Il Fondo Monetario Internazionale lancia l’allarme rosso: la crisi in Medio Oriente sta per svuotare i portafogli delle famiglie italiane
Il caro energia costerà da 450 a 2.270 euro in più in bolletta alle famiglie italiane. Se Sparta piange, Atene non ride. Infatti, nei prossimi mesi tutti i cittadini europei rischiano di veder lievitare i costi energetici, chi più chi meno. Sono le stime dell’outlook del Fondo Monetario Internazionale sull’impatto della crisi in Medio Oriente sull’Ue, presentate all’Eurogruppo da Oya Celasun, vicedirettore per l’Europa del Fondo monetario.
BOLLETTE ALLE STELLE, LE STIME DEL FMI
La crisi in Medio Oriente renderà le bollette italiane ed europee più pesanti di diverse centinaia di euro. Come se non bastasse, la crescita dell’Eurozona rallenterà e lo spread dei titoli di Stato aumenterà. Le famiglie italiane dovranno pagare da 450 a 2.270 euro in più, a seconda della gravità dello scenario. Lo shock energetico avrà un effetto dirompente su tutte le famiglie europee.
“Con i prezzi attuali, la famiglia media dell’Ue perderebbe circa 375 euro nel 2026, pari allo 0,7% del consumo medio, a causa di tutti gli aumenti di prezzo”, ha detto sottolineando che l’impatto “varia notevolmente, da 620 euro in Slovacchia a 134 euro in Svezia. Secondo lo scenario grave del World economic outlook del Fmi, la perdita media salirebbe a 1.750 euro”.
FMI: UE DEVE ACCELERARE SU MERCATO UNICO
Il vicedirettore per l’Europa del Fmi ha sottolineato l’importanza di accelerare nel completamento del mercato unico dell’energia per aumentare la crescita in modo sostenibile e migliorare la resilienza delle economie europee, contenendo le bollette.
I mercati “stanno diventando più pessimisti sui prezzi dell’energia. La recente volatilità dei prezzi nei mercati energetici è solo l’ultimo promemoria del fatto che la dipendenza dell’Europa rimane una vulnerabilità chiave. Questo rende fondamentale che l’Europa mantenga la rotta e adotti politiche per aumentare la sicurezza energetica”, secondo Celasun.
In quest’ottica, secondo il Fondo, rinunciare all’Ets minaccerebbe i progressi compiuti dall’Europa verso l’utilizzo delle energie rinnovabili”.
FMI: BASTA DL CABURANTI E NIENTE DEROGHE AL PATTO DI STABILITA’
Il Fmi lancia anche una stoccata all’Italia e alla lunga serie di decreti carburanti che si sono susseguiti negli ultimi giorni.
“I governi europei stanno comprensibilmente agendo per fornire un rapido sollievo alle famiglie e alle imprese in difficoltà. Le misure annunciate sono per lo più basate sulla tassazione, con circa tre quarti dei paesi europei che implementano adeguamenti delle accise sui carburanti. Le misure tendono ad essere temporanee e costano molto meno di quelle implementate dopo l’invasione russa dell’Ucraina, ma troppe stanno distorcendo i prezzi di mercato dell’energia”, ha detto Celasun, sottolineando che le politiche che sopprimono il segnale del prezzo dell’energia sono altamente problematiche poiché riducono l’incentivo a diminuire il consumo di energia, migliorare l’efficienza e investire in alternative.
Al contrario, secondo il Fmi, i governi europei dovrebbero delineare interventi che “dovrebbero essere mirati, temporanei e preservare i segnali di prezzo” e al “coordinamento” tra i Paesi.
L’FMI BOCCIA LE DEROGHE AL PATTO DI STABILITA’
Il Fondo boccia anche la possibilità di deroghe al Patto di Stabilità. Il Fmi avverte, infatti, che nei Paesi dell’Eurozona con livelli di debito elevati e scarso spazio fiscale – come il nostro – è necessario proseguire con i piani di consolidamento, evitando di mettere sotto pressione i mercati finanziari in una fase di elevata incertezza.
Al contrario, secondo il Fondo, il Governo dovrebbe introdurre gli stabilizzatori automatici e fornire ulteriore sostegno macroeconomico con misure temporanee e mirate sul fronte energetico. Tradotto: niente deroghe al Patto di Stabilità.


