Bruxelles avvia la consultazione sul nuovo regolamento di esenzione GBER fino al 23 aprile 2026. Intanto in Italia il Mimit attiva il monitoraggio dei sostegni erogati nel 2025 tramite il Registro Nazionale.
La Commissione Europea ha dato ufficialmente il via alla riforma del Regolamento Generale di Esenzione per Categoria (GBER), puntando a una semplificazione radicale che permetterà agli Stati membri di erogare fondi senza attendere il via libera preventivo da Bruxelles. Questa manovra, che rappresenta l’aggiornamento più profondo degli ultimi dodici anni, mira ad allineare le regole sulla concorrenza alle sfide della transizione energetica e dell’innovazione tecnologica. È quanto emerge dalla bozza del nuovo testo pubblicata oggi, sulla quale le parti interessate potranno inviare osservazioni fino al 23 aprile 2026. L’obiettivo è rendere operativo il nuovo impianto entro la fine dell’anno, garantendo una transizione fluida prima della scadenza delle norme attuali, prevista per il 31 dicembre 2026.
SVOLTA GREEN: STOP AL LIMITE DI BUDGET PER LE ENERGIE RINNOVABILI
Una delle novità più significative della proposta riguarda il sostegno alla transizione ecologica. Secondo la fotografia scattata dalla Commissione, la concessione di aiuti al funzionamento per le energie rinnovabili diventerà più semplice e potrà essere attuata su larghissima scala. In particolare, “il bilancio complessivo annuo per tali regimi di aiuti non sarà più limitato a 300 milioni di euro”, una barriera che finora aveva rallentato i piani nazionali più ambiziosi. Resterà in vigore esclusivamente un massimale per singolo beneficiario, garantendo così una potenza di fuoco finanziaria senza precedenti per i progetti di decarbonizzazione. Il regolamento aggiornato permetterà inoltre intensità di aiuto più elevate per gli interventi di efficienza energetica, con un occhio di riguardo per l’edilizia sociale e le imprese che affrontano la crisi abitativa.
SUPPORTO A PMI E STARTUP: NUOVI CRITERI PER R&S E FORMAZIONE
Il nuovo GBER promette di rispondere in modo più mirato alle necessità del tessuto produttivo medio-piccolo. È la fotografia scattata dalle nuove disposizioni che prevedono strumenti di finanziamento del rischio più flessibili e trattamenti fiscali agevolati per opzioni su azioni e warrant destinati ai dipendenti. Un cambiamento fondamentale riguarda le giovani imprese innovative: chi ha una base patrimoniale debole o sta investendo le proprie riserve liquide nello sviluppo di prodotti non sarà più escluso dagli aiuti per ricerca e sviluppo. Parallelamente, Bruxelles intende potenziare la competitività dei lavoratori attraverso incentivi più forti per la riqualificazione, specialmente nelle competenze digitali e STEM. Anche i settori dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura vedranno ampliate le proprie possibilità di accesso alle categorie generali di aiuto.
AEROPORTI E INTERMEDIARI: REGOLE PIÙ CHIARE PER GLI INVESTIMENTI
Il regolamento estende il proprio raggio d’azione anche alle infrastrutture critiche e ai mercati finanziari. Le norme per gli aeroporti diventano più elastiche, aumentando la dimensione degli scali che possono beneficiare di aiuti al funzionamento. Al contempo, il testo chiarisce la compatibilità degli aiuti gestiti tramite intermediari come banche o fondi di investimento, eliminando le zone d’ombra che spesso scoraggiano l’utilizzo di strumenti finanziari complessi. Per abbattere il muro della burocrazia, la Commissione introduce le “opzioni di costo semplificate”: per identificare le spese ammissibili, le amministrazioni potranno usare tassi fissi o costi unitari forfettari, evitando la farraginosa documentazione dei costi reali per ogni singola voce di spesa.
MONITORAGGIO ITALIA: AL VIA LA RILEVAZIONE DATI 2025 SULLA PIATTAFORMA RNA
Mentre l’Europa guarda al futuro, l’Italia avvia il bilancio dell’anno appena trascorso. È quanto si legge nella Circolare n. 254 del 2 febbraio 2026 emessa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 24 febbraio. Il provvedimento definisce le modalità operative per la redazione della Relazione 266, il documento annuale che monitora gli interventi di sostegno alle attività economiche. Le amministrazioni centrali, regionali e gli enti gestori come Inps, Inail, Cassa Depositi e Prestiti e Invitalia, avranno una finestra temporale che va dal 3 marzo al 31 marzo 2026 (ore 14:00) per inserire e validare i dati relativi al 2025 sulla piattaforma del Registro Nazionale degli Aiuti di Stato (RNA).
SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA E ARCHIVIAZIONE DEI BANDI
L’attività di monitoraggio nazionale segue la scia della semplificazione comunitaria. La raccolta dei dati avverrà integrando le informazioni già presenti nel Registro RNA, riducendo i passaggi manuali per i “Soggetti concedenti”. Le autorità dovranno verificare lo stato di compilazione per ogni bando e procedura attuativa. Per evitare inutili oneri futuri, il Mimit consiglia di archiviare formalmente i bandi che non presentano più movimentazioni. La circolare specifica che per i regimi in forma di garanzia pura non sono richiesti nuovi adempimenti, mentre per i regimi agevolativi fiscali che non costituiscono aiuti di Stato, la rilevazione si baserà su quanto dichiarato nelle dichiarazioni fiscali 2024 relative al periodo d’imposta 2023. Tutto il processo sarà coordinato dal “Referente 266”, figura individuata d’ufficio nell’amministratore unico dell’autorità responsabile nel Registro.

