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idrogeno

La bassa domanda e le condizioni dei finanziamenti frenano i progetti europei sull’idrogeno

L’idrogeno verde è considerato un pilastro degli sforzi dell’Unione Europea per ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili e decarbonizzare le industrie pesanti come l’acciaio

Secondo un nuovo rapporto dell’associazione tedesca dell’industria energetica BDEW in collaborazione con la società di consulenza Capgemini, l’espansione del mercato dell’idrogeno in Europa https://energiaoltre.it/leuropa-accelera-sullidrogeno-verde-tutti-i-progetti-piu-importanti/ non si è arrestata a causa della mancanza di interesse da parte delle imprese, ma piuttosto perché i rischi normativi, economici e infrastrutturali hanno reso gli investimenti troppo costosi e incerti.

DOMANDA E OFFERTA DI IDROGENO INFERIORI ALLE ASPETTATIVE

L’idrogeno verde – ricorda El Periodico de la Energia https://elperiodicodelaenergia.com/ – è considerato un pilastro degli sforzi dell’Unione Europea per ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili e decarbonizzare le industrie pesanti come l’acciaio. Tuttavia, sia l’offerta che la domanda sono state ben al di sotto delle aspettative, nonostante miliardi di sussidi in paesi come la Germania.

Lo studio ha esaminato i rischi in tutto il settore, dalla produzione al trasporto, dallo stoccaggio all’utilizzo finale, e ha rilevato che l’incertezza e i costi elevati incidono sui progetti in ogni fase, rendendo difficile per le aziende impegnarsi in investimenti ingenti. Il rapporto si è basato su interviste con gli stakeholder del settore, tra cui il gruppo chimico BASF e il sindacato tedesco IG Metall.

SULL’IDROGENO SERVONO POLITICHE COORDINATE

Gli autori hanno osservato che misure frammentarie non saranno sufficienti e hanno chiesto pacchetti di politiche coordinate per ridurre l’incertezza e migliorare le condizioni di finanziamento.

Tra le loro raccomandazioni, hanno esortato i decisori politici ad allentare temporaneamente le norme sull’approvvigionamento di energia rinnovabile che impongono ai produttori di idrogeno di affidarsi a nuovi parchi eolici e solari anziché a quelli esistenti, sostenendo che il sistema attuale aumenta i costi e ritarda i progetti. Allo stesso tempo, è necessario sviluppare infrastrutture come una rete dorsale per l’idrogeno.

INCENTIVI PIÙ CHIARI PER GLI ACQUIRENTI

Per stimolare la domanda, lo studio ha anche chiesto incentivi più chiari per gli acquirenti, tra cui quote e appalti pubblici per sostenere prodotti come l’acciaio verde e contribuire al consolidamento del mercato. “Abbiamo bisogno di progetti visibili e su larga scala per dimostrare la fattibilità e la scalabilità dei progetti sull’idrogeno”, ha affermato Kirsten Westphal, membro del consiglio esecutivo del BDEW.

“La volontà di investire in Germania è evidente. Ciò che manca – ha spiegato Torben Schuster, Head of Energy Transition and Utilities di Capgemini Invent – è la prevedibilità e il necessario quadro normativo. Lo studio va oltre la semplice elencazione dei rischi; descrive accuratamente il sistema di condizioni sottostante.

Assegnando questi rischi ai rispettivi fattori determinanti e valutando la reale influenza degli operatori di mercato, dimostriamo perché molti progetti non riescono a raggiungere la decisione finale di investimento (FID): l’incertezza accumulata supera di gran lunga la capacità delle aziende di assumersi rischi”.

FINANZIAMENTI, ACCORDI DI ACQUISTO E STABILITÀ NORMATIVA

“La nostra definizione delle priorità – ha aggiunto – evidenzia anche dove risiede la maggiore necessità di intervento: nel finanziamento, negli accordi di acquisto e nella stabilità normativa. Se i decisori politici affronteranno questi aspetti, in particolare la regolamentazione, il mercato dell’idrogeno potrà finalmente compiere il salto da obiettivi ambiziosi a decisioni di investimento sostenibili”.

Un recente rapporto dell’istituto di ricerca energetica EWI ha concluso che l’espansione della capacità di elettrolisi in Germania per la produzione di idrogeno verde sta procedendo lentamente. Il precedente governo aveva puntato a rendere operativi 10 GW di elettrolizzatori per idrogeno entro il 2030 per contribuire alla decarbonizzazione dell’industria pesante; tuttavia, ha osservato l’EWI, il Paese attualmente dispone di soli 181 MW di capacità operativa.

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