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guida autonoma

Ecco perché il 2026 sarà l’anno zero della guida autonoma

Il regolamento ONU promette di eliminare l’incertezza legale che ha frenato la guida autonoma e di aprire una nuova fase di competizione con giganti come Tesla e i colossi cinesi

Il 2026 sarà ricordato come l’anno dell’accelerazione decisiva dell’automotive sulla guida autonoma. Mentre le strade di San Francisco sono già popolate da robotaxi, l’Europa e le Nazioni Unite stanno scrivendo il “codice della strada” del futuro: un impianto di regole globali per permettere ai veicoli a guida autonoma di viaggiare in tutto il mondo. Una mossa che eliminerà l’incertezza legale che ha frenato gli investimenti finora. La competizione con Cina e Usa, però, si intensificherà sempre più.

IL CODICE DELLA STRADA DELLA GUIDA AUTONOMA DELL’ONU

Il gruppo di lavoro Automated/Autonomous and Connected Vehicles delle Nazioni Unite ha adottato una bozza di regolamento globale storica per la guida autonoma. Il testo sarà sottoposto al Forum Mondiale WP 29 a giugno per l’adozione definitiva. L’obiettivo è fornire una cornice unica per il mosaico di norme nazionali, creando uno standard unico per l’omologazione dei sistemi di guida automatizzata (ADS). La bozza introduce concetti nuovi: Performance “Umane”, Safety Case, Scatola nera e monitoraggio continuo.

In primo luogo, il software dovrà guidare almeno quanto un conducente umano “attento e competente”. I produttori dovranno poi presentare prove documentali che il sistema sia privo di rischi irragionevoli prima della messa in strada.
Le vetture con tecnologie ADS dovranno essere dotate di sistemi di archiviazione dati per monitorare le performance e analizzare eventuali anomalie. Infine, le aziende dovranno riportare in tempo reale i “quasi-incidenti” e i guasti critici per creare un loop di miglioramento globale.

L’UE ACCELERA SULLA GUIDA AUTONOMA

Mentre l’ONU scrive le regole, l’industria europea accelera per non lasciare il campo a Tesla e Waymo. Il 2026 si preannuncia come l’anno dei primi servizi commerciali reali. Stellantis ha stretto un’alleanza strategica con Bolt. L’intesa mira a integrare piattaforme “AV-Ready” (già predisposte per la guida autonoma) per lanciare flotte di robotaxi senza supervisione umana in diverse città europee proprio a partire dal 2026. Anche le case tedesche non restano a guardare.

VW punta tutto sul comparto van. La controllata MOIA e il progetto ULTIMO finanziato dall’Ue porteranno il pulmino elettrico ID. Buzz sulle strade di diverse città, come Amburgo, già nella primavera del 2026. I piani futuri di Mercedes si concentrano sul tema della sicurezza. Dopo aver ottenuto l’omologazione per il Livello 3 (guida “senza mani” in autostrada fino a certi limiti) per i modelli S-Class 2026 la casa automobilistica sta puntando a estendere queste capacità fino a “130 km/h”, concentrandosi sulla ridondanza dei sistemi di frenata e sterzo.

PERCHE’ LE CASE EUROPEE SPINGONO SULLA GUIDA AUTONOMA

La spinta dei produttori europei sulla guida autonoma nasce da una necessità industriale, ma anche di sicurezza. Infatti, la competizione con gli Usa e la Cina è sempre più serrata. Pechino sta investendo in maniera significativa sui sistemi ADS con aziende come Pony.ai e Baidu). Dall’altro lato, Elon Musk sembra intenzionato a puntare su uno dei suoi pupilli. Al tempo stesso, ridurre l’errore umano con la tecnologia potrebbe diminuire sensibilmente il numero di incidenti stradali, responsabilità dell’uomo in oltre il 90% dei casi.

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