Il Gruppo conferma il target Net-zero al 2030 e stanzia un miliardo per il sociale nel prossimo quadriennio. Agli azionisti andranno 50 miliardi di euro, sostenuti da una crescita dei ricavi e dalla totale assenza di NPL.
Intesa Sanpaolo traccia la rotta per il prossimo quadriennio, ponendo la sostenibilità ambientale e l’impatto sociale al centro della propria architettura industriale. Il Consiglio di Amministrazione, riunitosi oggi, ha approvato all’unanimità il nuovo Piano di Impresa 2026-2029, un documento strategico che punta a consolidare il ruolo dell’istituto come banca leader in Europa per resilienza, digitalizzazione e impegno verso la decarbonizzazione. L’obiettivo è generare un valore complessivo di circa 500 miliardi di euro per tutti gli stakeholder, sostenuto da un modello di business capital-light e orientato ai ricavi da commissioni.
LA CENTRALITÀ DEI TARGET AMBIENTALI E IL SUPPORTO SOCIALE
L’impegno verso la transizione ecologica rappresenta la trave portante della nuova strategia secondo quanto emerge dalla fotografia scattata dal Piano di Impresa che conferma la determinazione del Gruppo nel raggiungere l’obiettivo Net-zero entro il 2030, con dieci anni di anticipo rispetto alla scadenza globale del 2040, coprendo sia le proprie emissioni sia quelle relative ai portafogli creditizi e agli asset gestiti.
Tra il 2021 e il 2025, l’istituto ha già erogato 89,4 miliardi di euro a supporto della green economy e dell’economia circolare, superando l’obiettivo iniziale di 76 miliardi. Per il nuovo ciclo, il “sustainable lending” peserà per il 30% sul totale dei nuovi crediti a medio-lungo termine erogati. Sul fronte sociale, Intesa Sanpaolo si conferma ai vertici mondiali per impatto, destinando un contributo aggiuntivo di circa 1 miliardo di euro nel periodo 2026-2029 per contrastare la povertà e ridurre le disuguaglianze, con un impatto stimato sull’ecosistema socio-economico di circa 3 miliardi di euro. L’istituto, unico in Italia incluso nella “CDP Climate A List”, ha già visto ridursi le proprie emissioni del 35% a fine 2024 rispetto al 2019, puntando a un calo del 53% entro il 2030.
BILANCIO 2025 E PROSPETTIVE DI CRESCITA AL 2029
Il Gruppo ha chiuso il 2025 con risultati eccellenti, segnando un utile netto di 9,3 miliardi di euro (+7,6% rispetto al 2024). Questa solidità permette di prevedere una crescita costante che porterà l’utile oltre gli 11,5 miliardi nel 2029. La banca si definisce a “zero NPL”, con un’incidenza dei crediti deteriorati inferiore all’1% al netto delle rettifiche. La distribuzione di valore per gli azionisti sarà imponente: circa 50 miliardi di euro nel quadriennio, con un payout ratio al 95% annuo. Il piano prevede un rendimento del capitale (ROE) al 22% e un ROTE al 27% entro il 2029. La gestione operativa vedrà un incremento del 5,3% medio annuo (CAGR), con proventi operativi netti a 30,7 miliardi nel 2029, trainati da una crescita delle commissioni (+3,8%) e delle attività finanziarie della clientela, attese a 1.700 miliardi di euro.
INNOVAZIONE TECNOLOGICA E RIVOLUZIONE DIGITALE
Secondo quanto illustrato nel piano strategico, la riduzione dei costi passerà attraverso i forti investimenti tecnologici già effettuati. I costi operativi caleranno di 0,2 miliardi al 2029 grazie alla piattaforma cloud-native “isytech”, che entro la fine del periodo ospiterà il 100% degli applicativi. L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale (AI/GenAI) permetterà un aumento della produttività del 20% nel middle e back-office, portando la risoluzione automatica delle richieste dei clienti all’80% (era il 30% nel 2025). Il lancio di “Isywealth Europe” segnerà l’espansione internazionale nel wealth management digitale, puntando su mercati chiave come Francia, Germania e Spagna. La banca digitale Isybank prevede di acquisire un ulteriore milione di clienti entro il 2029, portando il totale a oltre 2 milioni.
INVESTIMENTI NEL CAPITALE UMANO E RICAMBIO GENERAZIONALE
La strategia per le persone è un altro tassello fondamentale del documento. È quanto si legge nella nota che descrive un’accelerazione del ricambio generazionale senza impatti sociali: sono previste circa 12.400 uscite volontarie entro il 2029, compensate dall’assunzione di 6.300 giovani talenti, di cui 2.300 “Global Advisor” per rafforzare la consulenza di prossimità. Il Gruppo investirà massicciamente nella formazione attraverso la nuova Corporate Academy “Academy4Future”, coinvolgendo 20.000 persone all’anno e riqualificandone circa 10.000 nel quadriennio. Questi sforzi hanno permesso alla banca di essere confermata come “Top Employer Europe” per il 2026 e di primeggiare nelle classifiche di LinkedIn per lo sviluppo delle carriere.
PIANI DI INCENTIVAZIONE E AUMENTI DI CAPITALE
A sostegno del Piano di Impresa 2026-2029, il Consiglio ha deliberato di sottoporre all’Assemblea del 30 aprile due nuovi piani di incentivazione a lungo termine. Il “Performance Share Plan 2026-2029”, destinato al management, prevede l’emissione di un massimo di 62 milioni di azioni ordinarie a fronte di un aumento gratuito di capitale. Per la generalità dei dipendenti in Italia è previsto il “LECOIP 2026-2029”, che include l’attribuzione gratuita di azioni e la possibilità di sottoscrivere un piano di investimento a prezzo scontato, per un totale massimo di 246 milioni di azioni (1,39% del capitale sociale post-operazione). Viene inoltre aggiornato il numero di azioni per il piano 2022-2025, con ulteriori 40 milioni di titoli. Tali strumenti sono volti a rendere i dipendenti partecipi del successo del Gruppo, allineando i loro interessi a quelli degli azionisti nel lungo periodo.

