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ETS carbonio UE

Ecco perché il meccanismo ETS per l’Europa è anche uno strumento di resilienza

Le recenti dinamiche di mercato rivelano un importante effetto compensativo: con l’aumento dei prezzi del petrolio e del gas, l’attività industriale basata sui combustibili fossili tende a rallentare, riducendo così le emissioni

L’escalation del conflitto in Medio Oriente sta evidenziando una cruda realtà: i mercati energetici globali restano altamente vulnerabili ai rischi geopolitici. La regione è cruciale per l’approvvigionamento globale di petrolio e GNL, mentre rotte di transito vitali come lo Stretto di Hormuz sono snodi strategici per il commercio energetico globale.

Secondo Agora Energiewende, anche delle interruzioni limitate possono innescare forti aumenti dei prezzi e volatilità, con ripercussioni di vasta portata per i sistemi energetici e le economie. Per le regioni importatrici di energia come l’Unione Europea, queste crisi si traducono rapidamente in pressioni economiche e politiche.

LE CONSEGUENZE DELL’AUMENTO DEI PREZZI ENERGETICI

L’aumento dei prezzi dei combustibili fossili colpisce le famiglie e l’industria, mette a dura prova i bilanci pubblici e accresce il rischio di interventi politici a breve termine che, nel lungo periodo, potrebbero essere dannosi per gli obiettivi climatici e industriali.

La crisi attuale solleva quindi una questione fondamentale: come può l’Europa proteggersi al meglio dagli shock energetici esterni, mantenendo al contempo prezzi accessibili e competitività? Una parte fondamentale della risposta risiede nel fatto che la politica climatica e la sicurezza energetica vanno di pari passo: ridurre la dipendenza dai combustibili fossili scambiati a livello internazionale – attraverso le energie rinnovabili, l’elettrificazione, l’efficienza energetica e la flessibilità – rafforza la resilienza dell’Europa e promuove la trasformazione della sua economia.

UN MERCATO DEL GAS IN EVOLUZIONE E UNA VULNERABILITÀ CRESCENTE

L’approvvigionamento di gas in Europa ha subito profondi cambiamenti negli ultimi anni. Mentre la domanda di gas è diminuita dal 2019, le strutture di approvvigionamento si sono modificate in modo ancora più drastico. Con la netta riduzione delle importazioni di gas russo tramite gasdotto a partire dal 2022, l’Unione Europea è diventata sempre più dipendente dal GNL, trasformandosi in breve tempo nel maggiore importatore mondiale.

Questa diversificazione ha migliorato la sicurezza degli approvvigionamenti sotto certi aspetti, ma ha anche aumentato l’esposizione dell’Europa alle dinamiche del mercato globale. I prezzi del GNL sono stabiliti a livello internazionale, costringendo l’Europa a competere con i principali acquirenti asiatici. Di conseguenza, le interruzioni che interessano i produttori, le rotte marittime o i punti di transito strategici possono innescare rapidamente forti aumenti dei prezzi nei mercati europei del gas.

La situazione attuale evidenzia questa vulnerabilità. Circa il 20% del GNL mondiale transita attraverso lo Stretto di Hormuz, e qualsiasi interruzione riduce l’offerta globale e amplifica la volatilità dei prezzi.

IL RUOLO DEL SISTEMA ETS DELL’UNIONE EUROPEA

Con l’aumento dei costi dei carburanti, che esercita pressione sulle imprese e sui prezzi dell’energia, il sistema EU ETS svolge un ruolo importante nel mitigarne l’impatto. Molti fattori, come l’incertezza politica e le aspettative economiche, influenzano la determinazione del prezzo del carbonio. Tuttavia, le recenti dinamiche di mercato rivelano un importante effetto compensativo: con l’aumento dei prezzi del petrolio e del gas, l’attività industriale basata sui combustibili fossili tende a rallentare, riducendo così le emissioni.

Sebbene questi cali della domanda di combustibili fossili, causati dalla crisi, non possano sostituire una trasformazione strutturale, dimostrano come l’ETS possa proteggere l’industria dai picchi di prezzo, anziché aumentarne i costi. Durante l’attuale crisi energetica, i prezzi della CO2 sono diminuiti di circa il 18%, contribuendo in modo significativo alla riduzione dei costi di produzione legati al carbonio.

PREZZO DEL CARBONIO E COSTI DEI COMBUSTIBILI FOSSILI

Questo aggiustamento ha parzialmente compensato l’aumento dei costi del petrolio e del gas, come illustrato nel grafico della produzione di energia elettrica. Sebbene i prezzi dell’elettricità abbiano continuato a salire – in parte perché la produzione di energia elettrica da centrali a gas amplifica le variazioni dei costi del combustibile a causa delle perdite di efficienza – il mercato del carbonio ha attutito l’impatto delle fluttuazioni dei prezzi dei combustibili fossili sui prezzi dell’elettricità.

Ancora più importante, il sistema ETS svolge un ruolo strutturale fondamentale nella trasformazione industriale: è lo strumento centrale dell’Europa per fornire il segnale di investimento cruciale che guida la transizione verso tecnologie pulite come l’elettrificazione. Quanto più rapida sarà la transizione, tanto maggiore sarà la riduzione della domanda di combustibili fossili nell’intero mercato e tanto maggiore sarà la pressione al ribasso sui prezzi globali dei carburanti.

Indebolire o sospendere il mercato del carbonio in tempi di crisi ne minerebbe l’effetto compensativo e aumenterebbe la domanda di combustibili fossili, trasferendo benefici economici a fornitori esterni. In un periodo di turbolenza geopolitica, il sistema ETS deve essere compreso e tutelato come strumento fondamentale per la sicurezza energetica.

Sebbene sia comprensibile che i governi cerchino di proteggere le famiglie e l’industria dagli alti prezzi dell’energia, le misure a breve termine devono essere attentamente pianificate. L’esperienza della crisi energetica del 2022-2023 dimostra che interventi di mercato su larga scala, come un tetto massimo al prezzo del gas, possono distorcere i segnali di prezzo, aumentare il consumo di combustibili fossili e far lievitare i costi complessivi, senza garantire che il sollievo raggiunga i beneficiari previsti.

LE STRATEGIE PER CONTRASTARE L’AUMENTO DEI PREZZI ENERGETICI

Gli approcci più efficaci si concentrano sul sostegno mirato e sulla riduzione della domanda. Incoraggiare il risparmio energetico, sostenere i consumatori vulnerabili attraverso trasferimenti diretti e riequilibrare la tassazione sull’energia possono alleviare la situazione senza compromettere il funzionamento del mercato. Dei segnali di prezzo forti restano essenziali per incentivare l’efficienza e ridurre la domanda durante i periodi di scarsità.

In questo contesto, il sistema ETS può svolgere un ruolo importante, fornendo un flusso di entrate prevedibile per finanziare aiuti mirati alle famiglie vulnerabili e ai settori industriali strategici, senza perturbare i segnali di mercato. È fondamentale che i governi utilizzino queste entrate con saggezza per aiutare l’industria a passare a tecnologie pulite, accelerando così la transizione strutturale verso l’abbandono dei combustibili fossili.

SOLUZIONI STRUTTURALI PER LA RESILIENZA A LUNGO TERMINE

In definitiva, il modo più efficace per ridurre l’esposizione alle crisi energetiche globali è affrontarne la causa principale: la dipendenza dai combustibili fossili importati. Accelerare la diffusione delle energie rinnovabili è essenziale per questa transizione. La produzione di energia da fonti rinnovabili riduce il numero di ore in cui il prezzo del gas influenza i prezzi dell’elettricità, diminuendo così sia le importazioni di combustibili fossili che i costi dell’energia elettrica. Gli investimenti nelle infrastrutture di rete, nello stoccaggio e nella flessibilità del sistema amplificano ulteriormente questi vantaggi, riducendo al contempo la volatilità dei prezzi dell’energia.

L’elettrificazione in diversi settori – edilizia, industria e trasporti – può ridurre significativamente la domanda di gas. Solo nel settore industriale, circa il 60% dell’attuale consumo di combustibili per il calore di processo potrebbe essere soddisfatto grazie a tecnologie mature, una percentuale che salirebbe a quasi il 90% con le tecnologie previste per il 2035.

I governi svolgono un ruolo chiave nello sviluppo delle condizioni favorevoli necessarie per espandere l’elettrificazione, per la quale esistono già opzioni politiche e tecnologiche: ad esempio, rendere le pompe di calore accessibili a tutti a prezzi contenuti, migliorare l’accesso alla rete e prezzi dell’elettricità competitivi per incentivare l’elettrificazione del riscaldamento industriale, insieme ai sistemi di teleriscaldamento basati su energie rinnovabili, contribuiscono a ridurre la necessità di importazioni di GNL.

MIGLIORARE LA FLESSIBILITÀ DELLA DOMANDA DI ENERGIA

Al contempo, migliorare la flessibilità della domanda consente ai consumatori di reagire ai segnali di prezzo spostando i consumi verso i periodi di abbondante produzione di energia rinnovabile e riducendo la pressione sui picchi di domanda, abbassando così le proprie bollette. Nel loro insieme, queste misure possono ridurre sostanzialmente la dipendenza dell’Europa dal GNL e la sua esposizione alla volatilità dei mercati globali.

L’attuale crisi sottolinea una lezione più ampia: quadri normativi coerenti e credibili sono cruciali per raggiungere la resilienza a lungo termine. Il sistema ETS svolge un ruolo centrale in questo contesto: fornisce un segnale di investimento prevedibile, supporta la transizione verso l’energia pulita e può fungere da cuscinetto contro le fluttuazioni dei prezzi dei combustibili fossili.

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