Partecipando ad un evento a Milano per i 70 anni del CESI, il ministro Pichetto Fratin ha affermato che “il solo fatto che l’impianto di GNL del Qatar, che era stato chiuso, sia stato anche bombardato ha avuto un impatto devastante sui prezzi”
L’Italia sta discutendo con diversi Paesi, tra cui Stati Uniti, Azerbaigian e Algeria, per garantire le forniture di gas, dal momento che gli attacchi iraniani contro il Qatar sembrano aver bloccato le esportazioni per un periodo prolungato. Ad annunciarlo è ha stato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin.
Gli attacchi iraniani hanno messo fuori uso il 17% della capacità di esportazione di GNL del Qatar, causando una perdita stimata di 20 miliardi di dollari di entrate annuali e minacciando le forniture a Europa e Asia, come ha dichiarato ieri l’amministratore delegato di QatarEnergy, Saad Sherida al-Kaabi.
PICHETTO: “BOMBARDAMENTO AD IMPIANTO GNL IN QATAR HA AVUTO IMPATTO DEVASTANTE SUI PREZZI DEL GAS”
Partecipando ad un evento a Milano per i 70 anni del CESI, Pichetto ha affermato che “il solo fatto che l’impianto di GNL del Qatar, che era stato chiuso, sia stato anche bombardato ha avuto un impatto devastante sui prezzi”. Edison ha un contratto a lungo termine con Qatar Energy per la fornitura di 6,4 miliardi di metri cubi di gas all’anno all’Italia, pari a quasi il 10% del consumo annuo di gas nazionale.
IL QATAR: “AD APRILE NON RIUSCIREMO AD ADEMPIERE AGLI OBBLIGHI CONTRATTUALI”
Come ricorda Reuters, il Qatar aveva già dichiarato la forza maggiore sulle esportazioni di gas all’inizio di questo mese, segnalando a Edison che non sarebbe stato in grado di adempiere ai propri obblighi contrattuali relativi ad aprile. “L’interruzione delle forniture probabilmente durerà più a lungo, dopo che le infrastrutture del gas sono state duramente colpite questa settimana”, ha dichiarato l’amministratore delegato di QatarEnergy.
L’IRAN HA COLPITO IL PIÙ GRANDE IMPIANTO GNL AL MONDO
Ieri l’Iran, per rappresaglia al bombardamento israeliano della centrale di South Pars, il suo principale giacimento di gas, ha inflitto gravi danni agli impianti di Ras Laffan, il più grande impianto di GNL del mondo e linfa vitale dell’economia del Qatar.
Secondo Mehran Kamrava, professore di scienze politiche del campus di Doha della Georgetown University, “è una battuta d’arresto enorme: il peggior incubo per il Qatar. Il danno non è solo economico. Dal punto di vista economico e industriale, il Paese può riprendersi. La questione più importante riguarda l’immagine del Paese come rifugio sicuro e motore di crescita”.
L’IMPORTANZA DEL GAS DEL QATAR PER L’EUROPA
La produzione annuale del Qatar, circa 110 miliardi di metri cubi, è poco inferiore alla perdita di forniture russe via gasdotto verso l’Europa dopo l’invasione dell’Ucraina. Il sito di Ras Laffan, grande 290 kmq e con una capacità di circa 77 milioni di tonnellate annue, è il più grande hub di gas naturale liquefatto al mondo. Da lì proviene in condizioni normali circa un quinto dell’offerta globale di GNL.
Il ministro dell’Energia del Qatar, Saad al-Kaabi, ha dichiarato che i danni al giacimento di Ras Laffan “richiederanno dai 3 ai 5 anni per essere riparati e interesseranno gli impianti che producono il 17% della capacità di esportazione di GNL della compagnia statale QatarEnergy. Ciò avrà ripercussioni sui mercati di approvvigionamento in Europa e in Asia e comporterà una perdita di entrate di circa 20 miliardi di dollari all’anno”.


