Continua il rally dei prezzi dei carburanti e l’Ue pensa alla tassa sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere. Tutti i dettagli
L’Italia e altri cinque Paesi europei hanno inviato una lettera a Bruxelles per chiedere una tassazione sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere per concedere ai cittadini una boccata d’aria dal caro carburanti. Una misura che i ministri chiedono a gran voce per contrastare i continui aumenti dei prezzi di benzina e diesel. Intanto, in Italia il prezzo dei carburanti sfonda il muro dei 2 euro al litro e l’opposizione tira per la giacca il Governo affinché tassi subito le compagnie.
IL PRESSING SU BRUXELLES
L’Italia ha firmato una lettera congiunta insieme a Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna per chiedere alla Commissione UE un prelievo coordinato sui profitti straordinari dei colossi petroliferi. L’obiettivo dichiarato è far affluire il gettito in un fondo europeo a sostegno di famiglie e imprese travolte dal rincaro bollette e prezzi alla pompa. Una proposta che la Commissione ha già bocciato ad aprile, non inserendola nel successivo piano per fronteggiare la crisi energetica.
I ministri chiedono che durante la riunione Ecofin di settembre si definisca “un’azione comune che garantisca che coloro che traggono profitto dalla crisi contribuiscano a ridurre l’onere che grava sulla popolazione”. Inoltre, i ministri hanno specificato che vogliono vedere il prima possibile i risultati di un’indagine europea sui margini delle raffinerie, per assicurarsi che le raffinerie non stiano approfittando dell’attuale aumento dei prezzi dell’energia.
IL RALLY DEI PREZZI DEI CARBURANTI
I prezzi del petrolio sono aumentati di circa il 25% rispetto ai livelli all’inizio della guerra in Medio Oriente. I listini del diesel in Europa sono aumentati di oltre il 70% dall’inizio della guerra, mentre quelli della benzina sono aumentati di circa il 20%. “Dobbiamo affrontare la questione degli alti prezzi dell’energia discutendo un quadro a livello UE per tassare i profitti straordinari, tenendo conto delle lezioni apprese nel 2022, questa volta con un’analisi più specifica su come i profitti esteri delle multinazionali petrolifere possano essere inclusi in modo più mirato,” si legge nella lettera inviata da Giorgetti e colleghi, secondo quanto riporta Reuters.
Mentre a Bruxelles si ragiona su un’eventuale tassa sugli extraprofitti, in Italia il prezzo dei carburanti sfonda il muro dei 2 euro al litro. Secondo le ultime rilevazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale ha raggiunto quota 2,010 €/l per la benzina e 2,131 €/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,088€/l per la benzina e 2,204 €/l per il gasolio.
LA SPINTA DELLE OPPOSIZIONI
Per mettere un argine al caro carburanti, il Governo ha deciso di affidarsi alla proroga del meccanismo tampone delle “accise mobili” fino al 26 agosto. L’opposizione, però, incalza per un’azione immediata su scala nazionale senza attendere i tempi di Bruxelles.
“Quella di ieri è la seconda lettera che Giorgetti firma insieme ad altri ministri europei per tassare gli extra profitti delle società energetiche. In attesa che la proposta raccolga il consenso necessario a livello Ue, Meloni e Giorgetti passino dalle parole ai fatti, assumano l’iniziativa e introducano questa tassa a livello nazionale. I prezzi dei carburanti superano ormai dappertutto i 2 euro al litro e tra due giorni scade il taglio dell’accisa sul diesel”, ha detto la Segretaria del Pd, Elly Schlein, secondo quanto riporta AdnKronos.
“Le misure tampone non bastano più, è necessario adottare subito misure di sostegno per le famiglie e le imprese più fragili e mettere in campo una vera strategia per ridurre strutturalmente i costi dell’energia. Una tassa sugli extra profitti energetici può dare un contributo importante per finanziare questi interventi”, ha aggiunto.
“La benzina al self service è oltre i 2 euro, il diesel oltre i 2,1. In autostrada i costi sono molto più alti. Chi si è messo in viaggio per qualche giorno di ferie ha già pagato un prezzo molto alto all’incapacità del governo nell’affrontare la questione del caro carburanti. Le ripetute misure tampone del governo Meloni durano lo spazio di un mattino perché l’instabilità internazionale continua a colpire la stabilità dei mercati energetici. Per questo servono politiche cicliche e incisive che possano proteggere cittadini, famiglie e imprese”, scrivono in una nota i presidenti dei gruppi parlamentari del Pd al Senato e alla Camera Francesco Boccia e Chiara Braga e il capo delegazione Pd a Bruxelles Nicola Zingaretti.

