Le accise più leggere aiutano alla pompa, ma il conflitto in Medio Oriente spinge energia e materie prime, con effetti diretti sulle bollette degli italiani di centinaia di euro
Il taglio delle accise ha portato a un prezzo della benzina mediamente inferiore di 2 centesimi rispetto all’anno scorso e di 10 centesimi sul 2024. Il gasolio è il carburante più al centro della tempesta internazionale. Nel complesso, la dinamica dei prezzi è più contenuta rispetto a quella registrata in altri grandi Paesi industriali come Francia e Germania, come emerso nel corso dell’incontro della Commissione Allerta Rapida del Mimit sull’impatto della crisi in Medio Oriente sull’approvvigionamento e sui prezzi delle materie prime. Tuttavia, i rincari di luce, gas e carburanti faranno lievitare la spesa annuale per famiglia di 540 euro, secondo le associazioni dei consumatori.
MIMIT: PREZZI CARBURANTI MEDIAMENTE PIÙ BASSI RISPETTO AD ANNI PASSATI
La riduzione delle accise sembra aver dato i suoi frutti, almeno in parte. Infatti, nel corso della riunione della Commissione Allerta Rapida del Mimit è stato sottolineato il calo del prezzo medio dei carburanti rispetto agli anni precedenti. La riduzione della benzina è di 2 centesimi rispetto al 2025, di 10 centesimi rispetto al 2024, di 15 centesimi rispetto al 2023 e di 9 centesimi rispetto al 2022. Un ribasso che interessa anche il gasolio, carburante maggiormente utilizzato per il trasporto delle merci e quindi con un impatto diretto sui costi dei beni e sull’inflazione. Il Mimit sottolinea la particolare vulnerabilità del trasporto merci, maggiormente a rischio di effetti inflattivi.
Complessivamente, il ministero rileva che l’Italia ha registrato una buona performance nel confronto con i principali Stati europei e una dinamica dei prezzi più contenuta rispetto a quella registrata in altri grandi Paesi industriali come Francia e Germania.
QUANTO COSTA IN BOLLETTA LA CRISI IN MEDIO ORIENTE?
Le ultime stime di Federconsumatori parlano di un aggravio complessivo di +672,60 euro annui a famiglia per il 2026. Oltre 540 euro di questi sono direttamente imputabili ai rincari di luce, gas e carburanti legati al conflitto in corso.
Il Codacons ha presentato nuovi esposti alle Procure per speculazione sui listini energetici, denunciando che la bolletta media per una famiglia “vulnerabile” si attesta ora tra i 1.767 e i 1.802 euro annui. L’associazione mette l’accento sul fatto che, nonostante i lievi cali congiunturali dei mesi scorsi, il gas oggi costa il 55% in più rispetto a cinque anni fa (marzo 2021).
Il vicepresidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Marco Vignola ha sottolineato che i dati tariffari recenti appartengono a “un mondo che non c’è più”. L’UNC ha avvertito che il mancato disaccoppiamento del prezzo dell’elettricità da quello del gas sta trascinando verso l’alto l’intera spesa energetica domestica, rendendo vane le misure del Governo.
26 MATERIE PRIME INDUSTRIALI STRATEGICHE A RISCHIO A CAUSA DI HORMUZ
Sul fronte delle commodities, il Centro studi del Mimit ha presentato un primo monitoraggio delle importazioni italiane di materie prime industriali provenienti dall’area del Golfo, con particolare riferimento ai comparti energetico, petrolchimico, dei fertilizzanti, delle plastiche, nonché dei minerali e dei metalli. Dall’analisi emerge un gruppo di 26 materie prime industriali di rilevanza strategica, per un valore complessivo delle importazioni pari a circa 9 miliardi di euro. È stato inoltre evidenziato il ruolo centrale di Arabia Saudita e Qatar tra i principali Paesi fornitori, a conferma della rilevanza dell’area del Golfo per l’approvvigionamento nazionale di risorse critiche.
Nel dettaglio, nel comparto dei fertilizzanti si registrano già tensioni sui prezzi, con aumenti soprattutto per l’urea. Si rilevano inoltre incrementi significativi delle quotazioni internazionali delle materie plastiche, utilizzate nei comparti del packaging, dell’automotive e dell’edilizia. Al contrario, dallo scoppio del conflitto emerge una flessione delle quotazioni dei metalli industriali.
In crescita anche il costo dei noli marittimi per il trasporto di container. Le tariffe sulla tratta Shanghai–Genova hanno registrato un incremento del 10% dall’inizio delle tensioni in Medio Oriente.


