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Ue sorda ai problemi dell’Italia. Spunta l’ultima mossa per evitare il lockdown energetico

L’Ue si prepara a chiudere la porta in faccia all’Italia: niente flessibilità sul Bilancio per frenare i costi dell’energia. Un “no” che rischia di mandare in fumo i piani per l’autunno, resta però ancora uno spiraglio. Tutti i dettagli

Bruxelles gela il Governo italiano: non ci sarà alcun allentamento dei limiti economici di Bilancio. Nel vertice di ministri finanziari di oggi l’Ue non è prevista nessuna concessione alle richieste del governo per ottenere più spazio di manovra nel Bilancio per affrontare la crisi energetica. Restano però ancora due possibilità all’Italia per ottenere maggiore flessibilità di manovra. Ecco quali

L’UE DICE NO ALL’ITALIA

Il pressing di Meloni sull’Ue per rivedere o sospendere il percorso di rientro dal deficit eccesivo sembra fallito, secondo la Repubblica. Nel corso del summit di Cipro la premier aveva presentato il suo piano per fronteggiare gli effetti della crisi in Medio Oriente. Una strategia che poggia su tre possibilità: scorporo delle spese energetiche dal calcolo del disavanzo, utilizzo dei quattro miliardi stanziati per la difesa oppure sospensione del Patto di Stabilità. Tuttavia, le richieste dell’Italia al momento stanno trovando Bruxelles sorda e muta. Infatti, nel vertice dei ministri finanziari di oggi non è prevista alcuna misura per affrontare la crisi energetica. Anzi, alla riunione dell’Eurogruppo non è previsto nessun documento finale sul tema.

La possibilità che i tecnici di Bruxelles possano aprire allo scorporo dal deficit delle spese per l’energia e al dirottamento dei quattro miliardi di euro destinati alla difesa è remota. Infatti, il pericolo russo non è scomparso, così come l’irruenza di Donald Trump. Le priorità di Bruxelles, al momento, sono “ancorare il quadro fiscale” e “rassicurare i mercati finanziari”. L’Ue, però, è divisa internamente politicamente, come dimostra l’assenza di un accordo tra i 27 durante il Consiglio europeo informale di Larnaca.
“Esistono già diversi strumenti che consentono di reagire a situazioni eccezionali come le clausole di salvaguardia nazionali, le misure classificate una tantum e anche uno scostamento temporaneo, a condizione che questo venga compensato successivamente”, spiegano i tecnici dell’Ue a la Repubblica.

UE, L’OPZIONE PROROGA PNRR

Commissione e Consiglio europeo stanno elaborando simulazioni nel caso in cui il conflitto tra Usa e Iran vada avanti ancora a lungo. In questi giorni è spuntata sul tavolo una quarta opzione, secondo la Repubblica: prorogare la scadenza dei fondi Pnrr e impiegare quelli non ancora impegnati proprio sull’energia.

SOSPENSIONE DEL PATTO DI STABILITA’ ANCORA POSSIBILE?

L’Italia ha anche una quinta opzione: chiedere la sospensione nazionale del Patto di stabilità, dopo la bocciatura della proposta di stop per tutti i 27 membri. Infatti, secondo la Repubblica, Bruxelles non ha pregiudizi su questa soluzione, ma fa notare che l’Italia non uscirebbe nemmeno l’anno prossimo dalla procedura per deficit eccessivo, con ricadute negative sui mercati finanziari. La partita della flessibilità non è ancora persa. Tuttavia, per convincere l’Ue l’Italia dovrà dimostrare di saper spendere i soldi in modo efficace ed efficiente.

“La maggior parte dei governi dell’Ue non sta indirizzando le riduzioni delle accise sui carburanti e le altre misure di sostegno ai prezzi dell’energia esclusivamente ai consumatori più vulnerabili. Gli aiuti non sono mirati”, ha tuonato Alfred Kammer, capo del dipartimento europeo del Fondo Monetario Internazionale.

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