La Corte costituzionale è chiamata a esaminare il conflitto di competenze tra Antitrust e Arera sui nuovi poteri di indagine introdotti dal decreto Asset del 2023: al centro della controversia l’estensione dell’attività dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato anche ai settori regolati, compreso quello energetico. La vicenda potrebbe avere effetti concreti sugli equilibri tra autorità indipendenti e operatori dei principali mercati regolati
Il contenzioso tra l’Antitrust e l’Authority per l’energia approda davanti alla Corte costituzionale. La questione riguarda i nuovi poteri di indagine conoscitiva attribuiti all’Autorità garante della concorrenza e del mercato dal decreto Asset del 2023.
Secondo la ricostruzione de Il Sole 24 Ore, l’Authority per l’energia, Arera, ha contestato l’estensione di tali poteri anche al settore energetico e ha presentato ricorso al Tar Lazio contro la comunicazione con cui l’Antitrust aveva definito il proprio ambito di intervento includendo tutti i settori regolati e non soltanto il trasporto aereo. L’indagine conoscitiva prevista dalla norma può portare all’imposizione di misure strutturali o comportamentali per eliminare distorsioni della concorrenza.
IL RUOLO DEL TAR E DEL CONSIGLIO DI STATO
L’Antitrust aveva fondato la propria posizione anche sull’interpretazione estensiva espressa dal Consiglio di Stato con il parere del 29 gennaio 2024. Successivamente il Tar Lazio ha sospeso il giudizio e rimesso gli atti alla Consulta affinché verifichi l’eventuale violazione degli articoli 3 e 97 della Costituzione.
L’udienza pubblica vede come giudice relatore Giovanni Pitruzzella, già presidente dell’Antitrust dal 2011 al 2018. Nel frattempo l’Autorità garante della concorrenza e del mercato è guidata dal componente con maggiore anzianità di carica, Elisabetta Iossa, dopo la scadenza del mandato di Roberto Rustichelli.
LA COLLABORAZIONE CON IVASS
Come evidenziato da Il Sole 24 Ore, l’Antitrust porterà all’attenzione della Consulta anche una recente iniziativa realizzata insieme a Ivass, l’istituto per la vigilanza sulle assicurazioni. Le due autorità hanno infatti avviato congiuntamente un’indagine conoscitiva sulle polizze Rc auto.
L’iniziativa viene presentata come esempio di collaborazione tra organismi indipendenti chiamati a vigilare sul corretto funzionamento dei mercati, mentre resta aperto il confronto sulle rispettive competenze nei comparti regolati.
GLI EFFETTI SUI MERCATI REGOLATI
La vicenda non riguarda soltanto aspetti giuridici. Come sottolinea Il Sole 24 Ore, il tema investe direttamente i rapporti tra autorità indipendenti e soggetti regolati, con possibili ricadute sulla concorrenza nei principali settori dei servizi.
Negli anni si sono registrati altri conflitti di competenza tra l’Antitrust e diverse authority, comprese l’Authority per le comunicazioni e l’Authority dei trasporti. Secondo il quotidiano economico, l’Antitrust ha spesso adottato un approccio più interventista e severo rispetto a quello delle autorità di settore, contribuendo ad alimentare il dibattito sui confini delle rispettive attribuzioni istituzionali. (Energia oltre – Bianca Maria Togni)


