L’Italia precipita all’ultimo posto tra i grandi mercati europei per diffusione delle auto elettriche: appena il 12,8% contro una media UE del 31,2%. Tutti i dati UNRAE
La transizione elettrica italiana si ferma. Infatti, a maggio la quota di mercato delle auto ricaricabili ammonta ad appena il 12,8%. Intanto, l’Ue preme sull’acceleratore per superare i motori endotermici. È lo scenario delineato dalla 29ª edizione della Sintesi Statistica dell’UNRAE, che mostra il ritardo del nostro Paese sul passaggio alle vetture elettriche.
L’ABISSO TRA ITALIA E UE SULLE ELETTRICHE
La transizione elettriche delle auto è il vero tallone d’Achille dell’Italia. Infatti, il nostro Paese a maggio è sceso all’ultimo posto tra i grandi mercati Ue per immatricolazioni di vetture elettriche. Lo scorso mese la quota di mercato si è inchiodata al 12,8% (6,2% BEV e 6,6% PHEV). Nel frattempo, negli altri 30 Paesi europei esaminati nell’ultima Sintesi Statistica dell’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri, la media viaggia a un siderale 31,2%. Un vero e proprio abisso che dimostra il forte ritardo dell’Italia nella transizione delle auto.
“Anche nel 2025 il decollo della transizione energetica in Italia è stato rinviato all’anno prossimo. Gli incentivi del MASE, quasi 600 milioni del PNRR sottratti alle infrastrutture di ricarica pubbliche, hanno generato il consueto effetto attesa per poi portare a quote di picco solo negli ultimi due mesi dell’anno. L’Italia nel 2026 è l’unico grande mercato senza incentivi ai privati, che pagano prezzi di ricarica fra i più elevati del continente”, ha commentato Andrea Cardinali, Direttore Generale dell’UNRAE.
LA CLASSIFICA UE PER VENDITE DI AUTO ELETTRICHE
La classifica dei Paesi con la maggiore incidenza di auto elettriche nel mercato è il Regno Unito, che raggiunge quota 34,5%. Al secondo posto si posiziona la Germania (30,0%), seguita dalla Francia (26,7%). Anche la Spagna (19,6%) viaggia a velocità maggiore rispetto all’Italia, che si ritrova così ad essere il fanalino di coda d’Europa.
Tuttavia, è l’Asia ad aver accelerato maggiormente sulla transizione. Infatti, su 77,5 milioni di auto immatricolate nel mondo nel 2025, la metà erano nel Continente asiatico. Intanto, Bruxelles appare divisa tra la revisione dei regolamenti sulle emissioni, l’incertezza sul dossier Clean Corporate Vehicles e l’applicazione dell’Industrial Accelerator Act (con le sue clausole protettive “Made in Europe”). Di questo passo, l’Europa intera rischia di essere schiacciata dalla spinta propulsiva e tecnologica dei costruttori cinesi, che si affacciano sui mercati continentali con quote sempre più aggressive, secondo l’associazione.
PERCHE’ LITALIA E’ FANALINO DI CODA IN UE PER LE AUTO ELETTRICHE?
A pesare sul blocco della transizione sono strategie miopi e tariffe alle stelle secondo UNRAE. Infatti, secondo l’associazione il nostro Paese sconta l’assenza di incentivi strutturali per i privati nel 2026, oltre a una carenza cronica di infrastrutture. UNRAE sottolinea che nonostante il superamento nominale dei 76.000 punti di ricarica, l’efficienza reale sulla rete stradale è insufficiente.
Infatti, disponiamo di appena 15,5 punti di ricarica ogni 100 km, posizionandoci al 16° posto in Europa, lontani dalla media continentale di 22,1 punti. A questo si aggiunge il fatto che solo il 22% delle colonnine totali vanta una potenza pari o superiore a 50 kW, rendendo i viaggi a lungo raggio una vera e propria odissea per gli automobilisti.
LA PROPOSTA DI UNRAE: USARE FLESSIBILITA’ PER ACCELERARE LA TRANSIZIONE
La flessibilità dello 0,3% offre un salvagente per la transizione elettrica italiana, secondo UNRAE. L’associazione evidenzia come la recente concessione da parte della Commissione Europea di flessibilità sui vincoli di bilancio metta a disposizione del nostro Paese un vero e proprio tesoretto da 14 miliardi di euro.
Risorse che, se stanziate subito per la defiscalizzazione in chiave green delle flotte aziendali, potrebbero sbloccare la transizione e ringiovanire il parco auto delle imprese, secondo UNRAE.
IL MERCATO ITALIANO ARRETRA E IL PARCO AUTO INVECCHIA
I dati emersi dall’ultima analisi di UNRAE delineano uno scenario a dir poco allarmante anche sul fronte degli scambi commerciali. Infatti, nel 2025 il mercato dell’auto europeo ha registrato una crescita complessiva del +2,4%. Al contrario, l’Italia ha fatto segnare un desolante -2,1%.
Il riflesso di questa paralisi è un parco circolante italiano sempre più vecchio, inquinante e pericoloso. A fine 2025 si contano circa 46,5 milioni di autoveicoli totali su strada, e le statistiche sull’età media fotografate dall’UNRAE mostrano che per le nostre strade circolano: oltre 41 milioni di vetture con un’età media di 13,0 anni (con il 20,6% di modelli ante Euro 4); 4,6 milion di veicoli commerciali leggeri con un’età media di 15,2 anni (ben il 35,5% ante Euro 4); 765.000 veicoli industriali e mezzi pesanti di 14,5 anni (il 47,0% è ante Euro V); 64.000 autobus vecchi 10,8 anni (22,7% ante Euro 4).


