Skip to content
riforma prezzi energia

Energia e competitività: Meloni annuncia il decreto nel prossimo CdM e chiede all’Ue la riforma del sistema ETS

La prossima settimana approderà in Consiglio dei Ministri una misura articolata per abbattere i costi energetici. La Premier punta alla revisione del mercato delle emissioni e alla lotta alla speculazione.

La sfida della competitività industriale europea si vince, secondo l’Italia, partendo da un intervento strutturale sui costi delle forniture energetiche, eliminando le distorsioni che pesano sui bilanci delle imprese. È questo il messaggio centrale portato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al vertice informale dei capi di Stato e di governo dell’Unione Europea al castello di Alden-Biesen, a Bilzen, in Belgio. La strategia italiana si muove su un doppio binario: da un lato un imminente provvedimento normativo nazionale, dall’altro una richiesta pressante a Bruxelles per una revisione profonda dei meccanismi regolatori continentali, a partire dal sistema di scambio delle quote di emissione.

La Premier al suo arrivo al castello fiammingo, ha sottolineato come la questione energetica sia il “tema più serio” tra i molti che mettono a repentaglio la tenuta del tessuto produttivo. Secondo la fotografia scattata dalla titolare di Palazzo Chigi, l’azione interna non può essere disgiunta da un cambio di passo europeo, poiché senza rimuovere gli ostacoli normativi comunitari le risposte dei singoli Stati risulterebbero monche.

MISURE NAZIONALI E REVISIONE DEL SISTEMA ETS

L’esecutivo italiano è pronto a giocare la sua parte con un intervento diretto che sarà presentato a giorni. “La prossima settimana porteremo in Consiglio dei Ministri una misura molto articolata sul tema dei prezzi dell’energia”, ha annunciato Meloni ribadendo le parole del ministro Gilberto Pichetto Fratin, precisando che si tratta di una risposta necessaria a dinamiche che richiedono una gestione tecnica complessa. Tuttavia, la Premier ha spostato l’attenzione sulle riforme di sistema che spettano all’Unione Europea. Al centro delle critiche italiane c’è il sistema ETS (Emissions Trading System), il mercato dei permessi di inquinamento che, nato per incentivare la decarbonizzazione, è diventato secondo il governo un terreno fertile per la volatilità dei prezzi. Meloni ha invocato una “profonda revisione” del settore, puntando il dito contro la “speculazione finanziaria” che ruota attorno ai titoli delle emissioni, citando inoltre la necessità di intervenire sul Cbam (il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere) e su altri dossier tecnici strategici.

FRENARE LA BUROCRAZIA PER RILANCIARE L’INDUSTRIA

Oltre al capitolo energetico, il vertice di Alden-Biesen offre anche l’occasione per ridiscutere l’assetto della governance europea e il peso dell’apparato amministrativo di Bruxelles. Meloni ha espresso una critica severa verso una “burocrazia” che, a suo dire, sta “ampiamente superando” i confini del proprio ruolo istituzionale. L’obiettivo è fare in modo che l’esecutivo UE risponda a mandati politici definiti, frenando l’autonomia regolatoria degli uffici tecnici su materie che Meloni definisce “così strategiche” per il futuro economico del continente, in vista anche del Consiglio Europeo ufficiale di marzo.

IL CONTRIBUTO DI DRAGHI E LETTA AL DIBATTITO EUROPEO

Nel dibattito sulla competitività sono tornati centrali i rapporti elaborati dagli ex presidenti del Consiglio Mario Draghi ed Enrico Letta, entrambi invitati al vertice in Belgio. Meloni ha definito “prezioso” e “molto importante” il lavoro svolto dai due ex premier, sottolineando come i loro rapporti rappresentino la base di partenza per le discussioni attuali. Nonostante l’apprezzamento per il contributo tecnico fornito, la presidente del Consiglio ha escluso l’ipotesi della creazione di un “inviato speciale per la competitività”, figura che a suo dire non trova riscontro nell’assetto attuale. “Non credo che esista una figura del genere”, ha risposto Meloni ai cronisti, ribadendo però che l’apporto dei due economisti resta fondamentale per orientare le scelte dei 27 Paesi membri verso una maggiore integrazione e forza sui mercati globali.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Rispettiamo la tua privacy, non ti invieremo SPAM e non passiamo la tua email a Terzi

Torna su