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Tagli Gazprom, oggi il Comitato gas deciderà se attivare misure emergenziali

Manometro Gas

Secondo alcune fonti del governo un innalzamento dello stato da preallarme ad allarme del sistema gas “non è scontato e non è sul tavolo”

Un innalzamento dello stato da preallarme ad allarme del sistema gas alla prossima riunione del Comitato tecnico di emergenza e monitoraggio del sistema del gas, in programma domani, “non è scontato e non è sul tavolo”. Lo hanno affermato alcune fonti del governo .

Rispetto al precedente piano di emergenza gas del 2019, il decreto legge “Misure urgenti per il contenimento dei costi dell’energia elettrica e del gas naturale” n. 17 del 01/03/2022 stabilisce che il ministro della Transizione Ecologica “adotta le misure per accrescere la sicurezza delle forniture di gas naturale” relative a modulazione, riempimento degli stoccaggi e volumi aggiunti di gas “allo scopo di contrastare l’insorgere di situazioni di emergenza”, e lo fa “ove ne ricorra la necessità”. In parole più semplici, il ministro può prendere le misure necessarie, quindi non c’è bisogno di passare a un livello superiore di allarme.

LA SITUAZIONE DEGLI STOCCAGGI ITALIANI

Al momento, in base alle ultime indicazioni arrivate dal ministro Cingolani, il riempimento degli stoccaggi italiani è al 52-54%. Per quanto riguarda il gas russo, nonostante i tagli di Gazprom abbiano raggiunto il 50%, non ci sarebbero particolari criticità. L’innalzamento delle temperature rende necessario meno gas e, come ha spiegato nel fine settimana l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, il calo sul versante russo è compensato dai maggiori flussi dall’Africa, soprattutto grazie ai flussi di gas aggiuntivi in arrivo dall’Algeria, che è diventato il primo fornitore dell’Italia.

“In questo momento – ha spiegato Descalzi – l’offerta di gas è superiore alla domanda: abbiamo 200 milioni di offerta contro i 150/160 milioni di domanda. In questo momento ci mancano circa 30 milioni di metri cubi al giorno di gas russo, ma l’Italia adesso riesce ad avere un’offerta di circa 200 milioni”.

Il gas algerino attraverso i contratti firmati dall’Italia, ha proseguito l’ad di Eni, “è più che raddoppiato, passando a 64 milioni di metri cubi attraverso pipeline, più 4 milioni attraverso GNL e probabilmente altri milioni nelle prossime settimane, attraverso altri accordi”. Inoltre “abbiamo il Tap, tutti i GNL che danno il massimo”.

LE CONSEGUENZE DEI TAGLI GAZPROM SUGLI ACQUIRENTI DI GAS

Ieri, i maggiori acquirenti di gas russi in Europa si sono affrettati a trovare delle forniture di combustibili alternativi e a cercare di bruciare più carbone per far fronte alla riduzione dei flussi di gas dalla Russia, che minacciano una crisi energetica in inverno, se gli stoccaggi non verranno riforniti.

Eni ha riferito di essere stata informata da Gazprom che ieri avrebbe ricevuto solo una parte della sua richiesta di forniture di gas, spingendo l’Italia verso la possibilità di dichiarare uno stato di allerta che innescherebbe delle misure per il risparmio di gas.

Giovedì il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha affermato che le riduzioni dell’offerta non sono state premeditate ed erano legate a problemi di manutenzione. Il primo ministro italiano, Mario Draghi, ha definito questa spiegazione “una bugia”. L’Italia – il cui comitato tecnico per il gas si riunirà domani – ha affermato che, se la Russia continuerà a limitare le forniture, questa settimana potrebbe dichiarare un maggiore stato di allerta sul gas. La mossa attiverebbe misure per la riduzione dei consumi, tra cui il razionamento del gas per utenti industriali selezionati, l’aumento della produzione nelle centrali a carbone e anche la richiesta di maggiori importazioni di gas da altri fornitori in base ai contratti esistenti.

OGGI E MERCOLEDÌ LE RIUNIONI DEL COMITATO GAS

Ad ogni modo, fanno sapere le fonti, il ministro per la Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, monitora costantemente i flussi. Oggi, alla riunione consueta del Comitato Gas ci saranno solo i tecnici e non parteciperà il ministro, mentre alla riunione di mercoledì ci saranno gli operatori di settore, come Eni, Snam, altre aziende di settore e gli operatori degli stoccaggi, alla presenza del ministro.

Mercoledì pomeriggio infatti si svolgerà un incontro tra il ministro Cingolani e i vertici delle principali società energetiche italiane per fare il punto sulla situazione dei flussi di gas e degli stoccaggi italiani, dopo il taglio delle forniture da parte di Gazprom, iniziato giovedì scorso.

L’incontro sarà preceduto da un tavolo, domani, del Comitato tecnico di emergenza e monitoraggio del gas. Il ministro, dopo aver ascoltato le risultanze del tavolo tecnico, valuterà poi con gli operatori se necessario attivare misure emergenziali. Il ministero, spiegano fonti dello stesso, “sta monitorando costantemente la situazione”.

Inoltre, grazie ad una norma approvata nell’aprile scorso in consiglio dei ministri, il ministro ha i poteri per attivare direttamente una serie di misure finalizzate “ad accrescere la sicurezza sulle forniture di gas”, tra cui “l’ottimizzazione del ciclo di iniezione negli stoccaggi”.

M5S: UN ENERGY RECOVERY FUND È IMPRESCINDIBILE

È “imprescindibile” che, nel quadro delle iniziative europee, “venga adottata una strategia comune di sostegno energetico (Energy Recovery Fund)”.  Così il Consiglio nazionale M5S, nel comunicato stampa sull’esito della riunione della notte dello stesso Consiglio, dove per il momento è stata sospesa la richiesta di sospensione del ministro degli Esteri, Luigi di Maio, entrato in rotta di collisione con il leader, Giuseppe Conte. Alla riunione il Movimento ha ribadito anche l’idea di un confronto urgente con il governo per la messa a punto di misure economico-sociali necessarie all’Italia.

La strategia proposta dal M55S dovrebbe “rendere gli italiani, nel più breve tempo possibile, indipendenti dall’approvvigionamento energetico russo attraverso piani di acquisto e di stoccaggio comuni, un tetto massimo al prezzo del gas da azionare in tutte le situazioni più critiche di mercato e un massiccio investimento nelle fonti rinnovabili, anche attraverso il ricorso del debito comune europeo”.

TAJANI: AL PROSSIMO SUMMIT UE SOSTENERE DRAGHI SUL PRICE CAP

“Per l’Italia non è utile vedere rappresentanti del principale partito di governo litigare tra di loro. Sarebbe da irresponsabili far cadere il governo in un momento di grande difficoltà economica, con i rincari sulle bollette e i prezzi delle materie prime alle stelle. Bisogna sostenere il governo affinché durante il prossimo Consiglio Europeo il presidente Draghi possa ottenere il tetto al prezzo del gas”.

È quanto ha affermato l’europarlamentare e coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, in un punto stampa al Parlamento Europeo. Per Tajani il price cap “è uno strumento fondamentale per bloccare l’inflazione. Poi bisognerà aiutare gli imprenditori a pagare di più e meglio i lavoratori, e questo lo si potrà fare solo tagliando le tasse alle imprese”.

TAGLI AL GAS, LE CONTROMISURE DELLA GERMANIA

La Germania – che anch’essa ha dovuto far fronte a flussi di gas russi più bassi – ieri ha annunciato il suo ultimo piano per aumentare i livelli di stoccaggio del gas e ha affermato che potrebbe riavviare le centrali elettriche a carbone, che puntava gradualmente ad eliminare. “È doloroso, ma in questa situazione ridurre il consumo di gas è una necessità assoluta”, ha affermato il ministro dell’Economia, Robert Habeck. “Se non lo facciamo, corriamo il rischio che gli impianti di stoccaggio non siano abbastanza pieni per la stagione invernale. E poi saremmo ricattabili a livello politico”, ha spiegato.

Il ministero dell’Economia tedesco ha affermato che il ripristino delle centrali elettriche a carbone potrebbe aggiungere fino a 10 GW di capacità nel caso in cui la fornitura di gas raggiungesse livelli critici. Una legge relativa al trasferimento andrà alla Camera alta del Parlamento l’8 luglio. Oltre al ritorno al carbone, le misure tedesche includeranno un sistema di aste che inizierà nelle prossime settimane per incentivare l’industria a consumare meno gas e un aiuto finanziario per l’operatore del mercato del gas tedesco, tramite l’istituto di credito statale KfW, per riempire più velocemente gli impianti di stoccaggio del gas.

La Germania e l’Italia sono tra le più dipendenti dal gas russo, ma anche altri Paesi europei hanno dovuto far fronte a carenze di fornitura di gas, mentre il consumo è aumentato in modo insolitamente alto per il periodo dell’anno, dopo che un’ondata di caldo ha aumentato l’uso dell’aria condizionata. Gazprom non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento via email sulle sue forniture all’Italia.

LAGARDE (BCE): NON PREVEDIAMO UNA RECESSIONE DELL’EUROZONA

Le previsioni della BCE non indicano una “recessione” dell’Eurozona. Eventuali sviluppi negativi della guerra in Ucraina potrebbero portare però ad un peggioramento della crescita, delle difficoltà di accesso al petrolio e al gas e di boicottaggio da parte della Russia. Così la presidente della BCE, Christine Lagarde, in audizione alla Commissione economica del Parlamento Europeo. “Seguiamo con molta attenzione quello che sta avvenendo nell’economia”, ha aggiunto Lagarde.

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