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Ilva

Cessione Ilva a un passo. Urso (Mimit) svela tutte le novità sulle offerte

 La cessione dell’Ilva è a un passo. I commissari attendono i chiarimenti di Flacks mentre analizzano l’offerta di Jindal. A dirlo è il ministro Urso nel question time odierno

Aprile potrebbe essere il mese della cessione dell’Ilva. La settimana prossima arriveranno i chiarimenti sulle garanzie economiche di Flacks Group. Intanto, i commissari stanno passando sotto la lente la proposta di Jindal, che prevede l’integrazione di componenti realizzati negli impianti italiani in prodotti per automotive, difesa e rinnovabili. A dirlo è il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso del question time odierno alla Camera.

ILVA, CESSIONE A UN PASSO

La trattativa per la cessione dell’Ilva è arrivata a una fase decisiva, ha detto il ministro Urso. La speranza del Mimit è che si concluda entro fine mese. Urso ha specificato che entro la prossima settimana i commissari attendono “risposte chiare sulla situazione finanziaria di Flacks Group”. Gli stessi si stanno confrontando con Jindal, che ha presentato un piano industriale collegato con impianti in costruzione in Oman. Il gruppo indiano prevede una produzione di 4 milioni di tonnellate per 4-5 anni e di 6 milioni dal 2030. Piano che, però, secondo Fonti di Energia Oltre, non convincerebbe il Governo.

“Il piano prevede di integrare l’attuale produzione dell’Ilva – bobine, laminati a caldo, tubi e lamiere singole – con prodotti per automotive, difesa e impianti di energia rinnovabile, in particolare turbine e pale eoliche”, ha detto il ministro, sottolineando che i commissari stanno valutando portata e tempi degli investimenti, nonché le ricadute in termini di ambiente, ammodernamento degli impianti e decarbonizzazione. Il prossimo passo è il confronto con le associazioni sindacali per spiegare entrambi i piani industriali. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy ha sottolineato che dopo la scelta del nuovo proprietario di Ilva ci sarà il processo di Golden Power e l’Antitrust europeo.

LA ROADMAP DELL’ILVA E LA STOCCATA ALLA MAGISTRATURA

Urso non ha risparmiato una stoccata alla magistratura e all’ex proprietario Arcelor Mittal. “Abbiamo superato diversi ostacoli come il sequestro probatorio dell’altoforno. Siamo però in dirittura d’arrivo, nonostante il danno di 7 miliardi di euro da parte di Arcelor Mittal”, ha detto il ministro, sottolineando che entro fine mese saranno attivi due altoforni, che porteranno la produzione vicina a quelle 4 milioni di tonnellate richieste da entrambi i contendenti in corsa.

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