Il commissario Ue all’Energia Jørgensen lega la crisi dello Stretto di Hormuz alla necessità di accelerare la transizione energetica europea, e in un’intervista a La Stampa avverte che petrolio e soprattutto gas resteranno su livelli elevati ancora a lungo
“Spero vivamente che ci sia un’apertura duratura dello Stretto di Hormuz e che questo porti alla ripresa dei flussi di petrolio e di gas. Ma una cosa è certa, anzi due. La prima è che dobbiamo trarre alcune lezioni da questa esperienza: bisogna accelerare con la transizione per ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili. E la seconda è che, anche con un’apertura immediata dello Stretto, ci vorrà comunque del tempo prima di tornare alla normalità. Per il petrolio qualche mese, per il gas probabilmente qualche anno. Perché molte infrastrutture sono state danneggiate in modo serio”. Lo dichiara in una intervista a La Stampa il commissario europeo all’Energia Dan Jørgensen, sottolineando come i prezzi del petrolio, e soprattutto quelli del gas, siano destinati a rimanere alti ancora a lungo.
COSTI ENERGETICI E IMPATTO SULL’ECONOMIA
Il commissario evidenzia la portata della crisi in corso: “Noi abbiamo speso, mediamente, 645 milioni di euro in più al giorno in energia dall’inizio del conflitto”.
Secondo Jørgensen, gli effetti della crisi non sono ancora del tutto visibili nei prezzi: “Ma ci sono effetti che non abbiamo ancora visto perché non sono stati ancora considerati nei prezzi, nel campo dell’energia, ma anche dei fertilizzanti. Continueranno a colpirci in futuro”.
TRANSIZIONE ED ELETTRIFICAZIONE
Sul fronte delle politiche energetiche, Jørgensen afferma: “Penso e spero che questa crisi sia stata un campanello d’allarme per qualcuno e che si possano trarre delle lezioni per la nostra strategia di elettrificazione. I segnali di prezzo, che possono stimolare la transizione, resteranno alti anche nei prossimi anni”.
Il commissario ribadisce inoltre il ruolo della transizione energetica: “Quindi il Green Deal non è il problema, ma è parte della soluzione”.
PROSPETTIVE SUL GAS E RITORNO ALLA NORMALITÀ
Nel dettaglio sulle tempistiche di recupero del mercato energetico, Jørgensen osserva che per il petrolio la ripresa potrebbe avvenire in un periodo più vicino ai due mesi che all’anno, perchè i danni subiti possono essere riparate rapidamente, e poi vanno comunque considerati i tempi di trasporto. Per il gas, invece, indica un orizzonte di circa due anni, precisando che ciò non significa che non vi saranno forniture nel frattempo, ma che i danni agli impianti, soprattutto in Qatar, sono molto gravi e servirà più tempo per tornare alla normalità.
POLITICHE UE E OBIETTIVI FUTURI
Il commissario annuncia inoltre nuove iniziative: “Prima della pausa estiva presenterò un piano di elettrificazione che includerà un target. Non posso anticipare ora il numero ma posso assicurare che sarà ambizioso”.
Jørgensen precisa che il piano riguarderà più settori: mobilità, trasporti, edilizia e industria, con l’obiettivo di rimuovere le barriere alla transizione energetica.


