Scenari

Perché Opec e Russia sono pronte ad aumentare la produzione di greggio

Tutti i dettagli sulla decisione presa durante il forum economico di San Pietroburgo che fa felice Trump

Opec e Russia sono pronte ad aumentare la produzione di petrolio fino a un milione di barili al giorno per frenare la fiammata dei prezzi che hanno raggiunto e superato gli 80 dollari al barile e a chiedere agli Stati Uniti moderazione. La decisione di aumentare la produzione, anche se non sarà finalizzata prima del mese prossimo, rappresenta una netta inversione di tendenza per il cartello petrolifero e i suoi alleati che hanno ridotto l’offerta dall’inizio dell’anno scorso. L’aumento della produzione è dovuto alla sostituzione dell’offerta persa da Venezuela e Iran una volta che diventeranno operative le sanzioni.

UNA VITTORIA PER TRUMP?

TrumpQuesta mossa è vista come una vittoria per il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che il mese scorso ha attaccato l’Opec per aver aumentato i prezzi “artificialmente” e si è appoggiato agli alleati degli Usa nel Golfo, compresa l’Arabia Saudita, per garantire che i mercati del petrolio rimanessero ben riforniti.

DOPO L’ACCORDO PREZZO PETROLIO GIÙ DEL 2%

Il prezzo del petrolio è sceso del 2 per cento dopo la notizia dell’accordo Opec-Russia, con il Brent che è arrivato a 76,84 dollari al barile. “A breve termine i prezzi del petrolio diminuiranno grazie all’allentamento dei limiti di fornitura”, ha dichiarato Ashley Kelty di Cantor Fitzgerald al Financial Times.

IL BALZO SOPRA GLI 80 DOLLARI DOPO L’ANNUNCIO USA SULL’IRAN

Il balzo sopra gli 80 dollari al barile della scorsa settimana per la prima volta dal 2014 è arrivato subito dopo la decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dall’accordo nucleare con l’Iran – il terzo maggior produttore Opec e arci-rivale dell’Arabia Saudita nella regione – imponendo ulteriori sanzioni alla sua industria petrolifera. All’epoca, gli Stati Uniti avevano dichiarato di aver consultato i produttori per assicurarsi che i mercati petroliferi rimanessero ben riforniti, riferendosi di fatto, indirettamente, proprio agli alleati sauditi. Il potente principe ereditario del regno Mohammed bin Salman aveva esercitato pressioni sugli Stati Uniti per adottare una linea più dura con l’Iran, ma poi il presidente degli Stati Uniti era parzialmente tornato sui suoi passi preoccupato per l’impatto dell’aumento dei prezzi della benzina, con il greggio cresciuto oltre il 50 per cento in 12 mesi. opec

LA DECISIONE DI AUMENTARE LE FORNITURE PRESA AL FORUM ECONOMICO DI SAN PIETROBURGO

La decisione di incrementare la produzione è stata presa qualche giorno fa, quando il ministro dell’Energia dell’Arabia Saudita, Khalid al Falih, ha incontrato il suo omologo russo Alexander Novak durante il forum economico a San Pietroburgo, dove è stato discusso il primo schema di piano per aumentare la produzione. Le misure dovrebbero consentire ai produttori con capacità inutilizzate di aumentare la produzione fino a 1 milione di barili al giorno – circa l’1% della domanda mondiale di petrolio – anche se il loro numero potrebbe essere inferiore a seconda del modo in cui vengono calcolati gli obiettivi di produzione. L’Opec e la Russia si incontreranno formalmente a Vienna il 22 giugno. Entrambe le parti hanno sottolineato che la decisione di aumentare le forniture non è la fine della loro cooperazione, che ha visto la Russia – il più grande esportatore di petrolio non Opec – accettare di aiutare il cartello a porre fine a un prolungato crollo dei prezzi alla fine del 2016. Il rispetto dell’accordo, che originariamente mirava a eliminare 1,8 milioni di barili al giorno tra Opec, Russia e alcuni piccoli produttori al di fuori del cartello, è poi salito ben al di sopra del 150% a causa del calo della produzione in altri paesi, mentre l’Arabia Saudita ha ridotto la produzione al di sotto del suo obiettivo.