQUIDITA’

L’entrata in vigore operativa del servizio di liquidità è fissata per il 1° gennaio 2027, come anticipato dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin. Con la pubblicazione imminente del testo finale della delibera, il mercato conoscerà finalmente le regole d’ingaggio definitive. Per le imprese italiane si tratta di un passaggio cruciale: capire se il differenziale PSV-TTF diventerà solo un ricordo o se le inefficienze della rete energetica continueranno a farsi sentire sulla fattura finale.

Rimangono, tuttavia, alcune domande aperte: è confermata la partenza dal 1° gennaio 2027? È stata anticipata la finestra d’asta? Quali soggetti sosterranno i costi e quali operatori ne beneficeranno? Domande che resteranno senza risposta fino alla pubblicazione dell’atto definitivo.

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