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Investimenti energia pulita UE

Accordi commerciali UE-USA: il Parlamento europeo abbatte i dazi e blinda l’industria continentale

Via libera definitivo alla rimozione delle tariffe sui beni industriali e alle agevolazioni per l’agroalimentare. Introdotte clausole di salvaguardia su acciaio e alluminio per reagire a possibili ritorsioni.

Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva due atti legislativi di portata strategica che ridefiniscono i rapporti commerciali tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti. I provvedimenti attuano gli impegni tariffari assunti nel quadro della dichiarazione congiunta siglata dalle due potenze nell’agosto 2025, mirando a una stabilizzazione del mercato transatlantico. La notizia segna una svolta nei negoziati internazionali: da un lato viene eliminata la pressione fiscale su tutte le merci industriali americane e si aprono corsie preferenziali per i prodotti agricoli e ittici statunitensi; dall’altro, l’Europa si dota di una “cassetta degli attrezzi” difensiva molto più rigida per proteggere i propri settori sensibili e rispondere a eventuali disallineamenti tariffari da parte di Washington.

L’ACCESSO PREFERENZIALE PER I PRODOTTI INDUSTRIALI E AGRICOLI

Il regolamento cardine dell’intesa ha ottenuto una solida maggioranza con 440 voti favorevoli, 151 contrari e 50 astensioni. Questo testo sancisce l’azzeramento dei dazi su tutte le importazioni di beni industriali provenienti dagli Stati Uniti. Parallelamente, l’Unione ha concesso un accesso preferenziale al mercato unico per una vasta selezione di prodotti del comparto ittico e agricolo americano. Rispetto alla proposta originale avanzata dalla Commissione, i negoziatori parlamentari sono riusciti a integrare elementi di controllo più stringenti, volti a garantire che l’apertura dei mercati avvenga in un quadro di reciprocità e senza danneggiare eccessivamente le filiere produttive locali.

PROROGA DELL’ESENZIONE SULLE IMPORTAZIONI DI ASTICE

Il secondo atto legislativo approvato dall’emiciclo con 444 voti a favore riguarda specificamente il settore ittico di alta gamma. Il regolamento estende l’esenzione dai dazi per le importazioni di astice, includendo per la prima volta nella normativa anche l’astice trasformato. Si tratta di una misura tecnica che risponde a specifiche richieste delle catene distributive e dei consumatori, garantendo continuità agli approvvigionamenti di questo prodotto nel territorio dell’Unione a costi competitivi, pur rimanendo all’interno di un perimetro temporale e normativo ben definito.

MONITORAGGIO E CLAUSOLA DI TEMPORANEITÀ AL 2029

Un elemento di garanzia fondamentale inserito dal Parlamento è la cosiddetta “sunset clause”. Il regolamento principale sulle importazioni industriali e agroalimentari non avrà durata illimitata, ma cesserà di essere applicato il 31 dicembre 2029. Questo orizzonte temporale servirà a testare la tenuta dell’accordo: entro il 30 giugno 2029, la Commissione europea dovrà presentare una valutazione d’impatto dettagliata. Il report analizzerà gli effetti dell’accordo sull’industria e l’agricoltura dell’UE, con un’attenzione particolare alla salute delle piccole e medie imprese e alle dinamiche commerciali con i Paesi terzi. Solo in presenza di risultati positivi la Commissione potrà avanzare una proposta legislativa per prorogare la normativa.

LA STRETTA SUI DERIVATI DI ACCIAIO E ALLUMINIO

Il dossier più delicato riguarda i prodotti derivati dell’acciaio e dell’alluminio. Nell’agosto 2025, gli Stati Uniti hanno ampliato l’elenco dei prodotti soggetti a dazi aggiungendo ben 407 categorie, una mossa che il Parlamento ha giudicato fonte di instabilità. Per questo motivo, su forte pressione degli eurodeputati, il regolamento prevede che la Commissione possa sospendere le concessioni tariffarie accordate agli USA se, al 31 dicembre 2026, Washington continuerà ad applicare tariffe superiori al 15% sui derivati importati dall’Unione. Già entro il 1° dicembre 2026, Bruxelles presenterà una relazione tecnica per valutare il trattamento riservato a questi materiali strategici.

IL RAFFORZAMENTO DELLA CLAUSOLA DI SOSPENSIONE

Oltre alle scadenze fisse, l’Unione Europea si riserva il diritto di intervenire in corso d’opera. La Commissione ha ora il mandato di sospendere le preferenze tariffarie qualora gli Stati Uniti non mostrino la volontà di rispondere alle preoccupazioni europee sul trattamento delle esportazioni dell’Unione. Il punto di riferimento è il massimale tariffario onnicomprensivo del 15% che è stato in vigore fino al 24 febbraio 2026: qualsiasi deviazione sfavorevole per le imprese europee potrà innescare contromisure immediate, garantendo che l’accordo non si trasformi in un vantaggio a senso unico per l’industria d’oltreoceano.

MECCANISMO DI PROTEZIONE PER L’INDUSTRIA E L’AGRICOLTURA

Per evitare che l’afflusso massiccio di merci statunitensi destabilizzi l’economia interna, Parlamento e Consiglio hanno concordato l’istituzione di un meccanismo di salvaguardia. Tale strumento potrà essere attivato se l’aumento delle importazioni dovesse minacciare l’industria o il settore agricolo dell’Unione. La Commissione europea avrà il potere di avviare indagini d’ufficio o su segnalazione degli Stati membri e del Parlamento stesso. Per assicurare la massima trasparenza, l’esecutivo comunitario sarà obbligato a presentare relazioni trimestrali dettagliate sulle variazioni dei volumi e dei valori commerciali dei beni oggetto della normativa.

LA DETERMINAZIONE DEL PARLAMENTO NELLE PAROLE DI BERND LANGE

Bernd Lange, presidente della commissione per il commercio internazionale, ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto: “Nonostante le pressioni, il Parlamento ha mantenuto la propria posizione per tutto il corso dei negoziati. La nostra determinazione ha consentito di raggiungere un accordo più solido per le imprese e i cittadini europei, introducendo garanzie molto più robuste rispetto a quanto inizialmente previsto”. Lange ha poi aggiunto che questo regolamento entra a far parte della strategia difensiva dell’UE: “Non solo rafforza le relazioni commerciali, ma conferisce all’Unione la capacità di reagire qualora gli Stati Uniti non rispettino la propria parte dell’accordo. Se la parte statunitense violerà la lettera o lo spirito dell’accordo di Turnberry, il Parlamento insisterà affinché la Commissione utilizzi pienamente ogni strumento previsto”.

I PROSSIMI PASSAGGI ISTITUZIONALI E L’ENTRATA IN VIGORE

Con il voto favorevole dell’aula, l’iter legislativo si avvia alla conclusione. L’ultimo passaggio formale spetta ora al Consiglio dell’Unione Europea, che dovrà approvare ufficialmente i testi già concordati. Una volta ottenuta questa firma, la nuova normativa sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’UE ed entrerà in vigore il giorno immediatamente successivo. Resta fermo l’impegno del Parlamento a monitorare costantemente l’applicazione pratica delle norme, ribadendo che un partenariato transatlantico può prosperare solo se basato su una volontà politica condivisa e su una lealtà commerciale costante tra le due sponde dell’Atlantico.

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