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Ecco la “cura” Donnarumma per le partecipate di FS

L’ad di Fs vuole rivoluzionare la galassia di partecipate: meno poltrone, più efficienza. Il piano è pronto, ma la politica ha congelato le nomine

Donnarumma vuole trasformare il carrozzone di controllate di Fs in una galassia efficiente e snella. Una sfida che si aggiunge alla gestione dei treni e dei 100 miliardi di investimenti del piano strategico 2025-2029. Prima, però, la politica deve allentare la presa per sbloccare lo stallo sulle nomine che pesa su circa 25 società.

LA CURA DONNARUMMA PER LE CONTROLLATE DI FS

Donnarumma si trova a gestire una macchina complessa, con mille teste e vincoli burocratici asfissianti, secondo La Stampa. La sua missione per il prossimo anno è rimettere ordine in una galassia che conta circa cento controllate, dirette e indirette. L’obiettivo principale dell’Ad è razionalizzare. La strategia prevede la riorganizzazione della galassia FS attraverso cinque business unit. Un esempio concreto di questo “snellimento” è già visibile con Busitalia, passata sotto l’ombrello di Trenitalia, diventando una controllata di terzo livello per il Mef. Stefano Donnarumma punta a un sistema dove la capogruppo eserciti un controllo strategico senza perdersi nella gestione di micro-realtà dal peso bilancistico irrilevante, ma dal costo politico e gestionale elevatissimo.

IL PROBLEMA DELLE NOMINE

Il problema principale, secondo il giornale, riguarda la palude burocratica generata dalla prorogatio delle nomine. Secondo i dati del MEF, su un centinaio di società, circa 25 hanno i vertici scaduti. Alcuni mandati sono giunti al termine nel 2024, altri addirittura nel 2023. Le procedure di rinnovo delle nomine per molte di queste sono state avviate o completate, ma manca il via libera formale definitivo del Mef. Un “congelamento” che rallenta l’operatività e appesantisce la macchina amministrativa, secondo La Stampa. Infatti, nel frattempo questi amministratori delegati e consiglieri continuano a operare in un limbo decisionale, in attesa di un segnale da via XX Settembre che spesso tarda ad arrivare.

LE PARTECIPATE BLOCCATE DALLE NOMINE

Nella lista delle partecipate impantanate nel mancato rinnovo delle nomine troviamo anche nomi illustri, quali la sub-holding per il trasporto merci e la logistica FS Logistix, il braccio finanziario del gruppo Fercredit e non solo. Tra le aziende di FS che si trovano nel limbo ci sono anche i pilastri del comparto logistico di secondo livello Mercitalia Rail, Intermodal e Shunting & Terminal. Non manca all’appello neanche FsmTechnology, il cuore tecnologico di FS.

NOMINE, PERCHÉ NON SI SBLOCCANO?

Perché le nomine non si sbloccano? Il meccanismo è regolato da una direttiva del gennaio 2023. Il sistema prevede che la capogruppo svolga l’istruttoria, la invii al Mef e attenda il riscontro. È qui che l’ingranaggio si ferma, secondo La Stampa. L’imminente risiko delle grandi partecipate del Mef sta facendo dilatare ancora di più i tempi. Mentre per i giganti Rfi e Trenitalia si va verso una conferma dei vertici attuali (Aldo Isi e Gianpiero Strisciuglio) nella prossima tornata primaverile, il sottobosco delle controllate resta in attesa.

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