Un tesoretto sta per essere spartito tra le amministrazioni locali italiane. Dalle utility di Piazza Affari arriva mezzo miliardo di dividendi. Ecco dove finiranno i soldi
L’anno scorso le sei utilities quotate partecipate hanno generato oltre due miliardi di euro. Un risultato che fa sorridere anche i Comuni azionisti. Infatti, secondo La Stampa, complessivamente i soci incasseranno un miliardo di euro. In particolare, le città azioniste porteranno a casa 510 milioni di euro. Ecco dove finiranno i soldi.
ROMA PRIMA PER DIVIDENDI
Roma guida la classifica dei Comuni che si arricchiranno maggiormente grazie alle buone performance delle ex partecipate. La Capitale riceverà 131 milioni grazie alla partecipazione al 51% in Acea, la holding per la gestione dell’energia e dell’ambiente. Una boccata d’aria per le casse comunali, che possono esultare per i 480 milioni di utile netto consolidato, spinto dalla plusvalenza di 111 milioni per la cessione della rete di alta tensione a Terna, secondo il giornale. Numeri che hanno portato a un dividendo da 255 milioni, con una cedola record da 1,2 euro ad azione (95 centesimi di componente ordinaria, più 25 centesimi di straordinaria).
QUANTO INCASSA LA LOMBARDIA GRAZIE AD A2A?
Nel 2025 A2A ha centrato un utile netto di 686 milioni di euro. Di conseguenza, verserà nelle casse lombare ben 177 milioni di euro, grazie a una cedola 10,4 centesimi per ogni azione (monte dividendi da 325 milioni, in crescita del 4% rispetto al 2024). La maggior parte delle risorse finirà nelle casse di Milano e Brescia, che riceveranno 81,45 milioni a testa, grazie a partecipazioni del 25% nel gruppo.
IREN TERZA PER DIVIDENDI
Iren si posiziona al terzo posto della speciale classifica. Il gruppo attivo tra Torino, Genova, Parma e Reggio Emilia verserà ai suoi azionisti più di 178 milioni di euro pari a 13,86 centesimi per azione (+8% in un anno). Torino incasserà 34 milioni di euro, forte della partecipazione del comune (13,8%) e della città metropolitana (5,3%). Genoa, invece, riceverà 33,5 milioni di euro, seguita da Reggio Emilia (11,4 milioni) e Parma (5,6 milioni).
HERA ARRICCHISCE L’EMILIA-ROMAGNA
Anche i Comuni dell’Emilia-Romagna attendono una pioggia di risorse: 110 milioni di euro. La partecipazione dell’8,4% in Hera varrà a Bologna un incasso poco superiore ai 20 milioni di euro, grazie ai 16 centesimi per azione proposti. La Stampa sottolinea che il gruppo è controllato per il 45% da un azionariato pubblico che riunisce oltre 100 Comuni. Le città che riceveranno maggiori fondi sono Ravenna (con il 4,9% delle azioni si aspetta un incasso di 11 milioni), Padova, Trieste e Udine, che incasseranno oltre 7 milioni ognuna.
I DIVIDENDI DI ASCOPIAVE E ACINQUE
Ascopiave, invece, verserà complessivamente 34,6 milioni di dividendi. Più della metà finiranno nelle casse dei Comuni che fanno parte della società, tra cui Conegliano (3,9%) e Castelfranco Veneto (3,8%) che otterranno poco più di 1,3 milioni.
L’ultima per fatturato delle utility quotate in Piazza Affari è Acinque, partecipata da A2A e da un gruppo di Comuni lombardi, che si spartiranno gli oltre 16 milioni di euro in arrivo.


