Skip to content

Carburanti, i prezzi sfidano il tonfo del petrolio: benzina a un soffio dai 2 euro al litro

Codacons e Unc denunciano rialzi speculativi durante l’esodo estivo nonostante il Brent scenda sotto gli 80 dollari. Le associazioni chiedono al Governo un raddoppio immediato del taglio delle accise.

In piena stagione di esodo estivo, i distributori italiani registrano una dinamica che appare in netta controtendenza rispetto ai mercati internazionali delle materie prime. I dati ufficiali diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) evidenziano listini in risalita sulla rete stradale e una preoccupante stabilità su quella autostradale, proprio mentre le quotazioni del greggio subiscono una brusca frenata. Il paradosso, sollevato dalle principali associazioni dei consumatori, mette sotto pressione il Governo, chiamato a intervenire con una rimodulazione del carico fiscale per evitare che il caro carburanti comprometta definitivamente il potere d’acquisto delle famiglie in viaggio.

I DATI UFFICIALI DEL MINISTERO

Secondo le ultime rilevazioni dell’Osservatorio prezzi del Mimit, il costo medio della benzina in modalità self service ha raggiunto oggi quota 1,999 euro al litro lungo la rete stradale ordinaria, mentre il gasolio si attesta a 2,097 euro. La situazione si fa ancora più pesante per chi viaggia in autostrada, dove la verde ha toccato i 2,084 euro al litro e il diesel ha sfondato la soglia dei 2,17 euro (2,174 €/l). Questi numeri confermano un trend di crescita costante che non sembra risentire del contesto energetico globale, gravando in modo diretto sulle tasche degli automobilisti italiani impegnati nei grandi spostamenti di agosto.

IL PARADOSSO DEL GREGGIO IN PICCHIATA

La denuncia più dura arriva dal Codacons, che mette in luce un evidente scollamento tra i costi di produzione e i prezzi al dettaglio. “Nonostante il tonfo del petrolio, i prezzi dei carburanti alla pompa continuano a salire, aggravando la spesa per i rifornimenti estivi degli italiani”, spiegano dall’associazione. Il riferimento è al crollo delle quotazioni del Brent, passate dai 90 dollari al barile dello scorso 31 luglio agli attuali 83 dollari, con una contrazione netta del 7,8% in pochi giorni.

Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, rincara la dose sottolineando come il petrolio sia sceso oggi persino sotto la soglia degli 80 dollari dopo l’annuncio dei Paesi Opec+ di un futuro aumento della produzione. “Prezzi stabili in autostrada non è una buona notizia. Vuol dire che avendo già speculato a sufficienza nel weekend sull’esodo degli italiani, non c’era bisogno di alzare i prezzi ulteriormente”, osserva Dona.

L’EROSIONE DELLO SCONTO FISCALE

Un altro fronte critico riguarda l’efficacia del taglio delle accise da 17 centesimi disposto dall’esecutivo. Secondo i calcoli del Codacons, questo beneficio si è ormai quasi del tutto assottigliato a causa dei continui rincari alla pompa. Attualmente, lo sconto reale sul gasolio si è ridotto a soli 8,8 centesimi al litro sulla rete ordinaria e a 8,1 centesimi sulle autostrade. Questo meccanismo di erosione si traduce in un mancato guadagno per i cittadini stimato in circa 4,1 euro per ogni pieno effettuato sulla rete stradale. La benzina non se la cava meglio: pur essendo ufficialmente a 1,999 euro, la soglia psicologica dei 2 euro è stata già ampiamente superata in ben 10 regioni su 20, rendendo la situazione omogeneamente critica su tutto il territorio nazionale.

LE RICHIESTE DI INTERVENTO AL GOVERNO

Di fronte a questo scenario, le associazioni dei consumatori chiedono una reazione immediata e più incisiva. L’Unione Nazionale Consumatori esorta il Governo a rimettere mano alle accise nel Consiglio dei ministri previsto per domani. La proposta è quella di raddoppiare lo sconto attuale sul gasolio, portandolo da 14 a 29 centesimi (che diventerebbero 35,38 centesimi includendo l’Iva al 22%), l’unica misura ritenuta capace di riportare il diesel sotto i 2 euro in autostrada.

Per quanto riguarda la benzina, la richiesta è di una riduzione di almeno 15 centesimi per riportare il prezzo intorno a 1,9 euro. Anche il Codacons invoca misure strutturali che non si limitino al solo gasolio ma proteggano anche i consumatori di benzina, colpiti da rialzi che appaiono ingiustificati alla luce delle dinamiche internazionali del greggio.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Rispettiamo la tua privacy, non ti invieremo SPAM e non passiamo la tua email a Terzi

Torna su