In audizione congiunta alla Commissione Attività Produttive della Camera e alla Commissione Industria del Senato, l’ad di Stellantis ha spiegato che il nuovo piano aziendale “prevede 60 miliardi di euro di investimenti e oltre 60 lanci tra il 2026 e il 2030 a livello globale”
“In questo primo anno di lavoro abbiamo invertito la rotta, riorganizzandoci in strutture regionali più forti: Europa, Nord America, Sudamerica, Medioriente-Africa e Asia-Pacifico. Sono 5 regioni distinte diverse tra loro da esigenze differenti sia in termini produttivi che di clienti e mercato. Su questa mappa, l’Italia si posiziona al centro dell’Europa. Abbiamo invertito la rotta anteponendo la qualità all’efficienza a tutti i costi e tornando a puntare sulla forza dei nostri prodotti”.
FILOSA: “ABBIAMO ANTEPOSTO LA QUALITÀ ALL’EFFICIENZA A TUTTI I COSTI”
È evidente l’orgoglio dell’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, mentre parla in audizione congiunta alla Commissione Attività Produttive della Camera e alla Commissione Industria del Senato sulla produzione automobilistica del gruppo in Italia.
Un’inversione, ha spiegato Filosa, “che parte dal rimettere il cliente al centro di tutto quello che facciamo, restituendogli maggiore libertà di scelta”. Dopo aver ricordato che questa “coraggiosa inversione di strategia ci è costata cara: 25 miliardi di euro di oneri straordinari”, l’ad di Stellantis ha affermato che “imprimere un cambiamento così profondo alla nostra strategia è stato molto difficile e doloroso, ma necessario per metterci nelle condizioni di ripartire con rinnovata fiducia ed energia. Una scelta netta, fatta per riportare le persone al centro di tutto ciò che facciamo”.
OGGI STELLANTIS DISPONE DI 45 MILIARDI DI EURO DI LIQUIDITÀ
Per quanto riguarda il nuovo piano strategico aziendale, Filosa ha spiegato che “i primi risultati ci danno ragione: a livello globale, nel primo trimestre 2026 siamo tornati ad una crescita redditizia. Le immatricolazioni sono cresciute del 12%, grazie soprattutto al contributo di Europa e Nord America”. Risultati derivanti anche dalle basi finanziarie “solidissime, capaci di proteggerci dalla volatilità del contesto internazionale. Mi riferisco alla liquidità di circa 45 miliardi di euro di cui oggi disponiamo”, ha detto ancora.
60 MLD EURO DI INVESTIMENTI E OLTRE 60 LANCI TRA 2026 E 2030
Entrando più del dettaglio, Filosa ha riferito che il piano strategico “prevede 60 miliardi di euro di investimenti e oltre 60 lanci tra il 2026 e il 2030 a livello globale. Al centro della nuova strategia ci sono prodotto e innovazione”.
Per quanto riguarda i marchi del gruppo, “Fiat, Jeep, Peugeot e RAM sono quelli con maggiori volumi e saranno al centro della nostra innovazione tecnologica su scala globale. Gli altri brand, tra cui Alfa Romeo e Lancia, verranno valorizzati in base alle caratteristiche specifiche regionali e nazionali. Tutti i brand italiani contribuiranno ad ampliare la nostra offerta, introducendo nuovi veicoli ibridi, nuovi veicoli elettrici e con motori termici ad alta efficienza”.
SERVONO COMPETITIVITÀ E REGOLE
Dopo aver ricordato che “gli impegni previsti dal Piano Italia sono stati tutti mantenuti”, il numero uno di Stellantis ha dichiarato che, “con la nuova strategia portiamo le e-car a Pomigliano, investiamo oltre 1 miliardo di euro ad Atessa per la nuova generazione dei veicoli commerciali, portiamo una nuova Alfa Romeo a Melfi, rilanciamo Maserati, con il piano che presenteremo entro dicembre a Modena, continuiamo ad investire con oltre 5 miliardi di euro solo per l’innovazione nei prossimi 5 anni e riportiamo al centro la filiera italiana con oltre 7 miliardi di acquisti annui. Per sostenere i nostri investimenti abbiamo bisogno di due cose: competitività e regole”.
IL COSTO DELL’ENERGIA PER STELLANTIS
Un piano strategico che, però, dovrà affrontare anche delle criticità. “Dietro il nostro piano – ha proseguito Filosa – c’è uno sforzo davvero significativo in termini di risorse ed investimenti. Questo sforzo è reso ancora più difficile dal contesto nazionale ed europeo. Sentiamo parlare ogni giorno del costo dell’energia, tanto che rischiamo di considerarlo quasi un fattore fisiologico, ma non lo è, non lo può essere e non lo deve essere.
Nel primo trimestre 2026 il costo dell’energia elettrica per Stellantis in Italia è stato in media di 205€/MWh. Per la stessa quantità di energia, in Spagna abbiamo pagato in media 90€/MWh e in Francia 100€/MWh”
“È evidente – ha spiegato – come questo divario non sia sostenibile, tanto da noi quanto dai nostri fornitori. Riconosciamo l’impegno delle istituzioni italiane per mitigare il problema, nei limiti dei vincoli europei e dell’attuale instabilità geopolitica. In particolare, apprezziamo le misure di questo governo adottate per contenere il peso delle bollette. Vanno perfettamente nella direzione corretta e ne auspichiamo una rapida attuazione”.
STELLANTIS PUNTA ALLO STATUS DI AZIENDA ENERGIVORA
Tuttavia, ha concluso Filosa, “la situazione è tale da richiedere risposte urgenti e straordinarie. Dal canto nostro, stiamo portando avanti una serie di iniziative importanti per ridurre il divario competitivo. La prima riguarda lo status di azienda energivora.
Nel 2025 abbiamo avviato l’iter per ottenere questo status, che ci permetterebbe di accedere a incentivi e sgravi sugli oneri del sistema. La mancanza di questi benefici rappresenta un ostacolo ulteriore per la competitività del nostro settore. Stiamo inoltre puntando sull’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, accelerando i nostri progetti legati al fotovoltaico e alle biomasse. Abbiamo bisogno però che le amministrazioni locali siano al nostro fianco: servono semplificazioni, non ostacoli burocratici”.


