Territori

Tap/2. Tutte le ultime follie dei No Tap

Seconda puntata dell’approfondimento di Energia Oltre sulle agitazioni dei movimenti che si oppongono al gasdotto Tap

Anche un’attività normale come potatura degli ulivi, una procedura che gli esperti definiscono una “buona pratica agricola” – e dunque assolutamente normale – può diventare terreno di scontro in Salento dove si sta realizzando il gasdotto Tap. L’opera da dieci miliardi di metri cubi di gas l’anno provenienti dall’Azerbaigian, arriverà in Puglia, a Melendugno, ma alle popolazioni locali la scelta non è piaciuta. I movimenti che si sono schierati apertamente contro l’opera manifestando legittimamente – com’è logico in uno Stato di diritto – il loro dissenso, non sempre l’hanno fatto però rimanendo entro i limiti della libertà di espressione del pensiero e delle opinioni, scadendo – questo è il caso di dirlo – in episodi di violenza. Basti pensare che lo scorso autunno i No TAP arrivarono a evocare addirittura “logiche mafiose” dietro le potature – perché non effettuate nel giusto periodo, e lasciando a terra fronde cariche di frutti non raccolti – ciò di fronte all’approvazione dell’operazione da parte della Sezione Provinciale Agricoltura di Lecce della Regione Puglia.

DOPO L’APPLICAZIONE DELL’ORDINANZA PREFETTIZIA IL CULMINE DELLE PROTESTE

no tapGli ultimi episodi legati agli ulivi hanno avuto luogo all’inizio di novembre in coincidenza con la ripresa dei lavori di potatura delle piante lungo gli otto km di pista interessati all’opera di collegamento tra l’area del Micro Tunnel e quella destinata ad ospitare il PRT. L’escalation di protesta contro il progetto del Trans Adriatic Pipeline è stata animata da appartenenti al Movimento No TAP, esponenti di area anarchica ed antagonista, raggiungendo il culmine al momento dell’applicazione dell’ordinanza prefettizia che aveva dato via ai lavori di edificazione della fence a protezione dell’area individuata come zona di sicurezza.

SALDATURA SEMPRE PIÙ EVIDENTE TRA GLI ATTIVISTI NO TAP

Dal punto di vista della minaccia, si è assistito ad una saldatura più evidente e significativa rispetto al passato tra gli attivisti No TAP e la galassia delle sigle che si oppongono ai progetti di sviluppo della rete di trasporto nazionale del gas. Diverse iniziative sono state annunciate tramite il social media networking, alcune ritenute particolarmente preoccupanti da parte delle Autorità di Pubblica Sicurezza. La notte del 5 novembre, per esempio, sono stati sparati alcuni razzi contro la pattuglia della società di vigilanza Almaroma in servizio di vigilanza presso il cantiere. Due autovetture sono state colpite riportando evidenti danni. Illese, solo per un caso fortuito, le guardie giurate. Il 13 novembre, circa 30-40 attivisti No Tap hanno protestato urlando davanti all’Info Point di Melendugno, vandalizzandolo poi con scritte e lancio di uova, dopo aver danneggiato e rimosso le due videocamere di sorveglianza poste all’ingresso. Il giorno successivo un nutrito gruppo di manifestanti ha vandalizzato l’ingresso degli uffici TAP di Lecce con scritte e manifesti attaccati alle pareti. Contro il raid vandalico a via Templari è intervenuta la Digos per visionare i filmati dell’incursione. La sera stessa un assembramento di circa 100-150 No Tap, con striscioni di protesta (provenienti dall’assemblea in Comune), ha cercato poi di circondare un’auto del security provider Almaroma che si trovava occasionalmente in quel posto. TAP ha presentato una denuncia sia sugli episodi del 13 novembre  che si sono verificati presso l’infopoint di TAP, sia l’episodio del 14 novembre verificatosi presso gli uffici TAP di Lecce.

SCONTRI CON LA POLIZIA A NOVEMBRE AL RETTORATO DELL’UNIVERSITÀ DEL SALENTO

Non è tutto. La mattina del 16 novembre, gli attivisti No Tap hanno improvvisato una protesta spontanea nelle strade di Lecce con sit-in davanti agli uffici della Prefettura e un tentativo di blocco del traffico. il giorno seguente è stata imbrattata con spray e vernice la sede del PD di Lecce, con slogan No Tap. Qualche giorno dopo, il pomeriggio del 20 novembre, la società SAFE ha organizzato presso la sala conferenze del Rettorato dell’università del Salento il workshop “Sicurezza e tutela ambientale nello sviluppo dei progetti energetici”. Era prevista la partecipazione del Country Manager per l’Italia di TAP Michele Mario Elia. Nell’occasione i No Tap – una trentina circa – hanno assaltato e zittito i relatori facendo irruzione nel rettorato, portando alla sospensione del convegno mentre fuori una quarantina di manifestanti si erano radunati inneggiando contro il progetto e scontrandosi contro la polizia. Elia si è dovuto trattenere all’interno del Rettorato prima di allontanarsi dalla struttura adeguatamente scortato.

NOVEMBRE SI CHIUDE CON IL SIT-IN DELL’ASSOCIAZIONE TERRA MIA CONTRO EMILIANO

La sera del 22 novembre, alcune centinaia (secondo i media) di No Tap hanno marciato in corteo attraverso Carpignano Salentino (LE), in solidarietà con due esponenti del Movimento No Tap che nei giorni precedenti avevano ricevuto misure restrittive da parte della Questura. Lo slogan della manifestazione è stato “se toccano uno, toccano tutti!”. In seguito alla manifestazione è stata imbrattata la sede del PD di Carpignano Salentino (LE), con slogan e adesivi No Tap. Durante la notte sono comparse scritte fatte con spray e pennarelli sui muri della sede del Campus Ecotekne (Università del Salento) contro il Professore di biologia marina Ferdinando Boero, ambientalista impegnato su diversi fronti, “reo” di avere assunto un atteggiamento dialogante verso TAP. La sera del 24 novembre, un gruppo esiguo di No Tap ha manifestato nel centro di Lecce, lanciando uova con vernice rossa contro l’ingresso degli uffici di TAP e proseguendo la protesta sotto all’hotel che dà ospitalità alle forze dell’ordine, al grido di “NO alla militarizzazione, fuori le truppe dal Salento!”. Il mese si è chiuso, infine, con gli episodi di sabato 25 novembre, quando circa 30-40 No Tap si sono radunati in assemblea a Melendugno, per poi proseguire passeggiando verso la “Zona Rossa”, ripetendo un corteo simile nel centro di Lecce domenica 26 novembre per attirare l’attenzione della popolazione. E con la mattina del 28 novembre quando l’Associazione Terra Mia ha organizzato un sit-in sotto al palazzo della Regione Puglia a Bari per dimostrare il proprio dissenso contro Emiliano e la sua posizione “non chiara” nei confronti dell’opera. Alcuni attivisti hanno interrotto il Consiglio regionale, urlando slogan contro i politici presenti, ma sono stati accompagnati all’esterno.

A FINE ANNO SI RICOSTITUISCE IL PRESIDIO NO TAP DAVANTI AL CANTIERE

Il 6 dicembre gli attivisti No Tap hanno organizzato uno sciopero delle attività commerciali contro TAP e la militarizzazione del territorio, al quale hanno partecipato circa 1.500 persone. Alcuni degli attivisti nel pomeriggio hanno raggiunto i cancelli della Zona Rossa e hanno iniziato a battere sulle recinzioni, lanciare all’interno dell’area di cantiere alcune pietre e fumogeni, cercando poi di bloccare il traffico. L’8 dicembre i No Tap hanno organizzato una manifestazione a Lecce, in solidarietà con la Giornata di Mobilitazione Nazionale promossa dai No Tav in Valsusa. Le fonti ufficiali hanno parlato di 800 manifestanti, tra i quali alcuni Sindaci ed associazioni locali. Alla fine del corteo, circa 50 attivisti tra i più facinorosi hanno cercato di raggiungere l’ufficio di TAP, ma sono stati fermati da un blocco delle forze dell’ordine in tenuta anti-sommossa, contro i quali i manifestanti hanno lanciato alcuni petardi. Il 9 dicembre circa 100 attivisti No Tap hanno organizzato una “camminata” intorno alla Zona Rossa, lanciando alcune pietre e petardi all’interno dell’area di cantiere: 52 di loro sono stati posti in stato di fermo e portati in Questura dalle forze dell’ordine. Sono stati rilasciati tutti durante la notte, dopo esser stati identificati e denunciati. E ancora: Il 16 dicembre gli attivisti No Tap hanno organizzato un’assemblea a Martano (LE) al termine della quale hanno manifestato, bloccati dalle Forze dell’ordine in tenuta anti sommossa, contro il Vice Ministro Bellanova, presente in quel frangente presso la sede del PD locale. Gli attivisti hanno provato a disturbare i lavori al cantiere in diverse occasioni (20-21-22-27 dicembre), sia di giorno che di notte, frapponendosi tra i mezzi in uscita/entrata in un numero mai superiore alle 50 unità. In tutte le occasioni sono prontamente intervenute le Forze di polizia in assetto anti-sommossa. L’anno si chiude il 30 dicembre con 20-30 attivisti che hanno ricostruito il Presidio No Tap nella sua originaria posizione davanti al cantiere, luogo che era diventato inaccessibile durante il mese di applicazione dell’ordinanza prefettizia.

(2.continua)

(la prima puntata dell’approfondimento di Energia Oltre si può leggere qui)

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