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Ue

Sì al nucleare e alle colonnine, no agli sconti sui carburanti. I paletti dell’Ue sulla Salvaguardia

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale Europea la nota Ue che spiega come la clausola di salvaguardia nazionale per la difesa può essere ampliata per ricomprendere le misure di sicurezza energetica

Incentivi per le colonnine elettriche, il nucleare e le pompe di calore ma niente aiuti contro il caro carburanti o il boom dei prezzi dell’energia. La Commissione Ue ha messo nero su bianco le condizioni per accedere alle risorse liberate dalla clausola di salvaguardia nazionale per la sicurezza energetica. La nota pubblicata oggi in Gazzetta Ufficiale Europea specifica che le misure devono apportare un contributo diretto all’accelerazione della transizione energetica. Ora, Palazzo Chigi dovrà trasformare le linee guida europee sull’energia nel carburante economico per blindare la fine della legislatura.

L’UE CHIUDE LA PORTA A SCONTI SULLE ACCISE CARBURANTI E BICI ELETTRICHE

La trattativa per includere la sicurezza energetica nella clausola di salvaguardia non è stata una passeggiata. La resistenza dei Paesi nordici ha costretto a trattative serrate, superate dalla spinta del blocco del Sud guidato da Italia e Spagna, con la sponda di Grecia, Portogallo, Germania e Belgio. Alla fine, i “rigoristi” hanno alzato bandiera bianca, a patto che l’Ue fissasse alcuni rigidi paletti per l’utilizzo dei fondi della Clausola di salvaguardia nazionale. Nella nota la Commissione mette l’accento sul fatto che le misure devono essere pensate per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e aumentare la sicurezza energetica.

Fuori dal perimetro delle misure approvabili restano, dunque, gli sconti sulle accise di benzina e gasolio. La ragione è che sono considerati da Bruxelles una misura regressiva, dannosa per l’ambiente e controproducente rispetto agli obiettivi climatici. La Commissione boccia anche le bici. Infatti, nella nota si specifica che gli Stati membri non possono utilizzare le risorse liberate dall’Ue neanche per la costruzione di nuove piste ciclabili o per i bonus destinati all’acquisto di biciclette elettriche.

COME L’ITALIA PUO’ USARE I 14 MILIARDI UE

L’Ue apre la porta al potenziamento di tariffe sociali e alla riduzione delle tasse sull’elettricità, misure che devono però essere riservate specificamente alle famiglie vulnerabili e alle industrie energivore. I fondi della clausola di salvaguardia, inoltre, possono essere spesi per incentivi per la sostituzione delle caldaie e per l’acquisto di pompe di calore. La Commissione ha detto sì all’aumento degli incentivi nazionali per le caldaie fino al 100% della spesa, purché calibrate in base al reddito del richiedente.

L’Italia potrà spendere parte dei 14 miliardi di euro liberati dall’Ue anche in sovvenzioni per geotermico e solare, sistemi locali di accumulo dell’energia e infrastrutture pubbliche e private di ricarica per veicoli elettrici. La nota dell’Ue specifica che con i soldi della clausola di salvaguardia gli Stati potranno anche finanziare incentivi finanziari mirati per incrementare il tasso di adozione delle tecnologie di decarbonizzazione industriale, previsti dal regolamento (UE) 2024/1735 del Parlamento europeo e del Consiglio.

I FONDI PER IL SETTORE ENERGETICO

Un paragrafo a parte è dedicato all’industria energetica. Nella nota la Commissione specifica che i fondi liberati dall’Ue potranno finanziare investimenti in progetti rinnovabili, batterie e stoccaggi, infrastrutture e tecnologie delle reti elettriche, impianti per la produzione di idrogeno green e per l’efficientamento del sistema energetico.

Bruxelles ammette nella cerchia degli investimenti finanziabili anche le risorse spese per combustibili rinnovabili sostenibili, contratti bidirezionali per differenza per la produzione di energia pulita. L’Ue guarda lontano includendo anche gli investimenti in centrali nucleari, ma dimentica la crisi attuale?

DA DOVE ARRIVERANNO I 14 MILIARDI

Il tesoretto da 14 miliardi di euro non arriverà in Italia sotto forma di banconote fresche di stampa, ma attraverso una combinazione di spesa futura e ingegneria contabile. Circa 7 miliardi serviranno a coprire gli interventi contro il caro energia previsti per il prossimo anno. Gli altri 7 miliardi arriveranno da uno scomputo retroattivo sulle spese energetiche già sostenute nel 2026, un “trucchetto contabile” legale già usato per sbloccare 5 miliardi del Recovery Plan.
Nel tesoretto troviamo anche i 24 miliardi del Pnrr “impacchettati” in strumenti finanziari a lungo termine, utilizzabili fino al 2029.

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