Sostenibilità

Efficienza, l’Ue chiede più sforzi. In Italia riflettori puntati sulla Sen

efficienza energetica

Le associazioni ambientaliste e delle rinnovabili criticano il piano del governo e chiedono più impegno sulle rinnovabili. Per Anigas è “il metano la strada maestra da percorrere per raggiungere la decarbonizzazione entro il 2030

 

Target sempre più ambiziosi per l’Europa sull’efficienza energetica. Non più un taglio del 30% entro il 2030 ma addirittura un traguardo vincolante di efficienza del 40%. La richiesta arriva direttamente dalla commissione Ambiente del Parlamento europeo che ha approvato una proposta per chiedere a Commissione Ue e Stati membri di modificare la direttiva attualmente in vigore. Il tutto mentre in Italia si è chiusa la consultazione pubblica sulla Strategia energetica nazionale (Sen), il piano decennale del Governo italiano per anticipare e gestire i cambiamenti del sistema energetico, in cui si sono cimentate imprese e associazioni ambientaliste dalle quali sono giunte parecchie critiche al piano dell’esecutivo.

L’asticella europea si alza al 40% nell’efficienza energetica

efficienza energeticaLa proposta dell’europarlamento è formalmente composta da una serie di emendamenti alla direttiva sull’efficienza energetica proposta nel novembre 2016 da Bruxelles, nell’ambito del “Clean Energy Package” che punta a favorire la progressiva de-carbonizzazione dell’economia europea nel periodo 2021-2030. L’intesa era stata raggiunta a giugno dal Consiglio dei ministri Ue che in quell’occasione aveva proposto di rendere non-vincolante l’obiettivo del 30% di efficienza energetica, suddividendo il decennio 2020-2030 in due fasi, dove nella seconda l’obbligo dell’1,5% di risparmio annuo delle vendite medie di energia ai clienti finali sarebbe potuto scendere all’uno per cento in seguito a una valutazione favorevole della Commissione Ue. Insieme all’esenzione del settore trasporti e al conteggio delle azioni di risparmio energetico avviate nel 2008 ma ancora impattanti al 2020, gli Stati europei in sostanza avevano disegnato meno di un anno fa una “flessibilità” in grado di ridurre il tasso effettivo di risparmio energetico. Ora sulla nuova proposta la parola passa alla Commissione industria ed energia Ue che dovrà esprimere la propria posizione il 28 novembre 2017 e che, certamente, dovrà tenere conto del voto della Commissione ambiente.

E in Italia?

L’Italia sotto il profilo dell’efficienza energetica non è messa male. Secondo la fotografia scattata dal sesto rapporto annuale sull’efficienza energetica dell’Enea presentato a luglio a Roma, negli ultimi tre anni gli ecobonus hanno attivato circa un milione di interventi per oltre 9,5 miliardi di euro di investimenti, di cui 3,3 miliardi nel solo 2016. Inoltre, grazie ai minori consumi, dal 2005 ad oggi, sono stati risparmiati 3,5 miliardi di euro di importazioni di petrolio e gas. Risultati positivi insomma, anche se non mancano criticità soprattutto di carattere economico-finanziario specialmente nel settore pubblico. Al 2016, infatti, risultano effettuate 15 mila diagnosi energetiche di aziende, un record in Europa, mentre le richieste di incentivi sul ‘Conto Termico’ per interventi di efficienza della P.a. locale sono cresciute del 300%.

efficienza energeticaIn dieci anni, dal 2007 al 2016 secondo il rapporto, “con il meccanismo degli ecobonus sono stati effettuati circa 3 milioni di interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti per circa 32 miliardi di euro di investimenti totali”. Inoltre, “sono già stati raggiunti gli obiettivi di efficienza previsti dal Piano nazionale 2011 per il periodo 2005-2016 e gli obiettivi 2011-2020, indicati nel Piano 2014, sono stati raggiunti al 40%, con punte dell’84% nel settore residenziale; mentre trasporti e terziario”, nel quale rientra la P.a., “sono più lontani”.

La consultazione pubblica sulla Strategia energetica nazionale: rinnovabili ed efficienza

Si è conclusa, intanto, la consultazione pubblica sul documento preliminare della Strategia Energetica Nazionale. In tre mesi, dal 12 giugno scorso, sono arrivati oltre 700 contributi tematici e 280 contributi completi con commenti, segnalazioni e proposte, dei quali circa il 30% da cittadini, il 25% da aziende, il 5% dal mondo accademico e enti, il 30% da associazioni. “Sono arrivati importanti contributi, proposte e commenti che saranno essenziali per definire il testo finale della Sen che verrà presentato nei prossimi mesi nonché quello dei provvedimenti attuativi delle misure più immediate – hanno commentato il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda e il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti –. Adesso si apre la fase della decisione con l’individuazione delle scelte tecniche e di quelle strategiche, nonché quella dell’implementazione”.

Tra gli interventi più critici in sede di consultazione, quello degli Amici della Terra con la presidente Monica Tommasi che ha giudicato l’impostazione generale della Strategia Energetica Nazionale “un notevole passo indietro rispetto al documento del 2013. Sul piano formale – ha sottolineato –, viene persino eliminata la priorità da attribuire all’efficienza energetica, priorità che è invece indispensabile ripristinare”. Tanto che propone che gli oneri di sistema per le rinnovabili vengano “destinati prioritariamente alla promozione dell’efficienza energetica e delle rinnovabili termiche”. Anche l’associazione Italia Solare rimarca la necessità di puntare “in modo più deciso alla crescita delle rinnovabili, fotovoltaico in primis” come perno della transizione energetica, suggerendo di aumentare il target delle rinnovabili sul fabbisogno energetico “dal 27% al 35%” e quindi di “innalzare” il loro contributo “dal 48-50% al 55-60%” per “puntare al 100% al 2050”. Per la Fire – Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia – “le misure delineate per l’efficienza energetica sono solo accennate nella Strategia Energetica Nazionale e non corroborate da analisi di fattibilità o piani di azione. L’impressione è che molto finisca per dipendere dall’introduzione sul mercato di nuove tecnologie”. Tuttavia, spiegano da Fire, “il documento proposto viene giudicato positivamente, in quanto utile per avviare una discussione e un confronto fra i vari stakeholder su obiettivi ambiziosi.

Sen rinnovabiliL’attenzione è d’altra parte troppo puntata su gas ed energia elettrica, due temi fondamentali e importanti, ma non sufficienti a produrre la svolta richiesta dall’Accordo di Parigi”. Per Aicarr, invece, la Sen va bene su risparmio energetico ma male sulle rinnovabili. “Il documento ha il grande merito di proporre una Strategia” per “rispondere alle attuali esigenze di risparmio energetico”. Ma va “ritoccata” dove “non prevede uno scenario di lungo periodo al 2050”. E là dove non prevede che Bruxelles estenda la quota delle rinnovabili anche al settore raffrescamento” migliorando gli “strumenti di incentivazione tariffaria delle pompe di calore”. Fuori dal coro Legambiente secondo cui “la nuova Sen – dichiara la presidente di Legambiente Rossella Muroni – rappresenta un passo avanti perché tenta di dare centralità alla questione climatica e prevede l’uscita dal carbone, anche se con 10 anni di ritardo”. Ma le analisi contenute nel documento “dimostrano che gli obiettivi non saranno raggiungibili se il governo non individuerà misure più concrete di promozione delle rinnovabili in un nuovo sistema energetico distribuito, dell’efficienza energetica e della mobilità sostenibile”.

La consultazione pubblica sulla Strategia energetica nazionale: petrolio e gas

Secondo l’Unione petrolifera per raggiungere gli obiettivi di riduzione della Co2 occorre intervenire sulla mobilità senza penalizzare i consumatori. Per esempio attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie perché, dicono, non è pensabile rinunciare a benzina e gasolio senza sovraccosti visto che la domanda dei trasporti è soddisfatta per il 92% da petrolio “mentre le altre fonti rinnovabili (energia elettrica, rinnovabili, gas) contribuiscono per il 2-3%”. Secondo Anigas, invece “il metano è la strada maestra da percorrere per raggiungere la decarbonizzazione entro il 2030”. Questa grazie la creazione di una maggiore integrazione tra il gas che è un combus

gas Cina

dicono da Anigas serve che la Sen preveda “strumenti per allineare i prezzi con il Nord Europa” attraverso maggiore liberalizzazioni e tariffe di trasporto gas competitive. Proprio sul gas il Parlamento europeo ha approvato questa settimana nuove regole per fronteggiare eventuali crisi di forniture varando un meccanismo di solidarietà tra Stati. Il paese che si troverà in carenza di gas potrà chiedere assistenza ai vicini per ottenere forniture sufficienti a famiglie, riscaldamento e servizi sociali essenziali.tibile fossile meno impattante e le rinnovabili. soprattutto biogas e biometano. Per questo dicono da Anigas serve che la Sen preveda “strumenti per allineare i prezzi con il Nord Europa” attraverso maggiore liberalizzazioni e tariffe di trasporto gas competitive. Proprio sul gas il Parlamento europeo ha approvato questa settimana nuove regole per fronteggiare eventuali crisi di forniture varando un meccanismo di solidarietà tra Stati. Il paese che si troverà in carenza di gas potrà chiedere assistenza ai vicini per ottenere forniture sufficienti a famiglie, riscaldamento e servizi sociali essenziali.

 

Alessandro Sperandio

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