Presentato dalla vicepresidente esecutiva Teresa Ribera e dal commissario UE per l’Energia e le Politiche abitative, Dan Jorgensen, il pacchetto proporrà delle riforme per rendere il sistema energetico dell’Unione Europea più pulito, più accessibile e più competitivo
Venerdì 17 luglio la Commissione Europea dovrebbe presentare il Pacchetto Energia, composto dal piano per l’elettrificazione e dal piano per i costi di rete. Il Collegio dei commissari dovrebbe adottare la sua proposta relativa al pacchetto sull’energia, incluso il piano d’azione per l’elettrificazione.
Presentato dalla vicepresidente esecutiva Teresa Ribera e dal commissario UE per l’Energia e le Politiche abitative, Dan Jorgensen, il pacchetto proporrà delle riforme volte a rendere il sistema energetico dell’Unione Europea più pulito, più accessibile e più competitivo, accelerando l’elettrificazione e sostenendo le industrie a basse emissioni di carbonio. Si prevede inoltre che garantisca maggiore certezza agli investitori, rafforzando al contempo la sicurezza energetica dell’Europa e riducendo la dipendenza dai combustibili fossili importati.
OBIETTIVO ELETTRIFICAZIONE
Per la prima volta la Commissione intende introdurre un indicatore politico dedicato all’elettrificazione. L’obiettivo di riferimento dovrebbe essere il 32% della quota di elettricità nei consumi finali di energia entro il 2030, già previsto nel Clean Industrial Deal e un nuovo obiettivo per il 2040, ancora in discussione ma che dovrebbe essere annunciato insieme al piano. “Con un’azione decisa a tutti i livelli, l’Europa può diventare il primo elettrocontinente”, si legge in un documento della Commissione Europea circolato nei giorni scorsi.
Nonostante il 70% dell’energia prodotta nell’Unione provenga già da fonti locali a basse emissioni, il tasso di elettrificazione dei consumi finali è rimasto bloccato al 23% nell’ultimo decennio. Un dato preoccupante, se confrontato con il dinamismo di competitor globali come Cina, Corea del Sud e Giappone, dove la quota supera già il 30%.
RIDURRE IL PESO DEI PREZZI ENERGETICI PER L’INDUSTRIA
Secondo Bruxelles, sbloccare questo potenziale significa sostenere la base manifatturiera europea in settori chiave come le turbine eoliche, i veicoli elettrici e le pompe di calore, favorendo al contempo la creazione di migliaia di posti di lavoro qualificati e riducendo il peso dei prezzi energetici, che attualmente penalizza l’Europa rispetto a Stati Uniti e Cina.
Fra le misure più rilevanti contenute nella bozza figurano anche la riduzione dell’IVA su pompe di calore, batterie domestiche e veicoli elettrici, la revisione della tassazione energetica per rendere l’elettricità relativamente meno costosa rispetto ai combustibili fossili e la progressiva eliminazione dei sussidi ai combustibili fossili.
INCENTIVI PER L’INDUSTRIA E RAFFORZAMENTO DELLE INFRASTRUTTURE
La Commissione intende finanziare aste dedicate all’elettrificazione industriale, sostenere la conversione dei processi produttivi oggi alimentati da gas e utilizzare gli strumenti del Clean Industrial Deal per mobilitare investimenti pubblici e privati.
Un elemento centrale sarà inoltre il rafforzamento delle infrastrutture, attraverso l’accelerazione degli investimenti nelle reti di trasmissione e distribuzione, una maggiore capacità di accumulo e lo sviluppo della flessibilità della domanda e dei sistemi di demand response, considerati indispensabili per sostenere la crescita dei consumi elettrici.
LA POSIZIONE DELL’ITALIA
Il governo italiano sostiene l’obiettivo di ridurre la dipendenza energetica dall’estero e di abbassare i prezzi dell’energia, ma è tradizionalmente più cauto rispetto alla Commissione su obblighi e divieti tecnologici. In particolare, sostiene l’espansione delle rinnovabili e delle reti elettriche, chiede neutralità tecnologica, includendo gas decarbonizzato, biometano, CCS e nucleare di nuova generazione nel percorso di transizione.
Inoltre, l’Italia è favorevole all’elettrificazione dell’industria quando migliora la competitività, ma teme che costi elettrici elevati possano penalizzare il manifatturiero. In sostanza, Roma dovrebbe appoggiare il piano, se quest’ultimo sarà presentato come uno strumento per ridurre i costi energetici e rafforzare la sicurezza energetica, ma potrebbe opporsi a misure percepite come troppo prescrittive.
LA RIFORMA DEL SISTEMA ETS
Venerdì 17 luglio la Commissione Europea presenterà anche la revisione del sistema di scambio delle quote di emissione (ETS), pietra angolare della politica climatica dell’UE. L’ETS ha contribuito a ridurre drasticamente le emissioni industriali, promuovendo al contempo l’innovazione, accelerando la diffusione di tecnologie pulite e sostenendo l’elettrificazione dell’economia europea.
L’obiettivo principale della revisione è allineare l’ETS all’obiettivo climatico dell’UE per il 2040. Per raggiungerlo, è essenziale mantenere un prezzo del carbonio forte e stabile.
Dopo le recenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente e il nuovo aumento dei prezzi di petrolio e gas, la Commissione ha deciso di presentare il piano non solo come una misura climatica, ma soprattutto come uno strumento per ridurre la dipendenza europea dalle importazioni di combustibili fossili. L’obiettivo è diminuire l’esposizione dell’UE alla volatilità dei mercati internazionali attraverso una maggiore diffusione di veicoli elettrici, pompe di calore ed elettrificazione dei processi industriali.
VELOCIZZARE LA COSTRUZIONE DI INFRASTRUTTURE ENERGETICHE
Intanto, lo scorso 26 giugno i ministri dell’Energia UE hanno raggiunto un accordo per semplificare le procedure al fine di accelerare la costruzione di nuove infrastrutture energetiche e destinare parte delle entrate non utilizzate generate dalla congestione della rete elettrica al finanziamento di nuove interconnessioni tra i Paesi membri, nell’ambito del pacchetto di riforma della rete europea.
L’accordo definisce la posizione negoziale del Consiglio per i colloqui con il Parlamento Europeo sulla revisione della normativa volta a modernizzare il sistema elettrico europeo, rafforzare i collegamenti transfrontalieri e adeguare la capacità di trasmissione all’aumento della domanda legato alla decarbonizzazione.
Una delle principali modifiche riguarda l’accelerazione del rilascio dei permessi per la costruzione di infrastrutture energetiche attraverso la creazione di portali digitali unici per centralizzare le domande e il riconoscimento dei progetti relativi all’elettricità e alle energie rinnovabili come progetti di interesse pubblico preminente, che permetterà di dare priorità alla loro elaborazione.

