Presentata a Roma la nuova edizione della Venice Climate Week (3-8 giugno). Dalla sfida dei decreti “Salvamare” all’impatto del rischio fisico sul Pil, passando per la coalizione globale delle città
Il climate change avanza e minaccia il Pil. Gli effetti del cambiamento climatico sono sempre più evidenti e costano sempre più al nostro Paese, anche se mancano ancora stime precise. In particolare, il fenomeno della siccità pesa sulle casse dello stato e sui cittadini. Tuttavia, la maggiore fonte di acqua, il mare, attende ancora da 4 anni i decreti attuativi che dovrebbero sostenere l’economia circolare e a proteggere l’ecosistema marino. È quanto emerso nel corso della presentazione della Venice Climate Week, manifestazione che si terrà a Venezia dal 3 all’8 giugno 2026.
DECRETI ATTUATIVI SALVAMARE IN ARRIVO?
La Venice Climate Week 2026 potrebbe essere il palcoscenico di norme attese da 4 anni ormai: i decreti attuativi della legge SalvaMare. Riccardo Luna, giornalista e fondatore della VCW, ha lanciato la sfida al Governo. “Chiederemo al ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, di portare finalmente a Venezia i decreti attuativi della legge Salvamare”, ha detto Luna.
Un’istanza raccolta con forza da Stefano Pisani, sindaco di Pollica e delegato ANCI. “Se il Ministro portasse i decreti alla Climate Week, i primi a essere felici sarebbero i nostri pescatori”. L’acqua, in particolare, sarà uno dei protagonisti della transizione. Secondo Matteo Colle (Gruppo CAP) è un “abilitatore di cittadinanza” molto conteso; quindi, serve una “negoziazione” tra i diversi usi: umano, agricolo e tecnologico.
I Comuni possono dare un contributo importante in ottica di transizione sostenibile e adattamento al climate change. Per realizzare questo obiettivo, però, bisogna ingaggiare le città di ogni livello, anche medio-piccole, per definire l’adattamento al climate change”, secondo Francesco Musco (IUAV).
IL PESO ECONOMICO DEL CLIMATE CHANGE
La crisi climatica non è solo una questione ambientale, ma un fattore che incide direttamente sulla ricchezza delle nazioni. Durante la settimana veneziana verrà presentato uno studio commissionato da Deloitte al Politecnico di Milano sugli impatti economici del physical risk. “L’obiettivo è analizzare il danno economico diretto e indiretto anche sul Pil”, ha annunciato Elio Santoro, Direttore Generale di Deloitte Climate & Sustainability.
Un allarme condiviso da Raimondo Orsini, Direttore della Fondazione per lo sviluppo sostenibile. “La siccità ha un impatto enorme sul Pil. Dobbiamo alzare l’attenzione ed evitare che i sonni dei decisori siano troppo lunghi”, ha affermato Orsini, anticipando che il centro studi della Fondazione presenterà dati inediti con Ispra ed Enea per raccontare come sta cambiando il Mediterraneo.
SOSTENIBILITA’ ASSET STRATEGICO CONTRO LA CRISI CLIMATICA
Il clima non è un tema accessorio, ma un elemento centrale nella strategia di business. “Siamo onorati di ospitare questa tre giorni”, ha dichiarato Lucia Silva, Group Chief Sustainability Officer di Generali, sottolineando come il settore assicurativo giochi un ruolo chiave sia nella transizione che nell’adattamento. “Quest’anno abbiamo investito oltre 8,7 miliardi di euro in soluzioni climatiche. È fondamentale avere un approccio non dogmatico e trovare soluzioni pragmatiche condivise”.
L’UMANESIMO DELLA SCIENZA
C’è bisogno di una visione che vada oltre il tecnicismo per riportare il clima e l’ambiente nei discorsi di tutti i giorni, secondo Cristiano Seganfreddo (Flash Art). In quest’ottica, “l’artista Michelangelo Pistoletto darà il suo contributo perché abbiamo bisogno di visionari per far uscire questi temi dal dibattito puramente tecnico”.
Infine, la dimensione internazionale sarà garantita dalla presenza degli ambasciatori del Patto Europeo per il Clima, che, come annunciato da Sara Roversi (Future Food Institute), parteciperanno a una climate walk fotografica per immortalare i segni visibili del cambiamento nella città lagunare, dando vita a una coalizione globale tra le città italiane e il resto d’Europa.


